146 Patrizia Di Dio Articoli
18 giugno, 2020

Crisi e criminalità: difendiamo le imprese!

«La crisi economica ha una zona d’ombra dove rischia di rafforzarsi la criminalità. Le nostre imprese in difficoltà denunciano sempre più spesso usura, estorsione e acquisizioni illecite. Abbiamo fiducia nella magistratura e nelle forze dell’ordine, ma insieme è necessaria più rapidità per far giungere alle aziende i sostegni previsti dal Decreto Rilancio e irrobustirle. Solo così si combatte la criminalità e si costruisce un’economia sana»[1]. Con queste parole il Presidente Confcommercio nazionale Carlo Sangalli ha commentato i risultati della recente indagine condotta proprio da Confcommercio in collaborazione con Format Research.

Dati alla mano, il blocco delle attività e la carenza di liquidità da un lato e il calo dei consumi dall’altro, sono stati i principali fattori a ostacolare l’attività di impresa, mettendo così in difficoltà moltissime aziende soprattutto nel settore del commercio, del turismo e della ristorazione (60%). Subito alle spalle di questi troviamo la burocrazia e i costi di riapertura, tra sanificazioni, igienizzazioni e messa a norma secondo i protocolli di sicurezza, che hanno avuto comunque una grossa incidenza nella crisi delle imprese. Quello che però preoccupa di più è che l’11% delle aziende campionate «indica nella criminalità un ulteriore pericoloso ostacolo allo svolgimento della propria attività», con un particolare 10% degli imprenditori che «risulta esposto all’usura o a tentativi di appropriazione ‘anomala’ dell’azienda», percentuale che sale fino al 20% per chi si dice «molto preoccupato per il verificarsi di questi fenomeni nel proprio quartiere o nella zona della propria attività»[2]. C’è da dire, fortunatamente, che due terzi delle aziende si dice fiduciosa dell’azione congiunta di Forze dell’Ordine e magistratura, indicando nella denuncia di questi episodi il necessario ed efficace strumento di contrasto. C’è, però, ed è un dato allarmante, un 32,7% delle imprese che di fronte a tutto questo non sa come muoversi.

L’indagine ha sondato il territorio, dunque, riguardo le imprese che si sono trovate nella posizione di pensare di ricorrere a prestiti a usura, ma anche riguardo a quelle che hanno subito dei tentativi di essere acquisite «a un prezzo fuori mercato, ossia molto inferiore o molto superiore a quello reale, sempre nella stessa zona dove operano con la propria attività. La notizia di accadimenti del genere è stata appresa in prevalenza attraverso il passaparola tra imprenditori. […] Prezzi troppo bassi o troppo elevati indicano un’anomalia nel libero gioco delle forze imprenditoriali; prezzi troppo elevati, per esempio, tradiscono sovente l’intento acquisitivo di attività reali finalizzato al riciclaggio, un tema, purtroppo, non nuovo nel panorama italiano. […] Il risultato robusto che si ottiene è che una frazione prossima al 10% degli imprenditori appare esposta a pressioni della criminalità, almeno per quanto riguarda i due specifici temi dell’acquisizione anomala dell’attività e del prestito a usura»[3].

Ecco quindi che noi, come associazione, vogliamo camminare al fianco degli imprenditori in difficoltà e fare sentire loro la nostra vicinanza e il nostro aiuto. Proprio a tal proposito Confcommercio Palermo ha instituito uno sportello per tutelare e difendere gli imprenditori da “pressioni” o “avvicinamenti” da parte della criminalità. Si tratta di un servizio di assistenza gratuito per tutti coloro che si ritrovano vittime di qualunque forma di pressione criminale. Il nome scelto per la campagna, infatti, è: “Siamo al tuo fianco contro ogni criminalità” ed essa ha come obiettivo anche quello di diffondere la conoscenza dei diritti e degli strumenti legali che l’imprenditore ha a disposizione per resistere a eventuali condotte lesive della propria libertà personale e di impresa, visto che, come emerso dalla recente indagine, un imprenditore su tre non sa come comportarsi in questi frangenti e si trova in una condizione di spaesamento e confusione. Come ho dichiarato dopo aver preso visione dei preoccupanti dati del report, il rischio di cadere in trappole criminali è assolutamente reale ed è nostro preciso dovere essere concretamente al fianco delle imprese, anche perché, purtroppo, gli aiuti previsti dallo Stato non sono sufficienti (se non inesistenti) e comunque tardivi rispetto a quanto imporrebbe questa situazione di emergenza.

Confcommercio Palermo, inoltre, è una grossa fetta dell’imprenditoria palermitana, e fornire aiuto a imprenditori che possano essere in difficoltà, grazie al contributo dei nostri esperti e alla garanzia di massima riservatezza, è senz’altro un segnale importante per chi fa impresa, innanzitutto per non sentirsi solo e, in seconda battuta, per possedere quegli strumenti legali necessari per contrastare questi fenomeni, che non sono soltanto frutto dell’azione della criminalità così detta “organizzata” (quindi mafiosa), ma sono anche tutti quei comportamenti omissivi o vessatori di chi dovrebbe garantire risposte certe, con tempi e regole dettate dalla legge, penso per esempio a chi non svolge il proprio dovere nell’esercizio delle proprie funzioni, sia nel ruolo di amministratore pubblico ovvero di “burocrate”, sia nel ruolo bancario.

Spero che questa iniziativa possa dare un punto di riferimento a coloro che possano trovarsi in una situazione di difficoltà e di minaccia criminale, affinché si riduca drasticamente quel 33% di imprenditori che in caso di pericolo non sa come fare, a chi rivolgersi, quali sono gli strumenti che ha a disposizione e i suoi diritti. La nostra azione mira a informare oltre che a sostenere concretamente. Anche questo è un passo importante nel contrasto della criminalità, fermo restando che aspettiamo, a livello statale, aiuti più consistenti che possano irrobustire le nostre imprese e proteggerle da rischi così pericolosi in tempi tanto critici come quelli che stiamo affrontando.