Il 19 luglio di Confcommercio
Per Confcommercio la cultura della legalità è valore fondante di ogni attività, da esprimere in ogni azione ed in ogni scelta.
Ne siamo consapevoli che questa sia l’unica via, e per questo sentiamo la responsabilità di essere in prima linea protagonisti del cambiamento culturale con azioni concrete. Di essere presenti nei territori dove il sostegno della Confederazione nella lotta per il contrasto all’illegalità e all’economia sommersa è ancora più importante.
Proprio per dare valore alle azioni e alle testimonianze fattive di chi ogni giorno opera con fatica quotidiana, scegliendo sempre di stare dalla parte giusta. Dalla parte dei valori, dell’etica, della legalità praticata.
La legalità ha bisogno di onorare la memoria di chi ha combattuto per un’Italia affrancata dalla criminalità organizzata, ma ha soprattutto bisogno di costruire azioni fattive che sostengano concretamente la cultura della legalità.
Ed è per questo che quest’anno ho deciso di fare memoria attiva della strage occorsa a Palermo in Via D’Amelio il 19 luglio 1992, dove hanno perso la vita Paolo Borsellino e 5 agenti della scorta, tra cui una giovane donna, Emanuela Loi.
Ho deciso di farla convocando una riunione con i colleghi a Roma in Confcommercio per confrontarci sul tema della legalità e programmare nuove attività a tutela delle nostre aziende associate.
La nostra commemorazione di Paolo Borsellino è stata nel segno dell’impegno concreto per la tutela della legalità e sicurezza, in contrasto a ogni forma di ricatto o legame o collaborazione con la criminalità.
Nel modo in cui piace a noi: raccogliendo l’esempio di chi come Paolo Borsellino ci ha insegnato che bisogna metterci tutto l’impegno possibile per cambiare ciò che non ci piace.
<Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare>.
Paolo Borsellino ci ha lasciato questa importante testimonianza di amore ed impegno.
Nel solco di queste parole, questo 19 luglio abbiamo confermato l’impegno verso l’etica di impresa che esclude categoricamente qualunque forma di relazione e di collusione con la criminalità organizzata.
Convinti che agire nel contrastare ogni forma di illegalità è il miglior modo di fare memoria.
La legalità è per noi requisito indispensabile per fare impresa ed avere imprese reali e legali.
Ma per centrare l’obiettivo del cambiamento culturale, è anche necessario fare rete, perché è dall’isolamento delle singole imprese che la criminalità organizzata prende il coraggio per attaccare il tessuto imprenditoriale. Le attività che stiamo programmando per i prossimi mesi serviranno a dare evidenza che la nostra associazione è un punto di riferimento per chi possa avere bisogno di aiuto.
Le iniziative di contrasto devono favorire lo sviluppo di un tessuto imprenditoriale coeso che sia finalmente affrancato dai danni dell’illegalità.
E’ stato così un 19 luglio di proposte, di programmazione delle attività sui territori, di iniziative che rafforzino l’economia sana.

