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27 aprile, 2020

Ecco perché il nuovo DPCM è inaccettabile

Ieri sera il Presidente del Consiglio ha annunciato quali provvedimenti comprende il nuovo dpcm che sarà in vigore dal prossimo 4 maggio. Non posso, a questo punto, esimermi dal prendere una ferma posizione in merito, sia come Presidente di Confcommercio Palermo, sia come imprenditrice, sia come siciliana.

La Sicilia sta letteralmente sprofondando, annientata economicamente proprio in quei settori che costituiscono la sua linfa vitale e il Governo nazionale cosa fa? La affossa ancor di più con le ultime decisioni varate. È tempo di dire “basta!” perché la situazione non è più sostenibile. Mi sento in dovere di fare appello alle istituzioni regionali per una forte presa di posizione in favore della Sicilia, penalizzata in modo ingiustificabile e irresponsabile. È un dpcm inaccettabile che mette il sud Italia in ginocchio e che premia le lobby del Nord, che possono riaprire industrie e cantieri, mentre qui si tengono chiuse le attività su cui si regge la nostra economia.

In queste ore sta montando il malumore dei nostri associati e di tutto il mondo delle imprese del commercio, del turismo, delle professioni e dei servizi che sono il motore economico siciliano. Dunque, con le mie parole, voglio farmi interprete dell’enorme malcontento delle imprese chiedendo a gran voce che la politica abbia un immediato sussulto di orgoglio e unità, perché dobbiamo far valere la nostra autonomia per garantire la sopravvivenza del popolo siciliano, mortificato da provvedimenti senza logica e, soprattutto, senza alcuna proporzionalità per le differenti categorie e territori.

Forse non ci si rende conto che così facendo si rischia davvero una rivoluzione che non potrà in alcun modo essere contenuta. Siamo stati responsabili per sette settimane, ma non possiamo né vogliamo diventare martiri di un sistema distorto. Il popolo siciliano ha dimostrato grande senso civico e rispetto delle regole, ma da noi la situazione sanitaria è assolutamente sotto controllo, siamo la regione che, in percentuale, ha il minor numero di contagi. L’ormai noto indice Rt, che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva, per quanto riguarda la Sicilia è il più basso d’Italia, come dimostrano gli studi portati a termine sia dall’Iss, così come da altre autorevoli fonti [1]. È possibile che questo dato non venga preso in considerazione e non sia in alcun modo oggetto di valutazione da parte dei decisori del calendario della ripresa? Trovo inopportuno e cieco da parte delle istituzioni non calibrare i sacrifici per esempio di una regione come la Sicilia che ha dei dati interni che non sono minimamente paragonabili ad altre regioni d’Italia. Come si legge sulle pagine del Giornale di Sicilia anche il valore R0 (erre con zero), ovvero il numero medio di casi generati da un individuo infetto, è in Sicilia il minore registrato in tutta Italia: “La Sicilia vanta un primato, anzi forse IL primato, almeno nel cuore di esperti ed epidemiologici vari. Infatti, secondo tutti i rilevatori, il valore da tenere d’occhio è l’R0, l’erre con zero, ovvero la riproduzione di base. Ebbene, il dato migliore, quello più basso, si registra proprio in Sicilia. […] Tra il 10 marzo e il 25 marzo, nei giorni del lockdown nazionale dichiarato dal governo, l’erre con zero è passato da 2-3 (spaventosamente alto) a 1 in tutta Italia. Oggi la situazione è ulteriormente migliorata. Il numeretto cui anche i non addetti ai lavori guardano con apprensione come fossero i gradi segnati sul termometro si è stabilizzato attorno allo 0,5 di media. Nelle 15 regioni analizzate sulla base di dati di sufficiente qualità, la Sicilia con lo 0,34 ha il dato migliore” [2].

Insomma, se prestiamo lo sguardo a questi dati, è evidente come il messaggio di Conte sia letteralmente “esploso” nelle case dei siciliani che attendevano, con speranza e fiducia, un immediato ritorno al lavoro. Non possiamo aspettare il 18 maggio! La maggior parte dei siciliani da fine febbraio, ovvero da quando è iniziata la crisi sanitaria in Italia, non può contare sui ricavi della propria attività, non ha ricevuto nemmeno un euro di indennità a fondo perduto, non si è ancora vista la cassa integrazione, senza contare che ottenere i finanziamenti dalle banche è un’impresa per la maggior parte degli imprenditori. In questo quadro, per quanto concerne la Sicilia, mi sembra molto più preoccupante l’emergenza economica e sociale rispetto a quella sanitaria.

Il Presidente Confcommercio Sangalli si è espresso su questa Fase 2 con parole molto dure che sento di condividere: “Ogni giorno di chiusura in più produce danni gravissimi e mette a rischio imprese e lavoro. In queste condizioni diventa vitale il sostegno finanziario alle aziende con indennizzi a fondo perduto che per adesso non sono ancora stati decisi. Bisogna invece agire subito e in sicurezza per evitare il collasso economico di migliaia di imprese. Chiediamo al Presidente Conte un incontro urgente, anzi urgentissimo per discutere di due punti: riaprire prima e in sicurezza; mettere in campo indennizzi e contributi a fondo perduto a favore delle imprese” [3].

Sono sconcertata dalle decisioni prese con questo provvedimento e spero vivamente, anzi sono certa, che il Governo regionale assuma una posizione forte a tutela dei siciliani contro quella che è, a tutti gli effetti, l’ennesima ingiustizia per le categorie del commercio, del turismo, dei servizi e delle professioni e per i territori che hanno livelli di contagio inferiori. È necessario, nel dovuto rispetto delle misure precauzionali, battersi per una riapertura anticipata delle attività produttive, rispetto al 18 maggio. Vogliamo tornare al lavoro, vogliamo esercitare il nostro diritto alla libertà di impresa e il nostro diritto al lavoro, non vogliamo essere resi schiavi di sussidi. Basta rinvii, basta ingiustizie, il Sud è in ginocchio e dobbiamo far sì che si rialzi in piedi.

Patrizia Di Dio


[1] https://www.rainews.it/tgr/sicilia/video/2020/04/sic-sicilia-indice-contagio-basso-iss-kessler-2018cc05-f98c-463e-99f4-1a59855b6660.html

[2] https://gds.it/articoli/cronaca/2020/04/26/coronavirus-il-trend-nella-sicilia-che-vuole-riaprire-meno-malati-e-indice-di-contagio-piu-basso-in-italia-3d41210b-dc51-43fc-9702-c32c9c423fa1/

[3] https://www.confcommercio.it/-/sangalli-con-questa-fase-2-danni-gravissimi-alle-imprese