131 Patrizia Di Dio Articoli
18 aprile, 2021

Impresa significa FARE!

Dietro un’azienda non c’è un codice ad 11 cifre che identifica la Partita Iva assegnata per l’identificazione fiscale. Dentro un’azienda c’è una comunità, ci sono famiglie, vite. Ci sono storie fatte di capacità, creatività, impegno, sacrifici,  responsabilità, soprattutto ingegno che ha saputo creare e FARE! 

C’è sangue che pulsa, pensieri che fermentano creativi, emozioni che creano connessioni.

Tutto questo sta passando invisibile. Le aziende diventano solo numeri ateco per disciplinare aperture e chiusure. Diventano numeri. E dove sono invece gli imprenditori, i lavoratori, le famiglie, la comunità che sono l’azienda e che sono il cuore pulsante del Paese.

Siamo ridotti a resilienti/combattenti per difendere il nostro lavoro, il nostro pane, la nostra dignità. Per difendere il futuro non solo nostro, ma del Paese.

Sembra quasi che si sia un disegno diabolico e perfetto per eliminare la classe “media” sull’altare di un virus pandemico. Quella classe produttiva che è media solo perché rappresenta la gran parte del paese, che crea reddito e lavoro e che rappresenta l’economia reale del Paese.

Una comunità di gente operosa e concreta, imprenditori e professionisti - dalla più micro attività alle aziende più grandi - che nonostante le cose non funzionino,  nonostante l’incompetenza di chi dovrebbe decidere, nonostante le ruberie e la corruzione, nonostante il veleno della mala burocrazia e il morbo della cattiva politica, con ingegno e capacità è sinora riuscita a tenere in piedi l’economia di questo Paese e ad affermare nel mondo il valore del made in Italia!

Prima di questa pandemia, nonostante le cose non andassero, pur con mille difficoltà le nostre aziende e le professioni erano luoghi in cui la linea di confine è demarcata dalla capacità e dalle concretezza. Piccole isole di attività a formare un arcipelago di operosità.

Il “ciclone pandemico”, che non è il virus ma la reazione inadeguata nella gestione dell’emergenza e delle misure necessarie per la ripartenza ha invaso il nostro arcipelago con quella furia devastatrice tipica dei cicloni.

Come se ci fosse un disegno perfetto per fare trionfare la  mediocrità, l’incapacità e l’inconsistenza sull’iniziativa privata che sa andare avanti, inventarsi, creare reddito e ricchezza. Non lo permetteremo. Noi siamo le imprese. Siamo storie di impegno e di capacità e conosciamo solo il verbo FARE. Diamoci da fare per ricostruire.

Non molliamo! Forza!