188 Vida Superadmin Articoli
8 novembre, 2020

Il ruolo delle imprese nella ripartenza

Per le imprese un nuovo stop.

Un pesante stop, perché interviene mentre siamo ancora impegnati a ricostruire i bilanci delle nostre imprese. Un altro pugno sullo stomaco, difficile da superare.

Ma stavolta non ci deve cogliere impreparati. L’esperienza vissuta sulla nostra pelle, tra incertezze, errori e assenze da una parte, il bisogno di dovere ripartire ed i sacrifici che ci sono costati dall’altra, ci hanno dato tanti elementi di conoscenza che adesso possiamo mettere in campo.

Sappiamo bene il ruolo che abbiamo noi imprenditori - ed ancor più noi “piccoli e medi“ imprenditori - nel sistema economia del Paese. Ma anche il ruolo fondamentale di noi associazioni di categoria, che siamo la cerniera fondamentale tra sistema produttivo e sistema di governo.

Un ruolo che negli ultimi tempi non ha trovato ascolto e spazio nelle agende di governo. E alcuni degli errori commessi in passato dai governi (ad ogni livello istituzionale) credo siano anche riconducibili al venir meno di un patto virtuoso di alleanza che miri alla crescita equa e sostenibile del Paese. Dove ognuno faccia la sua parte.

Noi imprenditori e imprenditrici l’abbiamo provato a fare. Ad accantonare lo smarrimento, la paura e a tirare fuori l’audacia. Quella forza quasi sovrumana che viene fuori quando la nave sta per affondare, ed allora sai che devi mettercela tutta. Lo devi fare per te stesso, per la tua famiglia, per i tuoi lavoratori, per i tuoi clienti. Per la tua città. Perché se si spengono le luci dei negozi, si spengono le città.

Sono giornate lunghe quanto una vita. Giornate frenetiche, in cui non ci possiamo permettere di abbassare la guardia un attimo. La sera andiamo a letto come le tartarughe che incassano la testa dentro il guscio sperando che non si abbatta su di noi qualcos’altro; assolutamente inermi, pronti ad incassare il prossimo colpo sperando che la nostra corazza possa ancora reggere. La mattina ci alziamo ritirando fuori tutta la grinta e la forza di un leone, per affrontare tutto ciò che occorre fare! Ciò che ad un imprenditore tocca intra-prendere. E così ritroviamo la nostra energia con la fierezza tipica dei leoni pronti ad entrare nuovamente in arena. Con la voglia di uscire fuori e riaccendere a pieni giri il motore della nostre imprese. Pronti a reagire.

Ma ripartire non dipende solo da ciò che possiamo fare noi, ma da ciò che va fatto da tutti a tutti i livelli. Presto e bene.

Per ripartire serve dialogo!

Migliore programmazione e più coordinamento: questo chiediamo a chi ha responsabilità di governo.

Per recuperare i ritardi e per sanare gli errori. Occorrono precauzione, adeguatezza e proporzionalità. E chiarezza. Serve sedersi tutti attorno ad un tavolo e offrire ognuno la sua competenza e la sua prospettiva, contribuendo a fare la sua parte per uscire da questa crisi, sanitaria ed economica, epocale.

C’è un dato tra tutti che esprime il ruolo che noi imprese possiamo offrire alla ripartenza, se messe in grado di farlo. Abbiamo visto il dato sull’attività economica nel terzo trimestre dell’anno in corso : il PIL è cresciuto del 16,1% congiunturale. Ben oltre ogni ragionevole aspettativa.

Provo a dare una lettura di quell’impennata che sa di miracoloso. Non da economista, ma da imprenditrice, che vive ogni giorno il fare impresa. Il motivo di quell’impennata positiva fotografa l’impegno e la fiducia nel futuro che abbiamo riposto noi imprenditori, la voglia di salvare le nostre aziende e ricostruire l’Italia. E la fotografa perché quando abbiamo riaperto dopo il lockdown primaverile, abbiamo ripreso a far girare l’economia. Anche se con le perdite e l’assenza di fatturato del periodo di chiusura sulle spalle, anche se i ristori ricevuti non erano sufficienti anzi molto incapienti, ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo “riacceso il motore” delle nostre aziende. Abbiamo con fiducia e audacia ripreso consegne, ordini, spedizioni, investimento in assortimenti, in nuove modalità di vendita, in nuovi prodotti, in processi digitali, assunto nuovo rischio di impresa. E lo abbiamo fatto mettendo il piede sull’acceleratore, per cercare di recuperare tempo e fatturati persi.

Dietro quell’indicatore positivo, nonostante tutte le migliaia di imprese che non ce l’hanno fatta, c’è il miracolo della piccola e media impresa italiana; ci siamo noi imprenditori e imprenditrici e tutti i nostri collaboratori, che con una grinta straordinaria, con uno spasmodico sforzo, ci siamo rimessi in piedi e abbiamo cercato di fare in poche settimane ciò che si fa in mesi o forse anni.

Ma adesso chiediamo che questa fiducia e questa audacia appartengano a tutti. In uno sforzo comune. Occorrono investimenti, riforme e misure urgenti. E’ ora di sederci intorno ad un tavolo tutti insieme e riaccendere i motori dell’Italia. Noi continueremo a crederci.