Assemblea Terziario Donna Confcommercio 2021: il mio intervento integrale
Buongiorno a tutte e tutti Finalmente un incontro di presenza dopo quasi due anni dall’ultimo Terziario Donna LAB a Palermo a fine ottobre del 2019. Ci siamo riusciti. Per questa assemblea che conclude un mandato anzi nel mio caso due, da presidente.
Si chiudono 10 anni ricchi di riflessioni e confronti. Ma soprattutto di azioni concrete. Terziario Donna, nei dieci anni in cui ho avuto il privilegio di guidarlo, ha realizzato una presenza di genere incisiva. Non rivendicativa, ma determinata. Ha coltivato valori e progetti. Ha prodotto modi nuovi di rappresentanza e visioni di impresa, i cui principi ha fissato nel Manifesto. Ha attuato, con la dovuta fermezza una rivoluzione gentile. Insieme siamo cambiate noi, donne imprenditrici. Ma insieme a noi è cambiata Confcommercio. Perché si è arricchita. Come solo può fare l’investimento nella diversità. Affermando una visione che si è potenziata della “visione al femminile”.
Tra qualche settimana sarà pronto il Libro Bianco di questi 10 anni. La memoria del percorso compiuto tra il 2011/2021. Non mi dilungherò ad elencare le cose fatte. Oggi dico solo che una strada è tracciata, certo. Ma tanto lavoro resta da fare. Perché non siamo più…ma non siamo ancora… Il mondo è cambiato. Le persone sono cambiate “non siamo più ma non siamo ancora” adesso più che mai significa che: Non dobbiamo andare avanti, dobbiamo andare oltre. Con la passione di sempre. Non aspettatevi un saluto nostalgico. Commosso ed emozionato sì. Nostalgico no.
Celebriamo i nostri 10 anni insieme e siamo a bilanci positivi. Perché non si è alla fine ma a un nuovo inizio, un restart. Si brinda ai risultati e contemporaneamente al nuovo percorso. Del resto nessuno di noi, neanche chi non sarà più in Consiglio, va via. Noi ci saremo sempre, in altri ruoli, da “madri nobili”, consapevoli di avere seminato bene e di avere generato buoni frutti che sapremo cogliere anche a distanza lasciando a chi arriva, o resta, il compito di mettere a frutto quanto seminato. Per mettere addirittura le ali alle nostre buone radici. Sì, è un cammino che non si interrompe. Uso termini calcistici. In questa estate così straordinaria per l’Italia. Un’Italia che ce la fa e che ci piace. La maglia del Terziario Donna si indossa tutta la vita. Anche in altri ruoli. E ognuna potrà anche individualmente continuare il percorso. Che non è solo Terziario Donna ma significa acquisire i ruoli nei territori, nelle categorie. Non per egocentrismo ma perché questa è la cosa più importante e necessaria al nostro Sistema, che ciascuna donna, capace e disposta a impegnarsi, possa fare: mettersi al servizio dei propri territori, della propria associazione, della propria categoria come siamo abituate noi e come abbiamo imparato a fare. Passiamo a chi resta, o arriva, il testimone consegnando un capitale che tutte insieme abbiamo costruito: un gruppo. Forte e vitale che continuerà a crescere, ne sono sicura. Siamo un laboratorio di competenze e motivazione, un “vivaio” da cui attingere a piene mani.
E’ il momento dei bei ricordi. Ne evoco uno significativo. Nel 2012 il nostro primo evento pubblico dal titolo “Donne e Governance”. Molte di voi c’erano. Obiettivi di qualità di contenuti che passarono anche dalla sfida delle presenze da fare arrivare a Roma. Quando occorreva fare la scelta della sala, (noi che più della sala Solari da 40 posti non avevamo mai occupato), i funzionari si preoccuparono quando io proposi la sala Orlando, questa sala, la sala massima come capienza. Mi dicevano imbarazzati “sa presidente certamente Lei a Palermo sarà forte come visibilità e traino e non avrebbe problemi, ma qua siamo a Roma. Con eventi ogni giorno, e anche più di uno. Riempire una sala così grande è complicato, sarebbe preferibile impegnare una sala più piccola, una di quelle laterali.” Comprendevo che con delicatezza tentavano di proteggermi. E certo non potevano sapere che il giorno dell’evento sarebbe stato in concomitanza con la settimana di nevicata storica in tutta Italia. Eppure quello è stato il primo segnale della fiducia che mi avete dato e del dono della pervicacia, serietà e partecipazione convinta che avete tributato in questi anni di impegno. Vi ricordate? Quel martedì di febbraio fu in concomitanza di una storica nevicata che immobilizzò l’Italia con voli cancellati e un intero Paese bloccato. Non fu una sfida da poco. Eppure fummo capaci di riempire questa sala. Con colleghe che arrivarono da ogni parte d’Italia. Non solo questa sala fu gremita ma si occuparono tutte le sale laterali collegate perché qui non vi erano più posti a sedere e in piedi. Avete sfidato neve, voli cancellati, avete riempito pullman, coinvolto consigliere, convinte ad una ad una e quella sala gremita con tutte le altre sale piene non la dimenticherò mai! I contenuti poi di quel primo evento furono cruciali.
“Donne e Governance” portava all’attenzione l’approccio alla questione di genere dal punto di vista giuridico. L’abbiamo chiamato Deficit di Democrazia. Abbiamo posto il tema della democrazia paritaria come punto di partenza del nostro impegno, consapevoli che fosse prima culturale e giuridico ma strettamente legato allo sviluppo del Paese e alla sua economia. E all’impegno della Confederazione per accendere i motori di ripresa economica. Oggi più che mai. Noi l’abbiamo detto e ripetuto: una società oggi è tanto più forte quanto più realizza pari opportunità di rappresentanza di donne e uomini in tutti i luoghi di decisione. Se non si agevola il lavoro delle donne si deprime non solo la legittimità quanto l’efficacia dei risultati. Perché non si tiene pienamente conto degli interessi, delle esigenze e dei talenti di un popolo nel suo complesso. Contrariamente a quanto postulano chiaramente gli artt. 3 e 51 della nostra Costituzione. Da qui un pilastro della nostra azione. Il cambiamento per giungere a una democrazia paritaria.
L’altra evidenza di quel primo evento fu la presenza del nostro presidente Sangalli, osservatore attento e vicino già da quel nostro debutto pubblico in cui sostenemmo che la scarsa presenza delle donne ai vari livelli della vita economica, politica, e sociale e nella governance di un Paese è una questione culturale ma è soprattutto, per quello che ci riguarda più da vicino, una questione economica, una perdita inaccettabile, che non possiamo più permetterci. Per quanto riguarda la nostra Confederazione possiamo dire che qualcosa è successo. In questi anni la presenza delle donne negli Organi Confcommercio è cresciuta sensibilmente e questo ci fa ben sperare in 3 una presenza sempre più significativa e sostanziale. Attraverso i buoni esempi e un “protagonismo” differente. Cose che non sono passate inosservate.

