10 dicembre - Giornata internazionale dei diritti umani
Il 10 dicembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti umani. Una data scelta 70 anni fa, all’indomani della tragedia della guerra che aveva lasciato ferite profonde, per ribadire il valore fondamentale di parole come <libertà>, <dignità>, <uguaglianza>.
Per affermare l’impegno, nel 1950 le Nazioni Unite votarono infatti a favore di uno dei documenti più importanti della storia del mondo: la Dichiarazione universale dei diritti umani. È proprio per ricordare questa data storica che ogni 10 dicembre torniamo a ricordare che ogni Persona, senza distinzione alcuna, dovrebbe nascere libero ed uguale ad ogni altro. E non soltanto sulla carta.
Articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani: <Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.>
Articolo 2 della Dichiarazione universale dei diritti umani: <Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.>
Fu una donna, Eleanor Roosvelt, a provare per prima a sottolineare la necessità di porre al centro la libertà e la dignità di ogni essere umano e l’importanza di porre in essere uno sforzo congiunto perché ognuno, portasse sempre avanti tutto ciò che può per realizzare questi principi. Nelle azioni quotidiane, e non soltanto nelle azioni politiche.
Eleanor Roosvelt, affermava che “i diritti umani iniziano nei piccoli luoghi, vicino a casa, così vicini e così piccoli che non possono essere visti su nessuna mappa del mondo. A meno che questi diritti non abbiano significato lì, hanno poco significato ovunque”.
E noi ribadiamo oggi, nel 10 dicembre di un anno che porta le stesse cicatrici di una guerra, che i diritti umani sono anche nei nostri piccoli negozi, nelle attività del terziario, del commercio, del turismo, delle professioni.
E’ dai nostri “piccoli luoghi” che dobbiamo riaffermare il significato dei diritti.
Esattamente nel solco del punto 13 del Manifesto del Gruppo Terziario Donna di ConfCommercio. Scegliamo di essere una Società. Fondata sui diritti e sulla dignità di ogni essere umano.
Crediamo che, mai come ora, abbiamo il dovere di essere una comunità di senso e cercare di dare senso al nostro lavoro e a ciò che facciamo.
Impegniamoci allora affinché l’economia del futuro sia fondata sul nuovo Umanesimo, anzi sul Womanesimo, facendo prevalere in ogni azione – così come ci indirizzava Eleanor Roosvelt – la nostra dimensione umana e mettere al centro delle scelte imprenditoriali anche l’importanza delle relazioni tra l’individuo, l’impresa, i lavoratori e la comunità sociale.
Punto 13 del Manifesto Terziario Donna ConfCommercio: <Vivere in una società o Essere una Società ? Scegliamo la seconda opzione. Per crescere di più e migliorare. Non saremo mai i perdenti della globalizzazione. Noi siamo i vincenti nella comunità. Vogliamo il progresso senza disumanizzare. Senza lasciare indietro nessuno. Senza disuguaglianze o fratture.>

