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Sicurezza urbana e legalità: Palermo non può più permettersi il degrado

Nella qualità di vicepresidente nazionale di Confcommercio con delega alla legalità e sicurezza lo denuncio da tempo.

Il degrado urbano diffuso, la carenza di controlli e il mancato rispetto delle regole stanno minando non solo la qualità della vita dei cittadini, che sentono le città meno sicure, ma anche la sopravvivenza stessa del tessuto economico e sociale.

In questo contesto, ogni giorno veniamo a conoscenza di innumerevoli episodi di illegalità, di furti, di spaccate, di risse, di aggressioni violente. La tragica morte di un giovane in una rissa avvenuta nel cuore della città di Palermo è solo l’ultimo, drammatico segnale di un quadro che si è andato deteriorando giorno dopo giorno. 

Paolo Taormina era il figlio operoso di esercenti. Un ragazzo che responsabilmente aiutava i suoi nella gestione dell’attività di famiglia. ed è stato ucciso in conseguenza del suo gesto di coraggio e senso civico. Nel suo  tentativo di volere fare rispettare le regole della sana convivenza civile.

Quando lo spazio pubblico è lasciato all’incuria, quando il disordine diventa la normalità e quando le regole non vengono fatte rispettare, allora è l’intera comunità a pagare il prezzo più alto.

Lo vediamo quotidianamente a Palermo: piazze simbolo come Piazza Massimo, che dovrebbero essere luoghi di bellezza, cultura e socialità, continuano a essere invase da bancarelle abusive e attività irregolari che operano nell’illegalità più totale. 

Intanto, sempre più commercianti – quelli che scelgono di rispettare le regole, pagare le tasse e contribuire allo sviluppo della città – sono costretti ad abbassare le saracinesche, schiacciati da una concorrenza sleale e da un sistema che non tutela chi opera nella legalità.

Questa situazione non è frutto del caso: è il risultato di anni di mancata programmazione, di controlli insufficienti, di scelte rinviate e di un’assenza di visione su cosa debba essere una città sicura, accogliente e vivibile.

Chiediamo con forza che Palermo sia una città che premia chi rispetta le regole e non chi le aggira, una città che sappia tutelare i suoi cittadini e i suoi imprenditori, una città dove la sicurezza non sia un’emergenza dopo l’ennesimo fatto di cronaca, ma una priorità quotidiana.

Ripristinare il decoro urbano, garantire controlli costanti, contrastare l’abusivismo e sostenere chi lavora nella legalità non sono richieste corporative: sono i presupposti indispensabili per restituire fiducia, attrattività e futuro a Palermo.

Piangiamo, senza rassegnazione, una nuova morte atroce di uno dei nostri giovani. Abbiamo bisogno a Palermo come in tutta Italia di azioni concrete di controllo e contrasto  e di prevenzione con il massimo senso di responsabilità da tutte le parti istituzionali dedicate a questo.

A loro chiediamo che ridiamo a Palermo e in tutta Italia il senso della legalità e del rispetto delle regole.

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