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18 maggio, 2020

Post-Covid19, parola d’ordine: cambiamento!

"Penso che tutti quelli che, come me, hanno il compito titanico di rimettere in piedi il sistema economico abbiano bisogno di guardare con fiducia al futuro, di pensare a una vera e propria rinascita. Dai locali di questa azienda sospesa mi sto ricaricando di fiducia e grande speranza per il futuro, per quel che siamo stati e per quel che dobbiamo continuare a essere per il nostro Paese: la forza della nostra Italia”.

Sono state queste le parole che, dai locali della mia azienda di famiglia, spesi nella giornata del 1° maggio scorso sui canali social ufficiali di Confcommercio Terziario Donna e le voglio utilizzare come incipit di questo articolo, in quanto, ora più che mai, credo si dimostrino rappresentative di quello che le imprenditrici e gli imprenditori italiani con le loro aziende sono chiamati a fare, guardare al futuro con forza, fiducia e speranza affinché possiamo ancora una volta essere il tessuto portante della nostra nazione.

Difatti, sebbene siano trascorse già due settimane dall’inizio della Fase 2, è a partire da questa settimana, che comincia a cambiare davvero qualcosa nel nostro modo quotidiano di gestione delle giornate. Vedremo le nostre strade ripopolarsi, i negozi di ogni genere riaprire e le persone in grado di circolare senza dover giustificare il proprio spostamento tramite un’autocertificazione. Ognuno di noi è chiamato al buon senso e alla responsabilità verso l’altro, sia come privati cittadini che come aziende, essendo un momento molto delicato, ma proprio per questa ragione dobbiamo anche saper sfruttare al massimo queste aperture per trarne nuova linfa vitale e mettere in atto quel necessario cambiamento di cui sentiamo sempre più spesso parlare!

Come più volte ho affermato sui miei social e in diverse interviste, professionalmente, come Presidente di Confcommecio Terziario Donna, ho sempre promosso la nascita di un nuovo Umanesimo che sappia dare nuova luce ai progressi tecnologici tramite la messa al centro dell’uomo, senza farsi schiacciare da una spersonalizzazione tecnologica. Si tratta di “essere società” e “non vivere in una società” per poter ottenere progresso e innovazione senza disumanizzare le nostre città e senza creare disuguaglianze e fratture sociali.

Ecco quindi secondo quali principi deve muovere il cambiamento indotto al tempo del Covid-19, perché questo cambiamento dobbiamo essere in grado di cavalcarlo e non di subirlo. Tra le tante piccole e medie imprese che torneranno ad aprire le porte ci possono essere due modi di ricominciare: farsi trovare uguali, adottando nelle aziende soltanto misure di sicurezza necessarie per legge; oppure aggiungere a questo adeguamento un quid in più, fatto di attenzione al cliente, empatia, immedesimazione nelle sue paure, nei suoi desideri, mettendo anche a disposizione nuovi servizi e nuove formule di vendita, sapendo cogliere quel bisogno che le persone sentono del lato umano del commercio.

Nel settore della vendita di beni di consumo quali abbigliamento, accessori, arredamento, e così via, sarebbe bello pensare a iniziative per dare risalto al consumatore, con degli appuntamenti dedicati, visite al negozio prenotate con vendita assistita da personale dedicato, una turnazione con accesso prioritario, l’assistenza telefonica per gli acquisti on line o per le prenotazioni di accesso nei punti vendita. Insomma, adottare delle misure che, se da un lato aiutano l’azienda a gestire meglio le nuove misure di sicurezza e la gestione degli accessi in negozio, dall’altro fanno sì che ci si senta “coccolati”, ci si senta – piano piano – parte di una nuova normalità che può avere i suoi risvolti positivi ed essere piacevole. Il tema del change va quindi declinato nella direzione di un adeguamento proattivo e intelligente e che, anzi, possa rivelarsi strategico attraverso nuove idee, rinnovandosi, rinascendo, andando incontro a una nuova normalità tanto auspicata quanto innovata e rinnovata!

Mi piace allora citare in questa sede una delle massime in cui credo più fermamente, ossia verba movent, exempla trahunt (S.Agostino), che significa “le parole incitano, gli esempi trascinano”. Ora più che mai, noi piccole e medie imprese dobbiamo essere d’esempio per farci traino di cambiamento e veicolare messaggi positivi di resilienza e rinascita. Attraverso un’ottica di Change Management avremo un impatto non solo a livello individuale, ma anche e soprattutto organizzativo. Questo è un processo che necessita di tempo e molti di noi hanno sfruttato il periodo di lockdown proprio per dare nuovi impulsi alle proprie imprese affinché anche la naturale resistenza al cambiamento delle persone venga meno e non ci siano freni per la ripartenza e per l’innovazione, sempre mettendo al primo posto, nella nostra trasformazione, il fattore umano che deve rimanere il fulcro del nostro agire. La sfida delle imprese è quindi questa, farsi ritrovare rigenerati per poter continuare a creare valore sui valori! 
Infine, ma non per importanza, dobbiamo riflettere su un punto fondamentale. Abbiamo finalmente avuto modo di capire come le luci accese, le saracinesche alzate e la vita che scorre nelle nostre città, non siano punti di secondaria importanza. Abbiamo capito che è il fermento e la vivacità delle nostre strade a rendere viva la città che abitiamo, a farci apprezzare la dimensione sociale del condividere spazi comuni, non solo commercio, non solo vendita, ma identità, vocazione per uno stile di vita italiano che ci dà un senso di appartenenza culturale, la nostra vocazione al bello e alla convivialità. Dobbiamo farci forti di questo, del Made in Italy e del significato che esso porta con sé, perciò ho accolto un hashtag che sento mio: #italiachiamaitalia! In esso è racchiuso il nostro spirito identitario, quel senso empatico di solidarietà che ci fa capire che aiutandoci gli uni con gli altri aiutiamo anche noi stessi. Quindi, ancora una volta, invito tutti a essere consapevoli nelle scelte: fa davvero la differenza per la nostra rinascita optare per il negozio di vicinato, per la qualità del made in Italy, per il valore piuttosto che la quantità. Insieme si potrà tornare più forti di prima, ma per farlo dobbiamo agire con la testa… e con il cuore

Patrizia Di Dio