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26 maggio, 2021

Neuromarketing per competere sul mercato

E’ stato Ale Schimdts, professore di ricerche di mercato presso la Rotterdam School of Management, a parlare per la prima volta di neuromarketing per descrivere l’insieme di attività volte ad indagare il comportamento di una persona sottoposta ad uno stimolo di marketing.

Il neuromarketing è un incrocio di competenze, strumenti, metodologie e teorie che si basano su tre elementi: l’attenzione al cliente (la “cura” che è il principio base delle visioni da sempre promosse dal Terziario Donna), l’emozione e la ‘memorizzazione’ dell’esperienza di acquisto.

Approfondire la conoscenza della mente e dei suoi automatismi consente allora di individuare quelle azioni, spesso piccole e la cui realizzazione può non costare nulla, ma che si dimostrano potentissime per valorizzare la qualità dell’offerta e aumentare il successo nella vendita.

E si rivela uno strumento importantissimo per costruire una strategia che leghi il commercio all’interno di uno spazio fisico, a quello che oggi inevitabilmente deve affermarsi anche online. Nonostante la diversità dei due canali, sempre più correlati, il funzionamento del cervello del cliente rimane infatti lo stesso.

Fare propri i principi del neuromarketing, diventa allora fondamentale per migliorare la vendita di beni e servizi. Questa è la direzione che come Confcommercio vogliamo dare alla ripresa. Mettendo in campo nuove energie, nuovi saperi, nuovi modi di fare impresa.

In un tempo in cui i consumi cambiano rapidamente, noi imprenditrici ed imprenditori siamo chiamati ad innovare visioni e conoscenze. Partendo proprio da noi stessi e dal modo di fare impresa.

Noi di Terziario Donna Confcommercio lo diciamo da sempre e ne abbiamo anche fatto un punto fermo del nostro Manifesto: <Accettiamo la sfida dei mercati globali. Siamo deboli per competere su prezzi ma possiamo combattere con altre armi. Mettendo al centro la persona e le sue emozioni, i suoi gusti e i suoi sensi.>.

Spostiamo lo sguardo verso il futuro. Aspiriamo a un grande cambiamento. In grado di mutare l’economia e i suoi modelli conosciuti. Proponendo già dal 2018 la diffusione della conoscenza tra i nostri associati delle tecniche di neuromarketing abbiamo rilanciato il valore di fare impresa ‘al femminile’, ovvero mettendo in campo quei talenti, quelle abilità, quella ‘cura’ tipicamente femminile che sta – gutta cava lapidem- cambiando il sistema.

Abbiamo intuito quindi che l'innovazione necessaria per le nostre imprese passasse dall'investire in nuova conoscenza, e dall'affermare il valore delle soft skills e delle competenze tipicamente femminili. Dall'incoraggiare una nuova classe dirigente del terziario di mercato, che si affermi per essere protagonista del cambiamento, e che possegga le skills necessarie per competere sul mercato, mettendo in pratica, in modo strategico, strategie aziendali e attitudini femminili.