222 Patrizia Di Dio Rassegna Stampa
28 agosto, 2016

Movida e regole, Di Dio (Confcommercio): Palermo deve essere una città viva con regole certe per tutti e le imprese possono essere alleati strategici per stringere un patto per un intrattenimento sostenibile

“La musica da discoteca a cielo aperto fino a tarda notte è inaccettabile, ma neanche una città spenta nella musica è una città qualitativamente vivibile e a misura di turista che vuole trovare una città viva. E Palermo è viva”, lo afferma Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo che aggiunge: “Al contempo, però, non si può andare avanti così e la continua incertezza regolamentare, anche dopo l’ultima sentenza del CGA, espone a dubbi e rischi inaccettabili i gestori che cercano di adeguarsi correttamente, ma soprattutto manifesta l’inadeguatezza di questo regolamento. Da 4 anni si parla di regolamentare, ma anche gli ultimi tentativi sono stati deludenti sotto ogni aspetto”. “A proposito di regolamento sulle emissioni acustiche – prosegue Patrizia Di Dio – noi di Confcommercio da tempo abbiamo cercato di suggerire soluzioni per contemperare da una parte il diritto sacrosanto al riposo e ad una città vivibile, dall’altra i diritti sacrosanti di fare impresa e di un intrattenimento accettabile. Soluzioni corrette, che giuridicamente non avrebbero esposto a ricorsi”. “Dobbiamo definire – suggerisce la presidente di Confcommercio Palermo – le zone distinguendo tra quelle ad alta densità residenziale, dove i diritti di quiete pubblica dei residenti e dei turisti devono essere rispettati, e quelle dove, invece, non ci sono abitazioni e, quindi, fare musica può non disturbare nessuno, consapevoli che imprenditori, cittadini e i turisti, che vengono a visitare Palermo, hanno diritto ad avere un regolamento con regole certe e giuste”. “Occorre puntare sullo sviluppo sostenibile ai fini della convivenza tra le funzioni residenziali e le attività di esercizio pubblico e svago nelle aree private pubbliche e demaniali – sottolinea Patrizia Di Dio – nell’ottica di trovare una sintesi tra due esigenze solo apparentemente contrapposte: da un lato, regolare i legittimi interessi di chi desidera fare impresa in questo ambito nella nostra città, e dall’altro chi da cittadino, desidera, e ne ha tutto il diritto, vivere in una città civile in cui siano garantite condizioni di vivibilità e di sicurezza. Le imprese devono poter essere alleati strategici, imprese con le quali sottoscrivere un patto per un intrattenimento sostenibile e attrattivo”, conclude Patrizia Di Dio.