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31 marzo, 2021

Il valore del Made in Italy passa dalla sostenibilità e dal rispetto per l’ambiente

Made in Italy bello, perché etico e sostenibile.

La sostenibilità è una variabile strategica che può diventare fattore non solo di competitività. Ma anche di affermazione sul mercato mondiale di una filosofia di fare business che re-orienti i consumi verso modelli consapevoli ed etici.

Come abbiamo fissato al Punto 16 del Manifesto di Terziario Donna: <Accettiamo la sfida dei mercati globali. Siamo deboli per competere sui prezzi ma possiamo combattere con altre armi. Mettendo al centro l’uomo e le sue emozioni, i suoi gusti ed i suoi sensi. Valorizzando attitudini, premiando i talenti. Contribuendo con le nostre imprese a migliorare società ed ambiente>.

La sostenibilità è la grande sfida del futuro anche per il mondo della moda ma essere “green” non basta. La responsabilità etica di conduzione di un’azienda si nutre di comportamenti coerenti in tanti aspetti: occorre rispettare l’ambiente, così come i diritti dei lavoratori, dei fornitori e le garanzie per i propri clienti.

Nel comparto moda, la sostenibilità sta sempre più diventando la linea di confine tra made in Italy e buy in Italy

Malgrado la crisi e l’evoluzione del mercato, le aziende tessili e di moda si misurano sempre più con questo asset strategico e sono sempre più sollecitate da continue domande di sostenibilità.

Si va sempre più affermando il consumo verso modelli orientati a mettere al centro la Persona e il rispetto dell’ambiente.

Questo significa interpretare la sostenibilità come leva strategica di comunicazione identitaria che distingue un’azienda e i suoi prodotti e che si si traduce in un vantaggio competitivo e in un valore che identifica e qualifica il prodotto realizzato interamente in Italia, alimentando una filiera di produzione e vendita che rispetta le norme italiane, che sono tra le più rigorose sia in tema di salvaguardia ecologica sia in materia di lavoro.

Anche per questo piaccia o no, il nostro Paese è un punto di riferimento autorevole per la messa in campo di norme che, se da un lato rendono più costoso produrre in Italia, danno garanzie di rispetto di valori assoluti quali la salvaguardia dell’ambiente, le garanzie sul lavoro così come la tutela della salute collettiva e dello stesso consumatore.

Etica e responsabilità sono i pilastri di regole imposte dal nostro Paese che rappresentano garanzie per tutti, ma sono asset strategici che andrebbero evidenziati nell’etichetta di produzione.

Rappresentano la differenza abissale che distingue un prodotto “made in Italy” da un prodotto “made in China”.

La sostenibilità ha un ‘apparente’ costo aggiuntivo; ma solo se non viene assunta come asset strategico. Come valore distintivo del brand. La sostenibilità può e deve rappresentare un elemento di ulteriore competitività. E il valore reputazionale delle aziende che aderiscono a principi di etica e responsabilità. Le dinamiche organizzative guidate da esigenze di sostenibilità devono entrare a far parte di un piano strategico a breve, medio e lungo termine delle aziende.

Ma soprattutto la sostenibilità, perché diventi , va comunicata e va comunicata bene. Va raccontata con processi di narrazione (storytelling) che trasferiscano al consumatore il senso di quel consumo consapevole di cui è anello primario. E che distingue l’acquisto in genere dall’acquisto consapevole, dall’acquisto cioè che ricerca nel prodotto un significato.

Per questo bisogna con fermezza prendere posizione contro il cosiddetto “greenwashing”, il fenomeno marketing ingannevole a cui ricorrono alcune aziende internazionali costruendo un’immagine di sé fintamente rispettosa dell’impatto ambientale, attraverso mirate campagne di marketing a cui non segue però la coerenza nei comportamenti e nei prodotti.

A fare la differenza, la creatività, l’estro e l’innovazione, l’autenticità del “realizzato in Italia”. Il talento italiano, quello di cui andiamo orgogliosamente fieri. Quello che ci impone in tutto il mondo. Che non è solo buon gusto e bel design; non è solo innovazione e avanguardia. Ma sono invece precise scelte di qualità, di rispetto dell’ambiente e delle persone, di valori etici e di responsabilità. Sono il senso e il significato di esperienze e contenuti che gli stessi consumatori contribuiscono a costruire, facendoli propri e mettendoli, sempre più, al primo posto delle loro scelte.