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18 giugno, 2021

Prosegue da Genova un’altra tappa del cammino delle imprenditrici del Terziario Donna

Davanti alla confusione ed alle incertezze aggravate dalla crisi pandemica, noi imprenditrici del Terziario Donna di Confcommercio abbiamo da sempre con determinazione riassunto in una parola di grande potenza il nostro modo di fare impresa: .

Crediamo significa essere autentici, fondare le nostre visioni di impresa coerentemente ai nostri valori e convinzioni e che costituiscono il codice etico della nostra Confederazione.

“Crediamo” e vogliamo stare dentro il cambiamento. Rappresentando il cambiamento.

Confcommercio è la più grande organizzazione di imprese diffusa nel territorio. Rappresenta il tessuto variegato e complesso dell’economia reale. Che sta attraversando la  più grave crisi dal dopoguerra. Per questo non possiamo limitarci alla rappresentanza degli interessi e all’azione di parte, che pure portiamo avanti incessantemente e senza fermarci mai un attimo, tenendo sempre ‘la porta aperta’ davanti alle richieste di ognuno dei nostri associati. Ma dobbiamo andare “oltre” e condurre in salvo le imprese stando “dentro il cambiamento”.

Questa crisi ci ha cambiati. Ha cambiato l’economia. Dobbiamo stare dentro questo cambiamento e porci alla guida di esso. 

Siamo partiti con il manifesto del Terziario Donna per rappresentare e diffondere questa idea di cambiamento, proponendo modelli nuovi per l’Economia e la Società.

Oggi sappiamo bene che siamo determinanti per la ripresa del Paese, perché è nella nostra capacità di non fermarci anche davanti alla devastazione subita nei nostri bilanci, che si costruisce la ripartenza dell’Italia.

Vogliamo rappresentare gli imprenditori, i professionisti, tutti gli operatori di mercato, i clienti, i fornitori. Vogliamo chiamare a raccolta tutti gli uomini e le donne che vogliono rivedersi in un nuovo sistema, in un’economia più sana, guidata dai valori e fondata sui principi di un nuovo umanesimo.

Come abbiamo scritto nell’incipit del Manifesto del Terziario Donna: “Se la realtà non piace ( e non ci piace), abbiamo il dovere di lavorare ed organizzarci per cambiarla”.

Il Manifesto del Terziario Donna non è solo una carta dei valori ma una strategia. Nasce da una doppia considerazione: da una parte vogliamo valorizzare il significato della rappresentanza di parte, baluardo della tutela dei diritti delle imprese; dall’altro vogliamo favorire il fare impresa in modo etico e responsabile. 

Non ci facciamo vincere dalla paura del declino. Combattiamo, invece, per la prosperità ma anche per una società giusta. 

E per questo è di grande significato simbolico il progetto della sala delle donne, che oggi muove un altro importante passo da Genova. Perché muove nella direzione di promuovere il patrimonio della diversità e dell’inclusione, incrementare la consapevolezza e il livello valoriale della società che le dà vita.

La differenza di genere rappresenta un valore aggiunto di una realtà ampia e diversificata come quella di Confcommercio Terziario Donna che è per la comunità tutta, quello “sguardo laterale”, quel guardare oltre, che arricchisce il sistema della confederazione così  come dei nostri territori e del  nostro Paese. 

Oggi da Genova celebriamo proprio quell’impegno esemplare delle Donne che fanno la storia con i  loro modelli di vita quotidiana. 

Un altro passo del Terziario Donna che continua arricchendosi ogni giorno di nuovi esempi di vita attiva e che dedico a tutte le donne imprenditrici che malgrado tutto continuano fermamente a crederci.