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13 marzo, 2020

Alla piccola e media impresa: teniamo duro!

Non ci sarà più una zona rossa, ma ci sarà l’Italia zona protetta. Saranno vietati su tutto il territorio della penisola gli spostamenti consentiti solo per comprovate ragioni di lavoro, per casi di necessità o motivi di salute. Aggiungiamo in questo provvedimento anche un divieto di assembramenti all’aperto o in locali aperti al pubblico. […] Ognuno deve fare la propria parte” [1], queste le parole del premier Giuseppe Conte per annunciare che le misure restrittive fino a qualche giorno fa vigenti solo nella zona rossa sono state estese in tutto il territorio nazionale.

L’emergenza è in primis sanitaria, ma si rischia di dimenticare il motore del Paese, ossia l’economia, quell’economia non soltanto basata sulle grandi imprese e sulle multinazionali, ma soprattutto fatta di micro,  piccole e medie aziende che, a meno di non essere parte del settore alimentare, sono più che in ginocchio, direi azzerate economicamente.

La portata della gestione della situazione corrente “sarà evidente nei prossimi 12-18 mesi e la sensazione comune è che a pagarne il prezzo più caro saranno le piccole imprese. Esercizi commerciali chiusi, turismo congelato, attività di intrattenimento vietate non sono misure indolori e colpiscono soprattutto le attività più piccole, che hanno meno mezzi per far fronte a una situazione del genere. Il dramma di questa situazione è già tangibile, ma quanto tutto questo ci sarà costato in termini di PIL lo scopriremo fra qualche mese” [2].

Purtroppo ci troviamo in una situazione davvero surreale e dobbiamo confidare che gli interventi varati dal Governo siano sufficienti, quando questa situazione rientrerà, ad assicurare una ripresa delle aziende che per adesso non riescono a vedere una prospettiva di futuro. Dobbiamo attenerci e prendere atto di quello che a livello governativo ci viene detto, anche se lo sforzo richiesto alle aziende è davvero tanto. Il ministro dell’economia Gualtieri ha rassicurato dicendo che sarà “ulteriormente potenziato il Fondo centrale di garanzia a sostegno delle piccole e medie imprese: il più grande strumento di agevolazione che garantisce a oggi finanziamenti bancari per 40 miliardi”. Questo Fondo “sarà esteso con accesso gratuito su tutto il territorio nazionale, saranno prolungate le garanzie prestate e sarà possibile aumentare le percentuali di garanzia in specifiche aree e filiere”. È stato previsto anche che le imprese “possano continuare a beneficiare delle aperture di credito accordate ma non ancora utilizzate”. Speriamo inoltre che al di là della sospensione dei pagamenti che in questo momento le imprese non possono sostenere non avendo utili su cui fare affidamento, vengano anche fornite appunto le risorse per gestire la ripartenza. Non solo finanziamenti ma anche aiuti in termini di contributi risarcitori delle perdite. 

Come imprenditrice prima ancora che Presidente Nazionale di Confcommercio Terziario Donna, spero che la volontà di dare una mano alle aziende si tramuti nella prassi in maniera concreta e fattiva e urgente, consapevoli che esse sono il cuore pulsante del Paese, la sua ossatura e che tante altre volte in tante altrettante occasioni difficili è stato proprio grazie alla piccola e media impresa che l’Italia è riuscita a sollevarsi e guardare avanti. Stavolta non siamo di fronte a una crisi “normale”. Senza l’aiuto dello Stato davvero non possiamo farcela.

A chi è stato costretto a sospendere la propria attività voglio mandare il mio sostegno e il mio incoraggiamento: ricordate la vostra funzione sociale! Senza di voi, di noi, come possiamo vedere, le città si spengono e per quanto sia difficile è il momento di fare quadrato, rispettare le regole e cercare di trasformare quello che è un vero e proprio disastro economico in un’opportunità. Soltanto in poche settimane gli imprenditori sono stati in grado di riorganizzarsi dimostrando di essere proattivi e in grado di reinventarsi: dalla conversione del lavoro in modalità smart, ai servizi a domicilio, alle conference call, alla vendita online, insomma tutto quanto è stato possibile fare grazie alla tecnologia è stato fatto e si sta facendo. Abbiamo fatto un balzo in avanti negli strumenti di digitalizzazione e tecnologici  in pochissimi giorni che non avevamo fatto negli ultimi anni.

Ora è il momento di stare uniti, di essere più che mai comunità,  di fare fronte comune, di cercare di capire come gestire gli aiuti e i fondi che si mobiliteranno a livello statale. Non bisogna nascondersi dietro un dito e si deve ammettere che la vita delle nostre aziende e di tanti posti di lavoro è davvero appesa a un filo e se questo filo si spezza è la vita stessa dello Stato a vacillare visto che le imprese ne costituiscono la sua stessa linfa vitale. Ma ce la dobbiamo mettere tutta e ottimizzare le risorse che verranno stanziate.

Spero che queste mie parole possano essere di incoraggiamento per tutti i colleghi  imprenditori che mi leggono e che versano in una condizione drammatica, vi sono vicino e vi voglio dire che CE LA FAREMO! In questo momento dobbiamo essere uniti per il bene di tutti e per il bene del nostro Paese, e proprio questo è quello che ci deve muovere, dare fiducia e coraggio: l’amore per la nostra Italia, che faremo tornare a splendere più forte e bella di prima.

Patrizia Di Dio


[1] http://www.romatoday.it/attualita/zona-rossa-decreto-cosa-significa.html

[2] https://www.ilsole24ore.com/art/corona-virus-emergenza-e-gestione-aiutare-piccole-imprese-ADOOHM