169 Patrizia Di Dio Rassegna Stampa
26 agosto, 2016

Per favore, non chiamatela MOVIDA!

Ogni volta che ad episodi delinquenziali, come i recenti registrati alla Vucciria, e per i quali va l’incondizionata solidarietà di tutta Confcommercio Palermo alle Forze dell’Ordine, viene accostata la parola MOVIDA, viene mortificato il lavoro di centinaia di imprenditori e di migliaia di famiglie palermitane che lavorano reggendo, tra mille adempimenti normativi e continue incertezze regolamentari, un settore vitale per una città che si propone a vocazione turistica! Quanto accaduto nei giorni scorsi alla Vucciria di Palermo induce a una riflessione che deve necessariamente essere anche di carattere etico sul modo di fruire dell’intrattenimento serale e notturno. Se da un lato ci sono gli imprenditori sani, quelli che stanno alle regole e che, così facendo, salvaguardano la sicurezza dei loro clienti, soprattutto giovani, dall’altra ci sono vere e proprie sacche di illegalità, camuffate da impresa, che minano all’integrità dei giovani. Spesso chi è fuori dalle regole lo è “in toto”, incluso il mancato rispetto di orari ed emissioni acustiche che disturbano i residenti. Esistono alcuni luoghi che sembrano essere diventate zone franche di illegalità. A maggior ragione i giovani anche per potersi divertire in sicurezza e non rischiare, non devono lasciarsi ammorbare dalle bande di delinquenti che cercano qualsiasi pretesto…Ma nello stesso tempo gli stessi giovani, che sono i nostri figli, il nostro futuro, devono, con profondo senso civico e responsabilità, fare una scelta di campo e decidere in maniera consapevole luoghi e locali da frequentare, rifuggendo da quelli in cui è risaputo che l’illegalità impera. Crescere significa anche sapere fare le proprie scelte, con decisione e fuori da ogni logica di branco. La stessa evoluzione culturale per la lotta alla mafia, per combattere la prevaricazione mafiosa anche contro l’imposizione del pizzo e che ha visto nei giovani un punto di forza, deve necessariamente affermarsi in un consumo consapevole delle attività di intrattenimento e dei luoghi dove “consumare” il proprio tempo libero.

Patrizia Di Dio