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20 dicembre, 2019

Legame indissolubile tra imprenditoria e territorio

L’Italia non è solo bellezza, per cultura e arte, monumenti e natura. O non è solo gusto, turismo e moda. Ma è per alcune sue eccellenze anche modernità e progresso. Può e deve esserlo ancora di più. E questo si può fare solo premiando chi sa valorizzare abilità e talenti, chi sa coniugare cultura, natura, saperi e tradizione in un nuovo modello di business.

Come dicevano i greci “kalòs kai agathòs”, il bello deve sempre accompagnarsi con il buono. E questo tema è ormai così caro alla Confcommercio Terziario Donna che già durante il TDLab dello scorso anno è stata evocata una Economia della Cultura e dei Saperi, in una Italia che è primo Paese al mondo per influenza culturale.

E l’Italia riconosciuta come la nazione con il maggior patrimonio di beni materiali e immateriali, ha uno scrigno, la Sicilia, che è la regione più ricca di beni artistici e culturali riconosciuti dall’UNESCO.

Quest’isola nel cuore del Mediterraneo è stata crocevia di civiltà e culture di mondi vicini e lontani, inevitabile fusione di tradizioni culinarie di diversi popoli che hanno sfruttato le risorse tipiche locali e hanno modificato il meraviglioso paesaggio dove terra, acqua, vento e fuoco si sposano, lasciando numerose e bellissime testimonianze del loro passaggio.

Su un totale di 51 siti riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale dell’UNESCO in Italia, la ragione Sicilia ne conta ben sette.

Ad esempio Agrigento conserva il famoso complesso monumentale della Valle dei Templi, quello il cui tempio della Concordia è stato definito dal poeta Goethe “il più affascinante edificio sacro dell’umanità”. Quest’area è Patrimonio UNESCO dal lontano 1997 perché è la più grande città del mondo antico del mediterraneo e conserva ancora perfettamente importanti monumenti dell’arte e della cultura greca. Sempre nello stesso anno sono diventati patrimonio dell’umanità i meravigliosi e raffinati mosaici policromi romani della Villa del Casale del III-IV sec. d.C.

A questi siti si aggiunge nel 2005 il Parco archeologico Siracusa con le Necropoli sicula di Pantalica. L’insieme dei monumenti e dei siti di Siracusa sono un importante testimonianze delle culture del Mediterraneo nel corso di tre millenni. Rappresentano le diverse influenze di stili dell’arte Greca, Romana e Barocca.

Quest’ultima, l’arte Barocca, ha trasformato la maggior parte delle città dell’isola che sono diventate così veri e propri musei a cielo aperto dove ammirare magnificenze, chiese, palazzi, lunghe scalinate e fontane. La Cattedrale di Noto, patrimonio UNESCO dal 2002, ne è uno splendido esempio.

In molti altri luoghi è possibile ammirare lo stile delle altre dominazioni, come ad esempio nel percorso arabo-normanno di Palermo, Cefalù e Monreale patrimonio UNESCO dal 2015. Palermo infatti è stato il centro di interscambio di diverse culture (latina, musulmana, bizantina, ebraica, lombarda e francese), che hanno influenzato l’architettura, la cultura e la politica della città.

Ma non ci sono solo bellezze storiche artistiche perché la Sicilia ha una grande varietà di habitat naturali unici nel loro genere.  Le isole di Vulcano e Stromboli, patrimonio UNESCO 2000, sono un riferimento fondamentale della formazione dei geologi di tutto il mondo da 200 anni. A loro si aggiunge nel 2013 il Monte Etna, vulcano d’importanza scientifica culturale ed educativo a livello mondiale.

Tutta questa ricchezza e bellezza non deve rimanere fine a se stessa, ma essere sempre di più motore di sviluppo. Il patrimonio siciliano, ed in generale italiano, va sapientemente celebrato, e allo stesso tempo protetto, valorizzato e rivitalizzato.

Per tanto tempo si è parlato della necessità di favorire nella società una consapevolezza e una cultura volta ad amare e preservare il patrimonio storico-artistico-naturalistico. Oggi bisogna spingersi ancora più in là per premiare anche quella nuova cultura d’impresa sempre più sensibile al bello, testimoniata da tanti imprenditori e imprenditrici amanti della cultura che fanno della loro passione una leva strategica per arricchire il loro brand e i loro prodotti di valori, significato e senso.

Spesso l’ispirazione per il mio lavoro da imprenditrice nasce da Palermo e dalle bellezze insite nel suo territorio. E come per me per molti altri imprenditori il legame con il proprio territorio è indissolubile. 

E su questi legami può nascere una strategia comune per il futuro, strategia concreta perché deve coniugare bellezza e sviluppo, perché induce al fare e al fare bene. Strategia che non solo può dare profitto e redditività ma anche consegnare alle generazioni future, territori protetti, sani, e in forte sviluppo.

Patrizia Di Dio