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15 luglio, 2019

Sul decoro urbano le amministrazioni, le associazioni di categoria e i comitati civici devono cooperare

Sono anni che in molte città italiane, a più riprese, si aprono tavoli tecnici sul decoro urbano: a volte in questi incontri emergono dissensi e malumori tra rappresentanti delle istituzioni e delle sigle e associazioni della categoria dei venditori ambulanti.

Obiettivo del lavoro è quasi sempre quello di contrastare, nelle aree pubbliche aventi particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico, l’esercizio di attività commerciali e artigianali in forma ambulante o su posteggio. La categoria degli ambulanti vede in questo invece un ennesimo attacco alla categoria.

Ma ci sono molte altre attività non compatibile con le esigenze di tutela del decoro urbano, in primis il dilagare delle vendite ambulanti di abusivi e spesso, per di più, anche di articoli importati, contraffatti e illegali.

Proprio per questo ho espresso a gran voce l’urgenza di porre un rimedio al problema: l’immagine della città di Palermo risulta compromessa. Come da presidente di Confcommercio Palermo ho avuto modo di esprimere tramite una lettera al sindaco Orlando, è necessaria e improcrastinabile l’emanazione di una nuova e specifica ordinanza per migliorare il decoro urbano.

Al momento infatti l’ordinanza, che attualmente vieta la presenza di venditori ambulanti solamente nelle vie principali, viene di fatto elusa in quanto gli ambulanti stazionano in aree adiacenti a quelle interdette o sfuggono ai controlli.

La situazione è divenuta incresciosa, non solo nelle zone del centro cittadino, ma anche nelle splendide borgate marinare, attualmente prese d’assalto dai venditori ambulanti. Sarebbe ormai tempo che la normativa sia estesa anche a tutta l’area limitrofa: questo permetterebbe il ripristino del decoro e della vivibilità in intere zone a forte densità commerciale e a vocazione turistica.

Per arginare questo intollerabile fenomeno bisogna inoltre aumentare e rendere più rigidi i controlli e le sanzioni. Questo è quello che auspico sia come privata cittadina sia come presidente di Confcommercio Palermo.

Ma se questo è il problema più grave da dover affrontare e risolvere in tempi brevi, l’altra faccia della medaglia è rappresentato dall’abbandono dei rifiuti in città e della necessità anche di un regolamento dell’uso del suolo pubblico e dei dehors.

Sulla questione dei rifiuti ho già avuto modo di esprimermi: per essere decorosa, una città, deve essere pulita. I commercianti, che investono e che pagano tasse tra le più alte a causa degli alti costi della gestione, hanno diritto ad avere servizi adeguati. È un dato oggettivo che il servizio è più efficiente laddove sono i privati a occuparsi della gestione, e dal momento che è pubblico è giusto che funzioni anche quello pubblico.

Sulla questione del suolo pubblico anche come Coordinamento delle associazioni datoriali di categoria, ci siamo mossa per dare risposte alle istanze della comunità imprenditoriale palermitana proprio su questi aspetti fondamentali, che al momento sono privi di regole certe ed è assolutamente inaccettabile soprattutto per un settore che è trainante per il nostro territorio.

Finalmente sembra ci siano segnali molto positivi: gli appelli lanciati nei mesi scorsi, sui bisogni del tessuto produttivo cittadino, ci auguriamo siano prossimi alla definizione. Non possiamo più aspettare.

La proposta di regolamento sul suolo pubblico è un segnale molto importante e dà finalmente certezza agli operatori, che per troppi mesi sono rimasti senza risposte, con la conseguenza di aver visto aumentare problematiche per l’intera categoria.

Il testo relativo al suolo pubblico è giunto in consiglio comunale per cominciare l’iter della discussione e della successiva approvazione: la speranza di tutti è che l’amministrazione e il consiglio comunale giungano in tempi rapidi all’approvazione del testo in modo da avere presto regole certe e chiare.

Ci sono delle modifiche al regolamento sui dehors che sono state accolte favorevolmente, dopo il confronto serio con la commissione e l’amministrazione comunale. Il presidente Fipe Confcommercio Palermo, Antonio Cottone, ha ribadito il sostegno alla norma sulla riduzione delle superfici esterne in proporzione alla metratura interna del locale e a quella sulla musica. Anche lo stop alla musica è una misura da prendere nel rispetto di tanti concittadini che abitano soprattutto nel centro storico e che per anni hanno dovuto affrontare notti insonni a causa del volume alto.

La riqualificazione estetica e funzionale dell’habitat cittadino è un bene primario della comunità locale: le amministrazioni, le associazioni di categoria e i comitati civici devono cooperare per assicurare adeguati livelli qualitativi.

Siamo per regole certe e chiare che garantiscano la piena fruibilità della città, da parte dei cittadini e nel pieno rispetto dei cittadini che la abitano. Dobbiamo continuare a tutelare, ma anche ottimizzare il nostro patrimonio storico, artistico, ambientale, monumentale e architettonico. Questo patrimonio di beni è espressione dei valori di civiltà e delle radici etico-culturali proprie della comunità locale.

Fortunatamente la cultura di rispetto per l'ambiente e del decoro urbano sta aumentando. Quale migliore eredità da lasciare alle future generazioni?

Patrizia Di Dio