1010 Patrizia Di Dio Articoli
1 luglio, 2019

Un'opportunità per la Sicilia: imprenditoria giovanile, come rilanciarla?

Secondo i dati Eurostat il tasso di disoccupazione in Italia, 10,7%, è il terzo più alto dell’Unione Europea. Tra gli stati membri il tasso più alto è riferito alla Grecia (18,0) seguita da Spagna (13,9%)[1].

Situazione simile si ritrova nei numeri della disoccupazione giovanile: l'Italia ha registra a febbraio il secondo tasso più alto di disoccupazione giovanile fra gli Stati membri con un 32,8%, secondo solo a Grecia (39,5%), terzo quello della Spagna con un 32,4%.

Eurostat però rivela che i dati raccolti in oltre 300 regioni europee mostrano che in otto casi su dieci si registra una contrazione del tasso di disoccupazione. In particolare per la disoccupazione giovanile è stato notato che a febbraio 2019, rispetto allo stesso mese del 2018, i giovani disoccupati sono scesi di 222.000 nella Ue-28 e 181.000 nella zona euro.

La riduzione del tasso di disoccupazione non è necessariamente un aspetto positivo. Lo è se i disoccupati si trasformano in occupati, non lo è se invece diventano inoccupati, ovvero escono dal mercato del lavoro e rinunciano a cercare un’occupazione.

In Italia la situazione inoltre non è omogenea e risente di differenze regionali[2]: in 15 tra regioni e province autonome il tasso di disoccupazione si è ridotto, ma fanno eccezione Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Calabria, dove è rimasto invariato. Invece Lazio, Liguria e Veneto hanno registrato lievi aumenti, rispettivamente di 0,5, 0,4 e 0,2 punti percentuali.

E seppure alcune regioni, Lombardia, Emilia Romagna e area del Triveneto, si discostano in positivo dalla media italiana, la disoccupazione resti uno dei problemi più profondi del nostro Paese. Il dato più allarmante riguarda proprio la disoccupazione giovanile non c'è una regione che presenti una disoccupazione nella fascia 15-24 inferiore al dato europeo (ad eccezione della provincia autonoma di Bolzano).

Come evidenziato dall'OCSE, l'imprenditorialità giovanile potrebbe essere un’opportunità e un’occasione per porre rimedio al problema della disoccupazione giovanile in tutti i sistemi economici. Data l'alta percentuale di giovani privi di occupazione in Europa, la questione ha assunto una rilevanza tale da essere uno dei principali obiettivi della Strategia Europa 2020.

La regione Sicilia, in cui non è stata registrata alcuna contrazione rispetto al 2018, la lotta alla disoccupazione giovanile è sempre più una priorità. E per questo non si può non accogliere con entusiasmo un’iniziativa di Irfis-FinSicilia, la finanziaria partecipata al 100% dalla Regione Siciliana, in collaborazione con Invitalia, e insieme con Confcommercio Palermo, rivolta soprattutto ai giovani che vogliono fare impresa.

Il workshop informativo, che si è svolto il 18 giugno a Palermo, ha offerto una panoramica completa sugli strumenti agevolativi volti a promuovere e a sostenere la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali in Sicilia. Un importante momento di incontro, rivolto a giovani imprenditori ma anche e alle piccole e medie imprese che avranno la possibilità di conoscere gli incentivi specifici di accesso al credito, per ogni esigenza imprenditoriale.

Lo scopo è quello di offrire molti spunti di riflessione e strumenti che aiutino a tradurre idee innovative in imprese di successo. L'imprenditoria non è una strada percorribile per qualsiasi giovane, ma solo per chi dispone delle capacità, dei valori e dello spirito d'iniziativa oltre che delle risorse necessarie per avviare un'attività imprenditoriale.

Spesso molti giovani si lasciano scoraggiare a causa della bassa percezione delle opportunità di successo e la scarsa convinzione di disporre delle capacità imprenditoriali necessarie ad avviare una nuova impresa.

Le principali criticità da affrontare per lo sviluppo del settore sono la difficoltà ad accedere a capitale di rischio, l'assenza di infrastrutture e le limitate competenze specifiche nell'ambito dell'ICT.

Se gli adempimenti burocratici e la disponibilità di mezzi finanziari sono aspetti che principalmente limitano lo sviluppo dell'imprenditorialità in Italia, c’è una questione ancora più rilevante che riguarda la formazione imprenditoriale dei giovani. L'Italia è tra i Paesi che hanno attivato meno iniziative per elevare i livelli di formazione imprenditoriale della popolazione al fine di implementarne il comparto giovanile. Fortunatamente negli ultimi anni il nostro tradizionale modello formativo scolastico e universitario, orientato alla trasmissione della conoscenza, è stato riformato con la finalità proprio di favorire lo sviluppo di competenze trasversali. Ancora la strada è lunga ma fra qualche anno si potrà iniziare a valutare l’impatto di questa prima trasformazione.

Sarebbe inoltre necessario attuare delle politiche che concentrino le risorse e forniscano assistenza ai progetti imprenditoriali con maggiore probabilità di successo. Questo dovrebbe avvenire con strumenti one-shot, e soprattutto processi di job coaching e mentoring.  

Infine, è essenziale rendere disponibili alle imprese i risultati della ricerca tecnologica e facilitare penetrazione nei mercati esistenti. Appare evidente il ritardo italiano, sia nel pubblico che nel privato, nei settori ad elevato potenziale di sviluppo. E allora c’è bisogno di un maggiore sostegno al venture capital, della diffusione della banda larga, e dello sviluppo di competenze specifiche nel settore e mercato digitale. Questi interventi, insieme allo sviluppo di un sistema nazionale di coordinamento tra le diverse politiche regionali, permetterebbero di modificare radicalmente l'ecosistema imprenditoriale italiano, rendendolo non solo più competitivo, ma anche più attraente per giovani.

In sintesi questi gli ingredienti, l'istruzione e la formazione imprenditoriale, il supporto finanziario e la presenza di infrastrutture e servizi di supporto all'attività economica, e i temi trattati durante il workshop serviranno a darne risalto:

  • Nuove imprese a tasso zero: una soluzione per giovani e donne che vogliono fare impresa;
  • Smart & Start: gli strumenti a sostegno della nascita e della crescita della tua start up innovativa;
  • Cultura Crea: l’incentivo per la creazione di micro, piccole e medie imprese dell’industria culturale e per sostenere lo sviluppo e il consolidamento di soggetti del terzo settore;
  • Resto al Sud: lo strumento che sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno.

Patrizia Di Dio