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8 luglio, 2019

Palermo ancora ostaggio dei rifiuti, tra pale meccaniche, bobcat, e roghi

Già a marzo si era scongiurata un’altra crisi sui rifiuti in città. Un’ordinanza del sindaco Leoluca Orlando, aveva concesso una proroga fino al 4 maggio la possibilità di continuare a conferire i rifiuti nella discarica di Bellolampo, in un’area a monte della sesta vasca interessata da lavori di ampliamento[1].

Dopo questa tregua nel mese di giugno l’emergenza esplode nuovamente a causa del rallentamento dell’attività della discarica colpita da due roghi in meno di una settimana: prima un principio d’incendio ha interessato l’interno dell’impianto di trattamento meccanico biologico, e poi pochi giorni dopo il 21 giugno un altro incendio si è sviluppato a partire nell’area della sesta vasca utilizzata per il conferimento dei rifiuti organici[2].

Le cause non sono state chiarite ma gli effetti sono stati subito visibili a Palermo, invasa per giorni da cumuli di rifiuti. Da Uditore a Brancaccio, da Bonagia al Villaggio Santa Rosalia, la raccolta dell'immondizia è andata in tilt. Con cassonetti stracolmi di sacchetti della spazzatura e rifiuti ingombranti attorno. Ma anche il ritiro della differenziata si è rallentato.

Fra responsabilità di Rap, Comune e vigili urbani preposti ai controlli, l'unica cosa certa è che l’immagine restituita è stata quella di una città “sporca” e di un centro storico deturpato dalle “montagnole” dai rifiuti. Il disservizio alla cittadinanza si è presto trasformato anche in un danno d’immagine per tutti gli operatori del settore ricettivo e turistico.

Per fronteggiare l’emergenza il 2 luglio, durante una riunione caldeggiata dal sindaco, tra l’assessore all’ambiente e l’amministratore Rap e i dirigenti della stessa azienda responsabili della raccolta dei rifiuti e dell'impianto di Bellolampo, è stato predisposto un piano immediato[3]: si è deciso che da subito, a supporto del lavoro degli autocompattatori della RAP, vengano utilizzate pale meccaniche e bobcat sia dell'azienda, sia delle altre partecipate, sia del Coime, al fine di velocizzare il recupero dei rifiuti accumulati in città. È stato predisposto inoltre che l'impianto di Bellolampo resti aperto h24 per permettere ai compattatori di essere svuotati anche su più turni. Nelle previsioni la crisi dovrebbe rientrare in una decina di giorni.

Intanto, nonostante le misure straordinarie decise e gli sforzi dei vigili urbani impegnati a monitorare la situazione e a comminare multe per conferimento irregolare dei rifiuti, durante le notti continuano a svilupparsi roghi nei cumuli di immondizia non ancora raccolta e nei cassonetti. Numerosi sono stati gli interventi dei vigili del fuoco in più zone della città[4].

Le problematiche maggiori però si dovranno risolvere sul lungo periodo. Infatti da mesi la situazione è monitorata perché la gestione dei rifiuti della città di Palermo ha dei riflessi su tutto il sistema regionale.

Il 3 luglio, si è svolto appunto un vertice operativo nei locali dell’assessorato regionale all’Energia: erano presenti l’assessore Alberto Pierobon per la Regione, l'assessore all'Ambiente Giusto Catania con il dirigente Salvatore Cocina, i tecnici del Comune e dell’assessorato, l’amministratore unico della Rap, Giuseppe Norata.[5]

Sul tavolo sono state poste le proposte e la necessaria sinergia tra amministrazione comunale, Regione e la Rap per garantire la continuità del servizio proprio in vista del fatto che la discarica di Bellolampo deve essere ampliata e che è stata chiusa per irregolarità per alcuni giorni (provvedimento che si potrebbe ripresentare). L’iter per i lavori alla settima vasca è in corso e si confida di arrivare alla gara entro luglio. Secondo la timeline, però, l’abbancamento potrà essere possibile solo nella prima metà del prossimo anno.

Sono state individuate delle soluzioni per fronteggiare il problema in questa fase transitoria: si tratta di gestire rifiuti, che tra città e Comuni della provincia sono circa mille tonnellate al giorno.

La prima soluzione riguarda il trasferimento dei rifiuti altrove: la Regione, ha effettuato un monitoraggio dei vari impianti disponibili al momento nell’Isola sulla base della capacità residua, della distanza e della tipologia di rifiuto, e ha autorizzato la Rap a trasferimenti temporanei in altre discariche (Lentini, Motta Sant'Anastasia, Siculiana).

Nel frattempo, come seconda soluzione, la Rap proseguirà l’iter burocratico perché sia possibile abbancare rifiuti nella cosiddetta area ex inerti, che per almeno un paio di mesi che potrebbe permettere di risparmiare anche i costi di trasporto depositando in loco i rifiuti stabilizzati.

La speranza è che queste soluzioni consentiranno di superare la fase transitoria e di liberare la città di Palermo ostaggio di un’emergenza rifiuti che assume sempre più i contorni di un problema cronico. Ma sappiamo che saranno necessarie ben altre piani e riforme strutturali per Palermo e per la Sicilia tutta, una delle regioni italiane dove la cattiva gestione dei rifiuti ha fatto sentire di più i suoi effetti negativi.

Patrizia Di Dio