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9 settembre, 2020

Incontro con il Ministro per il Sud Provenzano: le proposte di Confcommercio

L’8 ottobre ho rappresentato, su delega del Presidente Sangalli, ConfCommercio-Imprese per l'Italia alla riunione che il Ministro per il Sud Provenzano ha organizzato per confrontarsi con le Associazioni di categoria sulle linee di indirizzo utili e necessarie per rilanciare l'economia del Mezzogiorno.
A nome della nostra Associazione, e rappresentando gli interessi di tutti, ho sottolineato che le imprese devono essere parte integrante dei progetti di rilancio del Sud.

Politiche infrastrutturali, vivibilità e ripopolamento anche commerciale delle città, rigenerazione urbana, maggiore attrattività di investimenti e capitale umano, decontribuzione per le imprese e riduzione del peso fiscale complessivo, ma anche rientro dei giovani al Sud: questi alcuni degli argomenti di confronto che saranno approfonditi nei prossimi mesi.

Al tavolo del Ministro ho portato la tesi che se si vuole veramente sostenere la crescita di questa area del nostro Paese, si deve abbandonare qualsiasi forma di assistenzialismo e adottare concrete ed efficaci politiche di incentivo alle imprese che siano parte integrante del progetto di rilancio del Sud e non provvedimenti meramente residuali.

ConfCommercio, plaudendo all’iniziativa del Ministro che apre una stagione contiamo proficua di confronti, ha proposto l'attivazione di un piano finalizzato alla rivitalizzazione del tessuto economico e sociale 'Programma Nazionale per le città e le economie urbane' da attuarsi attraverso nuove forme di amministrazione partecipata e prevedendo partenariati pubblico-privati che si muovano nell'ottica della sostenibilità, dell'innovazione e della semplificazione delle procedure di accesso alle agevolazioni per le imprese.

Ho altresì esposto al Ministro la necessità di intervenire sulla parte più di valore del paese: i giovani che devono essere incentivati a restare o a tornare al Sud. Servono misure ad hoc che facilitino l’autoimprenditorialità dei giovani e il ricambio generazionale. Serve un Piano straordinario per i giovani, perché da lì viene il nostro futuro e la nostra rigenerazione sociale ed economica. Da lì viene il rilancio dei nostri sistemi produttivi.