
Imprendigreen e la responsabilità delle imprese impegnate a tutela dell'ambiente
Per molto tempo ambiente e impresa sono stati raccontati come due mondi distanti, quasi contrapposti: da una parte la tutela del pianeta, dall’altra la crescita economica.
Io non ho mai creduto a questa separazione. Ho sempre pensato, invece, che proprio l’impresa sana, radicata nel territorio, capace di innovare e di assumersi responsabilità, potesse diventare una delle leve più concrete della transizione ecologica.
È da questa convinzione, maturata negli anni dentro il mio percorso imprenditoriale e associativo, che nacque l’intuizione iniziale di Imprendigreen: un progetto che elaborai quando ricoprivo il ruolo di responsabile nazionale Ambiente e Sostenibilità in Confcommercio, su incarico del presidente Carlo Sangalli.
Da quella intuizione, sostenuta fin dall’inizio anche a Palermo da persone capaci di guardare avanti, è nato un progetto oggi diventato patrimonio dell’intero sistema Confcommercio: uno strumento pensato per sensibilizzare, qualificare, formare e accompagnare le imprese del terziario nella transizione ecologica, aiutandole a rendere concreti i principi della sostenibilità, del minor consumo e dell’Agenda 2030.
Non una formula astratta, non uno slogan, ma un percorso fatto di buone pratiche, misurazione, formazione, riconoscimento e responsabilità.
Il cuore del progetto è il bollino green: un riconoscimento assegnato alle imprese e alle associazioni che dimostrano comportamenti virtuosi attraverso la riduzione dei consumi, l’utilizzo di materiali riciclati, l’attenzione agli sprechi, l’efficientamento energetico, la scelta di fornitori locali e pratiche capaci di ridurre l’impatto ambientale rafforzando al tempo stesso una nuova cultura d’impresa.
Ma Imprendigreen è molto più di un marchio. È un’idea di economia. Un’economia in cui la sostenibilità non viene vissuta come un peso burocratico o come un costo aggiuntivo, ma come una possibilità di crescita, innovazione e competitività. Perché ridurre gli sprechi significa anche contenere i costi. Efficientare i consumi significa rendere l’impresa più solida. Scegliere filiere più vicine e responsabili significa rafforzare i territori. Investire nella qualità ambientale significa migliorare reputazione, fiducia e relazione con i clienti.
La sostenibilità, se accompagnata bene, non indebolisce l’impresa. La rende più moderna, più consapevole, più capace di futuro. È questo il punto politico e culturale che dobbiamo affermare con forza: la transizione ecologica non può essere un processo calato dall’alto, comprensibile solo agli esperti o sostenibile soltanto per le grandi aziende. Deve parlare anche alle piccole e medie imprese, ai negozi di prossimità, alle attività familiari, agli artigiani, ai pubblici esercizi, alle imprese del commercio, del turismo e dei servizi.
Perché sono queste imprese che ogni giorno tengono vivi i territori. Ed è proprio attraverso di loro che i comportamenti sostenibili possono diventare cultura diffusa, concreta, quotidiana.
La sostenibilità vera non è fatta soltanto di grandi dichiarazioni. È fatta di gesti ripetuti, di scelte coerenti, di attenzione agli sprechi, di rispetto delle risorse, di cura per ciò che ci circonda.
Ed è qui che le imprese possono fare la differenza. Possono orientare comportamenti sani. Possono influenzare i consumi. Possono rendere conveniente ciò che è giusto. Possono dimostrare che bello, buono e ben fatto possono camminare insieme a riduci, riusa e ricicla.
Possono anche mostrare che l’economia di prossimità è una forma concreta di sostenibilità, perché riduce distanze e trasporti, rafforza le comunità e valorizza produzioni e competenze locali.
In questa Giornata mondiale dell’Ambiente credo allora sia importante tornare al senso profondo di Imprendigreen: non un progetto accessorio, ma una scelta di visione.
Una visione che nasce dalla convinzione che l’impresa non debba subire il cambiamento, ma esserne protagonista. Che la transizione ecologica non debba essere vissuta come una minaccia, ma come un’opportunità. Che la responsabilità ambientale non sia separata dalla responsabilità economica e sociale.
Imprendigreen accompagna le imprese a fare la propria parte davanti alla complessità della transizione. Perché nessuna impresa — soprattutto nessuna piccola impresa — può affrontare da sola una trasformazione così grande. Servono rappresentanza, competenze, alleanze, istituzioni capaci di semplificare e sostenere. Serve una cultura nuova, in cui la sostenibilità non sia una moda, ma una responsabilità condivisa.
Ed è anche il modo in cui ho cercato di costruire e guidare la mia impresa.
Perché la sostenibilità non riguarda soltanto i grandi processi industriali: riguarda le scelte quotidiane di ogni azienda. Riguarda l’attenzione agli sprechi, la qualità dei materiali, il valore della durata rispetto all’usa e getta, la scelta di filiere e produzioni responsabili, il legame con il territorio, il rispetto del lavoro e delle persone.
Nel settore della moda e del commercio questo significa anche contrastare la cultura del consumo veloce e senza valore, scegliendo invece qualità, identità, bellezza e consapevolezza. Significa credere che il Made in Italy, la creatività, la cultura e la sostenibilità possano camminare insieme.
È una visione che ho voluto applicare concretamente anche nella mia azienda di produzione moda, che ogni anno rinnova il proprio bollino Imprendigreen come scelta coerente con un modo di fare impresa attento non solo al prodotto, ma anche all’impatto che lasciamo sul territorio e sulle persone.
Credo in un’impresa che non si limita a produrre reddito, ma produce fiducia.
Credo in un’impresa che non consuma il territorio, ma lo custodisce.
Credo in un’impresa che non guarda soltanto al profitto immediato, ma alla qualità del futuro. Per questo Imprendigreen resta una delle esperienze più significative del percorso di Confcommercio sulla sostenibilità: perché ha avuto il merito di trasformare una sensibilità in progetto, un’intuizione in metodo, un valore in pratica concreta.
E sono fiera di applicare questa visione innanzitutto nella mia azienda: anche La Vie En Rose è infatti Imprendigreen, con il bollino conquistato e rinnovato ogni anno.

