25 Aprile: Liberi di Lavorare
“Legalità ci piace”: presentato il report Confcommercio alla Ministra Lamorgese
40.000 imprese a rischio di usura. L’impatto del Covid sull’economia e sulle imprese ha dimensioni drammatiche. Che non possono essere sottovalutate. In assenza di adeguati sostegni e di un piano certo di riaperture, rischiano in Italia la definitiva chiusura 300mila imprese del settore commercio, di cui circa 240mila esclusivamente a causa della pandemia. Le difficoltà economiche per le imprese riguardano soprattutto la perdita di fatturato, la crisi di liquidità e le complicazioni burocratiche.
Dal Report dell’Ufficio Studi di Confcommercio presentato alla Ministra Lamorgese in occasione dell’8^ edizione di “Legalità, ci piace!”, la giornata nazionale di Confcommercio dedicata alla legalità tenuta dal Presidente Carlo Sangalli insieme al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, arriva la conferma dell’allarme che come ConfCommercio Palermo abbiamo lanciato da mesi.
In Italia nel solo 2020 le imprese del commercio, alloggio e ristorazione indicano per il 50,7% una riduzione del volume di affari, per il 35,3% mancanza di liquidità e difficoltà di accesso al credito, per il 14% problemi di tipo burocratico. Ma oltre a queste difficoltà c’è un dato che più di tutti parla del dramma che le imprese stanno vivendo: sono a grave rischio usura circa 40mila imprese del commercio, della ristorazione e dell’alloggio.
Il tema resta oggi anche nel 2021 aperto e quindi i dati che raffigurano il contesto sono destinati ad aumentare.
Alle Istituzioni ConfCommercio chiede la cosa più semplice in assoluto: la normalità, che significa innanzitutto poter lavorare, poter riaprire, poter tornare a fare quello che sappiamo fare: impresa.
Noi imprenditrici del Terziario Donna Confcommercio lo abbiamo ribadito con forza al punto 6 del nostro Manifesto: <Perseguiamo la legalità e i valori della Costituzione con forza, senza se e senza ma. Non offriamo mai spazio a condizionamenti impropri, Respingiamo l’estorsione ed ogni forma di violenza. Rispettare ed affermare la legalità è importane in sé. Ma significa anche avere rispetto di noi stessi, il piacere di essere liberi, l’orgoglio di essere degni>.
Ed è per questo rispetto di noi stessi, delle nostre storie di impresa, del nostro essere cittadini che credono nello Stato, imprenditori ed imprenditrici che vivono del loro lavoro e in questo mettono tutta la passione e l’orgoglio del made in Italy, che chiediamo la normalità. Quella normalità che proprio oggi 25 Aprile assume un significato ancora più forte.
Nel 2020, le imprese del commercio, turismo e ristorazione hanno subito una drammatica riduzione del volume di affari e oltre un terzo di queste è stretta in una morsa, tra la mancanza di liquidità combinata ed una difficoltà sostanziale di accesso al credito. Questo detonatore sociale è sempre stato per noi evidente, tanto che abbiamo chiesto da sempre non solo indennizzi adeguati e tempestivi, ma anche moratorie fiscali e creditizie ampie ed inclusive, la sospensione e la rateizzazione degli impegni fiscali e possibilità più ampie di accesso al credito.
Per “proteggere” le nostre imprese dalla criminalità organizzata e dall’incubo usura.
E come sempre è il Sud a pagare il prezzo più alto a questo fenomeno, a causa di un tessuto imprenditoriale più fragile e quindi dotato di meno opportunità di resilienza. Un tessuto di micro imprese, spesso a conduzione familiare, e spessissimo a titolarità femminile, che non hanno gli ‘ammortizzatori’ e le strutture per difendersi dalla crisi.
Come sistema siamo attenti a non lasciare soli le nostre imprenditrici ed i nostri imprenditori, convinti dell’importanza della denuncia come dovere morale e giuridico e della necessità di fare sistema per fare argine alla disperazione delle imprese. Ma non basta. Dopo 15 mesi di allarmi e denunce della gravità del momento, serve oggi una risposta chiara ed efficace del Governo, che permetta alle aziende di ricostruire i loro bilanci disastrati da continue chiusure e inattività. Serve assicurare la riapertura in sicurezza delle attività, serve sostegno concreto alle imprese e serve programmare interventi di tutela delle imprese in difficoltà.

