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La bellezza salverà il mondo e le imprese: ma serve un diverso modello di sviluppo

<La bellezza salverà il mondo> disse Dostoevskij. Ed oggi può salvare anche l’economia,

La bellezza è infatti una risorsa strategica, ma anche una scelta culturale e politica. È un investimento che richiede visione, coraggio e cura.

Con l’azione diffusa portata avanti da tempo da Confcommercio, anche attraverso tutte quelle azioni che puntano a salvaguardare e valorizzare i negozi sotto casa, l’economia della bellezza può diventare vera e propria leva di trasformazione per il Paese, a partire dai territori.

Perché dove c’è bellezza c’è comunità, dove c’è comunità c’è impresa, e dove c’è impresa c’è futuro.

L’economia della bellezza non è allora solo conservazione o estetica esteriore, ma diventa processo di rigenerazione. Anche delle nostre città.

Ogni volta che un borgo viene riabitato, un edificio storico recuperato, uno spazio urbano riconvertito a uso culturale o sociale, si produce valore economico e benessere collettivo. Si produce Bellezza.

Le esperienze di rigenerazione urbana che mettono al centro arte, cultura, design e paesaggio dimostrano che investire nella bellezza significa anche prevenire il degrado, rafforzare il senso di comunità, migliorare la qualità della vita.
La bellezza, in questa visione, non è proprietà esclusiva, ma bene comune. Appartiene a tutti e tutti possono contribuire a produrla e custodirla.

È una forma di economia civile, che unisce profitto e responsabilità sociale, estetica ed equità, memoria e futuro.

In questo senso, il ruolo delle istituzioni, delle imprese e del terzo settore diventa fondamentale. Dalla cura del verde urbano, alla valorizzazione degli eventi culturali, dalle residenze storiche alle botteghe artigiane, fino al commercio locale e alla promozione del patrimonio identitario, ogni azione che produce bellezza è un atto economico, sociale e politico.

Scommettere sull’economia della bellezza significa immaginare un modello di sviluppo diverso, più inclusivo, sostenibile e radicato.

Un modello che parte dai territori e dalle comunità, che valorizza i talenti, che unisce innovazione e tradizione.

In questo contesto sono tanti i progetti lanciati come Confcommercio che poggiano sulla Bellezza quale fattore propulsore di sviluppo.

Progetti, come la Cena dei 400 che abbiamo proposto per gli 80 anni di Confcommercio Palermo, il sostegno a Festival letterari, il progetto di rilancio di Palermo legato all’icona di Santa Rosalia.

Sono tutti esempi concreti di come rigenerare attraverso la Bellezza.

Convinti come siamo che, in un mondo segnato da crisi ambientali e sociali, la bellezza può essere la chiave per ricostruire legami, identità e speranza.

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