
La legalità si nutre di buoni esempi e di scelte coraggiose
Si è celebrata lunedi 8 luglio a Milano la cerimonia di consegna dei riconoscimenti del Premio Giorgio Ambrosoli.
La prestigiosa iniziativa, giunta all’undicesima edizione, patrocinata da Confcommercio, che premia le persone che si impegnano al rispetto della legalità operando in territori complessi.
Premia chi, come recita la stessa didascalia del premio Ambrosoli, grazie a valori come integrità, responsabilità e professionalità, contribuisce a promuovere e rafforzare – con azioni concrete – la cultura della legalità e dell’etica.
Da incaricata di Confcommercio per la legalità e la sicurezza sono stata chiamata a portare il punto di vista della Confederazione, che sostiene il premio convintamente da sempre, sin dalla prima edizione del 2012.
A testimonianza dell’impegno concreto di Confcommercio per la legalità e la sicurezza che sono i prerequisiti fondamentali per l’economia e lo sviluppo.
Una partecipazione non solo formale ma di vera e propria rappresentanza di quel popolo di imprenditori ed imprenditrici che ogni giorno fa il proprio dovere e che chiede legalità e sicurezza. I due principi fondamentali che ci garantiscono di esercitare il nostro diritto alla libera impresa riconosciuto dalla Costituzione.
Una partecipazione che vuole dare voce proprio al popolo del ”fare”, inteso come richiamo al fare operoso degli imprenditori e delle imprenditrici, e al “fare da persone per bene”, che è il leit motiv di ogni nostra azione.
Il Premio Ambrosoli valorizza azioni concrete e modelli positivi ispirati ai principi dell’integrità, dell’etica e della responsabilità che rafforzano il tessuto sociale e lo stato di diritto.
L’edizione 2024 è stata un’edizione speciale perché ha voluto premiare – e così dare luce – a tante persone, più o meno conosciute la cui azione mostra il ruolo cruciale della società civile insieme a istituzioni, forze dell’ordine, magistratura, imprese nel contrasto alla criminalità e al cambiamento necessario.
Perché la cultura della legalità si nutre di buoni esempi. E di prassi coraggiose.
Sentire il coraggio e la determinazione di chi ha reagito al ricatto criminale rafforza la determinazione di costituirci parte civile in tutti i processi di mafia. Per questo riteniamo che la nostra presenza nei processi sia fondamentale: per fare quadrato attorno a chi ha il coraggio di denunciare.
Da quando ho assunto la responsabilità della delega alla legalità e sicurezza anche a livello nazionale ho voluto contaminare di questa prassi tutta la Confederazione, facendo sì che questo impegno possa essere esteso a tutto il territorio.
E’ sempre più cruciale maturare la consapevolezza, da parte della società civile, delle imprese, dei corpi sociali e delle istituzioni, che non sono sufficienti le leggi scritte – anche quando sono ben concepite – per assicurare la legalità.
E’ altresì indispensabile l’impegno comune a realizzare un contesto di cultura, competenze, comportamenti, meccanismi che ne assicurino la corretta applicazione effettiva. Le norme non vivono in astratto, ma devono poi essere calate nella realtà che le circonda. E soprattutto trovare attuazione nelle azioni quotidiane di tutti.

