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Il mio impegno per Confcommercio Palermo: tra memoria, responsabilità e futuro condiviso

Essere rieletta per la terza volta alla guida di ConfCommercio Palermo è per me motivo di orgoglio, ma soprattutto di profonda responsabilità.

Questa conferma non è un punto di arrivo, ma è una tappa di un percorso collettivo che abbiamo costruito insieme con la mia squadra, passo dopo passo, visione dopo visione.

Questi dieci anni hanno trasformato la nostra associazione in una comunità solida, credibile, ascoltata. Una comunità capace di affrontare crisi inaspettate, di crescere nonostante le difficoltà, di immaginare futuro quando attorno prevaleva lo smarrimento.

Quando abbiamo iniziato l’ultimo mandato 2020–2025, vivevamo una stagione complessa: il mondo doveva uscire dalla pandemia, le imprese erano ferite, la fiducia fragile. Eppure non ci siamo mai fermati.

Abbiamo scelto di reagire, di esserci, di accompagnare il tessuto economico della città mentre tutto sembrava incerto.

E i risultati parlano chiaro:

  • 12.821 imprese associate, il dato più alto nella nostra storia.

  • Bilanci sempre chiusi in positivo

  • Riserve accantonate, a tutela del nostro patrimonio.

  • Una struttura stabile, competente, efficiente.

  • Iniziative identitarie e generative: i Negozi Storici, l’Acchianata, la Cena dei 400, i progetti di solidarietà, collaborazioni culturali e di formazione.

ConfCommercio Palermo oggi non è soltanto più grande: è più forte, più autorevole, più radicata nella vita della città.

Se dovessi riassumere questo decennio, lo farei con quattro parole, le nostre “quattro P”: Parsimonia: cura del valore e delle risorse; Passione: il motore che ha guidato ogni iniziativa; Previsione: la capacità di guardare avanti; Prossimità: esserci, con autenticità e responsabilità.

E aggiungerei una quinta parola: Coraggio.

E una sesta, che le contiene tutte: Insieme.

Perché questi dieci anni sono stati una costruzione collettiva. Una storia fatta di persone, di competenze, di sacrifici condivisi.

Nei momenti più bui della pandemia non abbiamo lasciato nessuno indietro. Abbiamo trasformato la crisi in comunità, il rischio in collaborazione, la paura in visione.

La celebrazione degli 80 anni ha rappresentato il cuore simbolico di questo cammino.

La Cena dei 400 non è stata solo un evento: è stata una dichiarazione di identità, di capacità organizzativa, di appartenenza. Ha mostrato ciò che siamo diventati: un gruppo capace di fare grandi cose, con le proprie forze.

Credo che ci ricorderanno come quel gruppo di sognatori tenaci che ha fatto volare alto Palermo.

È da questa storia che nasce il mio nuovo impegno.

Il futuro non appartiene a una persona sola.

Il futuro è una staffetta: un testimone che si passa più forte, più solido, più ricco di esperienza.

Il mio terzo mandato non è un prolungamento, ma una nuova fase. Un ciclo da completare, visioni da consolidare, progetti che meritano di vedere la luce.

E, come sempre, questo cammino lo costruiremo insieme alla mia squadra ma come io preferisco chiamarli i miei compagni di viaggio.

Noi non siamo costruttori che, finita l’opera, cercano un altro cantiere.

Noi siamo giardinieri: piantiamo, curiamo, affrontiamo stagioni nuove, facciamo crescere ciò che abbiamo seminato.

ConfCommercio Palermo è un giardino vivo, che ogni giorno si rigenera.

Un’associazione che è diventata comunità: negli anni abbiamo accolto nuove categorie, nuovi imprenditori, nuove energie.

Ed oggi rappresentiamo un sistema economico vasto: dal commercio tradizionale alle imprese del turismo, dalle attività artigiane alle startup, dalle professioni alle aziende industriali.

Non siamo più solo una rappresentanza: siamo una realtà variegata e complessa, un luogo di ascolto, di proposta, di dialogo con istituzioni, scuole, università, associazioni culturali e sociali. Attenta alle dinamiche economiche ma anche alla coesione sociale e per quello che può a non lasciare indietro nessuno.

Perché l’imprenditorialità non è solo economia: è vita urbana, relazione sociale, presidio di legalità e bellezza, solidarietà, coesione sociale.

La chiusura dei negozi non è un fatto solo economico: è un fatto di interesse collettivo. Ogni vetrina che si spegne è un pezzo di città che si indebolisce.

Per questo, uno dei miei obiettivi prioritari sarà continuare a promuovere politiche urbane integrate: mobilità, turismo, cultura, impresa, vivibilità.

Le città si salvano se tornano a vivere la loro funzione principale.

E la vita delle città passa dal commercio.

Accanto all’impegno economico, abbiamo portato avanti un impegno sociale forte, che riguarda l’inclusione lavorativa dei ragazzi con disabilità, il sostegno ai quartieri fragili, la collaborazione con realtà che operano accanto agli ultimi.

Perché un’impresa non vive isolata: è parte della comunità e della città.

Ripartiamo da qui e dal valore del fare impresa come gesto d’amore per la città.

Dalla convinzione che Palermo possa essere una comunità viva, inclusiva, generativa di futuro.

Da un metodo: presenza, visione, responsabilità. Da una certezza: insieme siamo più forti.

Questo è il mio impegno. Questo è il nostro futuro.

E questo sarà il cammino che continueremo a percorrere insieme.

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