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5 agosto, 2019

Per la prima volta una donna alla presidenza della Commissione europea

Il mese di luglio si è aperto con la novità delle nomine UE, e i consueti giochi politici sulla scacchiera europea.

Tra tutte un significato particolare hanno rivestito le nomine di due donne: quella della ministra della Difesa tedesca Ursula Von Der Leyen alla presidenza della Commissione europea e quella della francese Christine Lagarde, attuale direttrice del Fondo monetario internazionale, alla guida della Bce al posto di Draghi.

E alla fine il 16 luglio Ursula Von Der Leyen, sessantuno anni, sette figli, prima donna ministro della Difesa in Germania, è stata eletta in una votazione non così scontata. Ad annunciarlo è stato il presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

Il Parlamento europeo ha votato a scrutinio segreto: ha ricevuto soli 383 voti a favore, e 327 contrari (su 733 votanti).  La maggioranza necessaria prevista era di 374 voti, quindi è stata eletta grazie a soli 9 voti. Nonostante abbia ricevuto meno voti rispetto ai suoi predecessori, fermandosi al 51,27% di voti rispetto al ad esempio 56,19% di Jean-Claude Juncker[1], ha già raggiunto un primato fondamentale.

È la prima volta che una donna si trova alla guida dell’Europa.

Nel suo discorso prima del voto all'Europarlamento ha affrontato diversi temi e ha mostrato il suo lato marcatamente europeista. Le sue proposte sono andate nella direzione di un'Europa più solidale, più verde, più equa, ma anche più sicura rispetto ai traffici illeciti e alla migrazione illegale.

Ad inizio discorso la Von Der Leyen ha individuato un filo rosa che lega la sua candidatura a quella della prima presidente donna del parlamento europeo Simone Veil che esattamente 40 anni presentava la sua visione di una Europa più giusta.

E su questo solco ha tracciato una linea chiara da seguire, per ritrovare quell’unità europea che diventi garanzia sì del multilateralismo e del commercio libero, ma soprattutto di un sistema ordinato, più equo e sostenibile.

Tra gli impegni presi merita attenzione particolare quello sul clima: il principale obiettivo assunto dalla neoeletta presidente è quello di ridurre almeno del 50% le emissioni di gas serra nel 2050.

Ma ancora più interessante è l’attenzione verso la necessità di investimenti e riforme per rafforzare l’economia dell’eurozona, e di difesa di una fiscalità giusta. Uno dei passaggi più importanti è sicuramente il richiamo alla necessità di ribaltare la prospettiva e porre l’economia al servizio delle persone e non viceversa. Un’ Europa più sociale deve gestire meglio il problema della disoccupazione e garantire un salario minimo, su scala europea, per consentire una vita dignitosa per tutti.

Questo è uno degli aspetti che più mi sento di condividere e sottoscrivere, nella speranza che quel nuovo umanesimo, di cui molto ho dibattuto e scritto -anche nel Manifesto di Terziario Donna-, si possa attuare grazie a regole e a garanzie di libertà.

Nel suo discorso c’è un richiamo costante alla solidarietà tra le varie parti sociali: in questo senso mi sento di leggere le parole spese sui temi delle piccole medie-imprese, dei giovani e dell’uguaglianza di genere.

Temi questi considerati da me, e dalla Confcommercio Terziario Donna che presiedo, come gli aspetti che misurano il grado di civiltà di una società.

Non ci può essere sviluppo economico senza investimenti e tutele delle piccole-medie imprese che sono la colonna portante, come ha anche ribadito la Von Der Leyen, di tutti gli Stati europei.

E soprattutto non ci può essere futuro senza investimenti e garanzie per i nostri giovani, in ogni Paese europeo.

Infine, forse uno dei temi a me più cari, l’uguaglianza di genere: non ci può essere una vera democrazia di genere se a metà della popolazione mondiale non viene garantito l’accesso al mondo del lavoro e non viene permessa una giusta rappresentanza all’interno delle istituzioni dei singoli Stati ma anche delle stesse commissioni europee.

Con una percentuale di donne apri al 36,1% per il quarto anno dell’ottava legislatura, la rappresentanza femminile al Parlamento europeo è di 12,5 punti superiori alla media mondiale delle donne elette nelle assemblee nazionali che oggi si attesta al 23,6%[2].  Ma non può bastare e da qui si deve partire.

Nel discorso a sorpresa la nuova Presidente ha ribadito anche l’importanza di salvare le persone in mare, in riferimento alla crisi migratoria nel Mediterraneo, e ha annunciato di essere disposta a concedere una nuova proroga al Regno Unito per la Brexit.

La speranza è che questi intenti solidali, altruistici e contro gli individualismi ispirino l’agenda europea dei prossimi anni e si traducano nella realtà in riforme concrete, che possano scrivere e ri-scrivere quei meccanismi che garantiscono la stabilità sociale e che oggi sembrano non funzionare bene.

La presidente Von Der Leyen entrerà in carica il primo novembre 2019, e vogliamo credere insieme a lei in un’Europa responsabile, “forte e unita da est a ovest, da nord a sud, pronta a combattere per il futuro invece che contro se stessa”[3].

Spesso ho sentito l’esigenza di esaltare la Bellezza della mia terra, e dell’Italia, anche come forza della nostra economia, e ora non posso che sottoscrivere queste parole: “Siamo 28 e dobbiamo lavorare tutti insieme e questa è la bellezza dell'Europa[4]”. Il mondo ha urgentemente bisogno di questa bellezza.

Patrizia Di Dio