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Assemblea Generale Confcommercio 2025: "Ricordare il futuro" è la direzione dell’impegno

L’Italia che resiste, innova e lavora ogni giorno si è data appuntamento a Roma, dove si è tenuta l’ Assemblea Generale di Confcommercio – Imprese per l’Italia nell’anno in cui festeggiamo i nostri 80 anni e per questo dedicato al claim <Ricordare il futuro> che non è solo uno slogan, è una responsabilità.

Un evento che va ben oltre la ritualità. 

Sul palco dell’Auditorium della Conciliazione, il presidente Carlo Sangalli ha aperto i lavori con una relazione che è stata insieme fotografia e appello alle Istituzioni: <Non possiamo più permetterci di perdere tempo>.

Il Presidente Sangalli ha rivendicato il ruolo fondamentale del terziario sottolineando che giovani, donne, cultura e legalità sono i pilastri per rilanciare crescita, lavoro e comunità.
<
È intollerabile lasciare in panchina la parte migliore e più innovativa della nostra forza lavoro> sono state le parole di Sangalli.

Sangalli ha parlato di un mondo, quello del terziario, che tiene in piedi il Paese, e che troppo spesso viene ignorato dalle politiche nazionali.

A preoccupare il mondo delle imprese è il calo della fiducia delle famiglie e soprattutto dei giovani. Sono loro a essere i più sfiduciati, eppure sono portatori di innovazione e produttività .

<Ci sentiamo parte del bene comune, costruttori di comunità, tassello indispensabile della storia del Paese. Siamo una grande organizzazione storica. Storica perché, con le nostre battaglie, le nostre idee, le nostre persone abbiamo incrociato la storia economica e sociale del Paese. Storica perché siamo fatti di storie che, insieme, fanno la storia. Storica perché vogliamo lasciare un segno nella storia del Paese >.

Le parole con le quali il Presidente Sangalli ha chiuso l’Assemblea generale 2025 lanciano un messaggio chiaro alle istituzioni, al governo e tutta la politica.

Confcommercio è molto più di una sigla: è una rete viva e necessaria, un’organizzazione capillare fatta da imprenditori e imprenditrici che ogni giorno accendono le luci delle città, tengono aperti negozi, servizi, attività che creano reddito, danno lavoro e creano comunità.

Il valore aggiunto di questa rete è il radicamento nei territori, il senso di comunità, la capacità di parlare con voce unitaria pur nella diversità.

In tempi incerti, questa è una forza che non va sprecata. Va anzi valorizzata. Dando attenzione a chi crea lavoro, a chi tiene aperto anche nei momenti più difficili, a chi investe producendo ricchezza.

A dirlo non sono solo le imprese, ma anche i dati: l’Italia cresce poco, e meno di quanto potrebbe. Le ultime stime sul PIL diffuse da Istat e altri istituti certificano una realtà stagnante: una crescita attorno allo 0,7%, tra le più basse d’Europa. E senza investimenti mirati nel terziario, nel turismo, nel commercio e nei servizi, sarà difficile invertire la rotta.

Perché non c’è innovazione senza chi la mette a terra. Non c’è sviluppo senza chi lo crea. Non c’è futuro senza chi ogni giorno tiene in piedi il Paese reale.

L’ Assemblea generale di Confcommercio ha mandato un messaggio chiaro: servono urgenti politiche economiche, riforme, provvedimenti concreti che invertono il crollo della fiducia nei consumatori.

Come ha ricordato il Presidente Sangalli, la nostra storia è fatta di persone, territori e imprese. Ed è proprio questa storia che ci dà la forza di <Ricordare il futuro>, con tre parole chiave: continuità, equilibrio, cambiamento.

Con fiducia, responsabilità e coraggio, Confcommercio guarda ai prossimi 80 anni al servizio delle comunità e dello sviluppo dell’Italia.

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