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15 aprile, 2019

Sosteniamo una legalità vera e concreta contro ogni forma di mafia

A pochi mesi dall’inizio dell’anno cosa c’è nel cielo siciliano? Si addensano le nuvole oppure brilla il sole nella primavera appena iniziata? Una terra, per quanto meravigliosa come la Sicilia sa spesso essere, è una cosa inanimata. A renderla detestabile o amabile sono le azioni delle persone che la abitano.

E cosa c’è di più detestabile del racket: non è un fenomeno isolato, ma è solo uno dei tanti rami di uno stesso intricato rovo che ancora non è stato possibile sradicare. Il perché ancora oggi nel 2019 si continui a parlare di mafia e di lotta alle mafie è tristemente noto. Queste riflessioni forse non avrebbero ragion d'essere senza la sfiducia nelle istituzioni, senza la familiarità con il malaffare, senza l’abitudine alla corruzione, senza la generale paura, senza la diffusa omertà, senza la cattiva amministrazione e l'indifferenza generale.

Nella città di Palermo gli ultimi arresti importanti non sembra abbiano fiaccato le organizzazioni mafiose. La Direzione investigativa antimafia ha lanciato un allarme nell’ultima relazione inviata al Parlamento, perché il quadro è molto instabile, e si temono nuovi eventi eclatanti[1]. Sullo sfondo di Palermo ci sono le vecchie famiglie, oggi pronte a riorganizzarsi.

Un dato allarmante registrato negli ultimi anni riguarda i rimborsi per le imprese vittime di estorsione e usura in Sicilia: sono fermi da tre anni. All'assessorato regionale alla Famiglia, infatti, le richieste di rimborso dei contributi previdenziali per le imprese vessate, così come prevede il beneficio inserito nella legge 15/2008, sono inevase dal 2016 e l’ultimo anno pagato risulta il 2015. Le cause di questo ritardo sono da rintracciare nella mancanza di fondi e nelle problematiche interne alla burocrazia. Le ripercussioni di questa situazione sono ben troppo evidenti: le aziende beneficiarie, dopo essere state bloccate dalla criminalità, non possono nemmeno poter contare su questi aiuti pubblici per rilanciare le proprie attività.

Ma un quadro ancora più desolante per il presente emerge dai lavori sui documenti finanziari della Commissione bilancio dell'Assemblea regionale siciliana[2]. Il governo regionale azzera i capitoli per il sostegno alle imprese taglieggiate e contemporaneamente dimezza i già scarsi contributi alle associazioni di lungo corso che si occupano della diffusione della cultura della legalità e del contrasto alle mafie. Cultura, promozione della legalità, solidarietà sembrano vittime sacrificabili nella spietata logica dei tagli.

E allora è necessario di nuovo rivolgersi a chiunque abbia voglia di dare un segnale di solidarietà, bisogna confidare nella capacità della società civile di rispondere in massa con messaggi chiari e azioni sociali. Azioni dunque, che si discostano dai freddi calcoli sulla spesa del governo della regione. La società civile siamo noi, studenti, pensionati, sacerdoti, impiegati, imprenditori, uomini e donne tutti.

Tanti sono gli attori che a vario titolo si battono sul territorio per l’affermazione del nobile principio della legalità. Anche la Confcommercio Palermo è in prima linea nel folto e variegato schieramento della legalità insieme a magistratura, Camere di commercio, giornalismo, forze dell'ordine, politica, associazioni antiracket, scuole e tanti altri soggetti.

Per questo, e per i valori che la animano, Confcommercio Palermo, in concerto con il sistema nazionale di Confcommercio Imprese per l'Italia, ha aderito il 21 marzo alla celebrazione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico. La giornata si è svolta a Padova, come sede principale, con il titolo “Passaggio a Nord Est. Orizzonti di giustizia sociale”, e simultaneamente in oltre 4.000 luoghi d'Italia.

È stata una manifestazione in perfetta linea con le tante iniziative promosse da Confcommercio a favore della legalità, della sicurezza e per la libertà d'impresa. Siamo e continueremo ad essere al fianco di chiunque, cittadini e imprenditori, che con coraggio vincono le paure e denunciano ogni forma di sopruso. Soprattutto in città come Palermo, dove l’impegno contro ogni mafia assume una rilevanza forte, è necessario che la Confcommercio non faccia mancare mai il sostegno agli uomini e alle donne impegnati in prima persona. Come nel caso della solidarietà prontamente manifestata a Chiara Natoli, l’attivista di Libera che ha subito un grave atto intimidatorio. Siamo a fianco di Libera, sostenendone l'impegno continuo e condividendo gli ideali di giustizia. Il successo riscosso dalla giornata del 21 marzo dimostra che la maggioranza degli italiani crede nella legalità e sostiene donne come Chiara che portano avanti il loro impegno civile con dedizione, forza e coraggio.

Il futuro? Confcommercio continuerà a fare quello che ha fatto finora. Organizzerà tra l’altro in novembre un nuovo incontro/momento di riflessione: "Legalità mi piace!". Lo scopo è quello di manifestare nuovamente in modo chiaro l'importanza del rispetto delle regole e di sostenere anche tutti i cittadini e le imprese che ogni giorno con dedizione, impegno, passione e sacrificio svolgono il proprio lavoro onorando la memoria delle vittime innocenti.

Patrizia Di Dio