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26 luglio, 2021

Assemblea Terziario Donna Confcommercio 2021: il mio intervento integrale

Buongiorno a tutte e tutti Finalmente un incontro di presenza dopo quasi due anni dall’ultimo Terziario Donna LAB a Palermo a fine ottobre del 2019. Ci siamo riusciti. Per questa assemblea che conclude un mandato anzi nel mio caso due, da presidente.

Si chiudono 10 anni ricchi di riflessioni e confronti. Ma soprattutto di azioni concrete. Terziario Donna, nei dieci anni in cui ho avuto il privilegio di guidarlo, ha realizzato una presenza di genere incisiva. Non rivendicativa, ma determinata. Ha coltivato valori e progetti. Ha prodotto modi nuovi di rappresentanza e visioni di impresa, i cui principi ha fissato nel Manifesto. Ha attuato, con la dovuta fermezza una rivoluzione gentile. Insieme siamo cambiate noi, donne imprenditrici. Ma insieme a noi è cambiata Confcommercio. Perché si è arricchita. Come solo può fare l’investimento nella diversità. Affermando una visione che si è potenziata della “visione al femminile”.

Tra qualche settimana sarà pronto il Libro Bianco di questi 10 anni. La memoria del percorso compiuto tra il 2011/2021. Non mi dilungherò ad elencare le cose fatte. Oggi dico solo che una strada è tracciata, certo. Ma tanto lavoro resta da fare. Perché non siamo più…ma non siamo ancora… Il mondo è cambiato. Le persone sono cambiate “non siamo più ma non siamo ancora” adesso più che mai significa che: Non dobbiamo andare avanti, dobbiamo andare oltre. Con la passione di sempre. Non aspettatevi un saluto nostalgico. Commosso ed emozionato sì. Nostalgico no.

Celebriamo i nostri 10 anni insieme e siamo a bilanci positivi. Perché non si è alla fine ma a un nuovo inizio, un restart. Si brinda ai risultati e contemporaneamente al nuovo percorso. Del resto nessuno di noi, neanche chi non sarà più in Consiglio, va via. Noi ci saremo sempre, in altri ruoli, da “madri nobili”, consapevoli di avere seminato bene e di avere generato buoni frutti che sapremo cogliere anche a distanza lasciando a chi arriva, o resta, il compito di mettere a frutto quanto seminato. Per mettere addirittura le ali alle nostre buone radici. Sì, è un cammino che non si interrompe. Uso termini calcistici. In questa estate così straordinaria per l’Italia. Un’Italia che ce la fa e che ci piace. La maglia del Terziario Donna si indossa tutta la vita. Anche in altri ruoli. E ognuna potrà anche individualmente continuare il percorso. Che non è solo Terziario Donna ma significa acquisire i ruoli nei territori, nelle categorie. Non per egocentrismo ma perché questa è la cosa più importante e necessaria al nostro Sistema, che ciascuna donna, capace e disposta a impegnarsi, possa fare: mettersi al servizio dei propri territori, della propria associazione, della propria categoria come siamo abituate noi e come abbiamo imparato a fare. Passiamo a chi resta, o arriva, il testimone consegnando un capitale che tutte insieme abbiamo costruito: un gruppo. Forte e vitale che continuerà a crescere, ne sono sicura. Siamo un laboratorio di competenze e motivazione, un “vivaio” da cui attingere a piene mani.

E’ il momento dei bei ricordi. Ne evoco uno significativo. Nel 2012 il nostro primo evento pubblico dal titolo “Donne e Governance”. Molte di voi c’erano. Obiettivi di qualità di contenuti che passarono anche dalla sfida delle presenze da fare arrivare a Roma. Quando occorreva fare la scelta della sala, (noi che più della sala Solari da 40 posti non avevamo mai occupato), i funzionari si preoccuparono quando io proposi la sala Orlando, questa sala, la sala massima come capienza. Mi dicevano imbarazzati “sa presidente certamente Lei a Palermo sarà forte come visibilità e traino e non avrebbe problemi, ma qua siamo a Roma. Con eventi ogni giorno, e anche più di uno. Riempire una sala così grande è complicato, sarebbe preferibile impegnare una sala più piccola, una di quelle laterali.” Comprendevo che con delicatezza tentavano di proteggermi. E certo non potevano sapere che il giorno dell’evento sarebbe stato in concomitanza con la settimana di nevicata storica in tutta Italia. Eppure quello è stato il primo segnale della fiducia che mi avete dato e del dono della pervicacia, serietà e partecipazione convinta che avete tributato in questi anni di impegno. Vi ricordate? Quel martedì di febbraio fu in concomitanza di una storica nevicata che immobilizzò l’Italia con voli cancellati e un intero Paese bloccato. Non fu una sfida da poco. Eppure fummo capaci di riempire questa sala. Con colleghe che arrivarono da ogni parte d’Italia. Non solo questa sala fu gremita ma si occuparono tutte le sale laterali collegate perché qui non vi erano più posti a sedere e in piedi. Avete sfidato neve, voli cancellati, avete riempito pullman, coinvolto consigliere, convinte ad una ad una e quella sala gremita con tutte le altre sale piene non la dimenticherò mai! I contenuti poi di quel primo evento furono cruciali.

“Donne e Governance” portava all’attenzione l’approccio alla questione di genere dal punto di vista giuridico. L’abbiamo chiamato Deficit di Democrazia. Abbiamo posto il tema della democrazia paritaria come punto di partenza del nostro impegno, consapevoli che fosse prima culturale e giuridico ma strettamente legato allo sviluppo del Paese e alla sua economia. E all’impegno della Confederazione per accendere i motori di ripresa economica. Oggi più che mai. Noi l’abbiamo detto e ripetuto: una società oggi è tanto più forte quanto più realizza pari opportunità di rappresentanza di donne e uomini in tutti i luoghi di decisione. Se non si agevola il lavoro delle donne si deprime non solo la legittimità quanto l’efficacia dei risultati. Perché non si tiene pienamente conto degli interessi, delle esigenze e dei talenti di un popolo nel suo complesso. Contrariamente a quanto postulano chiaramente gli artt. 3 e 51 della nostra Costituzione. Da qui un pilastro della nostra azione. Il cambiamento per giungere a una democrazia paritaria.

L’altra evidenza di quel primo evento fu la presenza del nostro presidente Sangalli, osservatore attento e vicino già da quel nostro debutto pubblico in cui sostenemmo che la scarsa presenza delle donne ai vari livelli della vita economica, politica, e sociale e nella governance di un Paese è una questione culturale ma è soprattutto, per quello che ci riguarda più da vicino, una questione economica, una perdita inaccettabile, che non possiamo più permetterci. Per quanto riguarda la nostra Confederazione possiamo dire che qualcosa è successo. In questi anni la presenza delle donne negli Organi Confcommercio è cresciuta sensibilmente e questo ci fa ben sperare in 3 una presenza sempre più significativa e sostanziale. Attraverso i buoni esempi e un “protagonismo” differente. Cose che non sono passate inosservate.

Ma andiamo ai numeri che riguardano l’imprenditoria femminile del nostro Paese che sta pagando il conto più salato della crisi innescata dal Covid_19. I dati ci prefigurano un contesto drammatico ed obbligano – non più suggeriscono - a porre come centrale nell'agenda politica il tema dell'occupazione femminile. Tanto più quando i dati dicono che alla presenza femminile nell’impresa si associa a maggiore attenzione a profili di welfare, di etica, più rispetto dell’ambiente. Maggiori performance. Tutti aspetti che sono alla base dei modelli economici proposti dal Gruppo e che puntano sui concetti di equità e di sostenibilità. Gli stessi principi che oggi ritroviamo come cardine fondamentale su cui si poggia il NextGenerationUE e su cui saremo valutati dall’Europa credibili o no.
Per anni abbiamo sostenuto che le Donne sono il capitale inespresso del Paese. Se il tema dell'imprenditoria femminile è stato sinora relegato a “questione di disparità sociale”, oggi più che mai deve diventare “questione economica”. Non a caso il PNRR pone la direttiva della coesione sociale come strategia per la ripresa. Non è solo una questione di equità. Le donne sono un potenziale inespresso su cui puntare. Siamo state pioniere, possiamo dirlo, di principi considerati oggi come linee guida del PNRR. Questo parla di resilienza. Un sostantivo femminile, certamente una soft skll che le donne allenano tutta la vita. Se ne vede il riflesso nelle tante imprese a guida femminile che stanno “riorganizzando” le loro attività, con una determinazione, un coraggio ed una intraprendenza che va premiata perché rappresenta il loro amore per questo Paese. Sono tante le donne imprenditrici che nella crisi hanno reagito, riorganizzando il futuro delle loro imprese, dei loro dipendenti e delle loro famiglie. Non hanno mollato. Hanno sfidato le difficoltà. Hanno scoperto aspetti inesplorati. Hanno colto con anticipo i trend del periodo. Sono state e sono attente al dettaglio, al prodotto di nicchia. Sono naturalmente protese verso tutto quanto fa capo al settore dei servizi. Hanno trovato dentro di sé la forza che nasce proprio dal senso di “protezione” del loro progetto di vita che coincide con quello di azienda.
 
Vorrei ricordare 3 obiettivi emblematici. Formazione: ci siamo impegnate molto in questa attività. Portando i progetti sui territori, nel segno dell’innovazione e del cambiamento. Anche in questo anno e mezzo di crisi pandemica. Abbiamo voluto fornire la cassetta degli attrezzi. Perché attraversiamo una crisi che stravolge il modo di fare impresa. Al primo obiettivo lego il secondo: ossia Lungimiranza di visione con le attività del Terziario Donna LAB e la creazione del nostro Manifesto Ogni anno il Terziario Donna LAB per affinare conoscenze, elaborare progetti, cogliere nuove tendenze del mercato.
 
I nostri Terziario Donna LAB sono stati uno straordinario momento formativo. Abbiamo elaborato soluzioni innovative. Abbiamo, diciamolo, anticipato il futuro. Lo dicono i titoli con cui ci siamo misurate. Lo confermano le scelte consolidate nel PNRR. Che adesso dovrà opportunamente da teoria tradursi in realtà, ma siamo convinte che quei concetti possano essere il presupposto di ripresa e sviluppo e della nostra economia.
 
Ultimo nostro TDLab quello dedicato all’Economia generativa, il TDLAB 2021. E’ il contenitore dentro cui ci stanno i principali temi sviluppati nel corso dei nostri lavori. A cominciare dall’ Economia del Bene Essere parola simbolo con cui Terziario Donna dà valore a nuove forme di economia. Abilità imprenditoriale unita a sostenibilità e cura per l’ambiente. L’Economia del nuovo Umanesimo, per uno sviluppo sostenibile anche dal punto di vista sociale ed etico. In grado di mettere al centro la persona. È l’economia dello slow shopping, del negozio sotto casa, che fa di un luogo una città e di una città una comunità. Dove le persone si incontrano, si connettono, creano relazioni. L’economia che si nutre di fiducia, di cultura, di saperi, di valori. Che non verrà meno, nonostante nuove attitudini, perché le persone avranno sempre desiderio di provare emozioni, di entrare in relazione con gli altri, di vivere esperienze. Abbiamo detto e ripetiamo: gli strumenti digitali a disposizione serviranno ad aggiungere servizi ma non sostituiranno il commercio fisico, soprattutto di alcuni settori.
 
L’economia della Bellezza l’espressione più suggestiva ma anche più autentica dell’economia del nostro Paese per tutto il mondo il Bel Paese, ossia sinonimo di bellezza, ossia cultura, arte, monumenti, paesaggio, qualità di vita, cucina, “buon gusto” e design di alto livello. L’economia della Cultura e dei Saperi, che si basa sulla forza dirompente di una nazione come l’Italia il primo Paese al mondo per la sua influenza culturale. E’ la cultura che produce valore mediante significati. Vogliamo vendere significati e non prodotti. Il racconto, lo storytelling spiega la valenza simbolica ed evocativa che esprimono e raccontano i beni. Il "quanto vale" contrapposto al "quanto costa. Perché come diceva Kant ci sono cose che hanno un prezzo altre che hanno dignità ( e valore) e non hanno prezzo.
 
L’Economia della Felicità, l’economia che vuole migliorare la vita della gente. Cercare il benessere senza disumanizzare. Senza lasciare nessuno indietro. Senza disuguaglianze o fratture. Per realizzare equità sociale e sostenibilità ambientale, un'impresa migliore in una società migliore. La chiamiamo “generatività”, che aumenta la soddisfazione di vita personale e il bene comune. Perseguendo il Fil, il tasso di felicità interno lordo, prima del Pil perché il PIL non è un parametro sufficiente. Occorre una visione più ampia. Devono valutarsi i valori sociali oltre al valore economico.
 
Ma la sintesi dei nostri valori di vita, familiari e di impresa li abbiamo affermati nel nostro Manifesto che è stata l’operazione generatività per eccellenza. L’economista Becchetti l’ha preso ad esempio in suoi articoli e interventi riconoscendolo come “esempio di prospettiva fondamentale. Un dono che la società civile vuole dare al Paese e alle forze politiche responsabili. Un contributo forte per costruire quella nuova visione di società che permetta all’Italia di ripartire.” 
 
Ricordo due importanti risultati. Terziario Donna finora era, da statuto, in Consiglio confederale. Oggi siamo di diritto e da statuto anche in Giunta, che è l’organo esecutivo. Un cambiamento realizzato non solo a parole, ma scolpito nella “pietra” miliare del nostro statuto! Risultato ottenuto grazie a un impegno costruttivo e operoso. Risultato che sarà declinato con la serietà e l’impegno che ci contraddistinguono e di cui in questi anni crediamo di aver dato buona prova. Declinato con i valori che abbiamo messo al centro. E che ci rendono portatrici di cambiamento ma anche depositarie di fiducia. Ma non solo di diritto abbiamo rafforzato la nostra presenza. È bene ricordare che anche i numeri delle presenze in consiglio, in giunta e delle vice presidenti sono cresciuti. 
 
Infine un importante risultato: avere ottenuto, anche con il nostro forte contributo, che nella Legge di Bilancio 2021 ci sia la dotazione di 40 mln di euro per 2021 e 2022 per il Fondo per l‘Imprenditoria Femminile. Avrei voluto arrivare a questa Assemblea con il decreto attuativo per lo sblocco delle risorse che vi anticipo prevedono incentivi a fondo perduto sia per le imprese femminili esistenti che è più che mai urgente sostenere, che per la nascita di nuova impresa. Questo Fondo appena operativo potrà essere una leva importante per l’imprenditoria femminile e per il ruolo del Terziario Donna sul territorio insieme alle Associazioni come accadde per la legge 215/90.
 
Dedico questa mia ultima assemblea da Presidente nazionale Terziario Donna alle donne ma anche agli uomini che hanno il peso di rimettere in piedi il nostro Paese. A tutte le imprenditrici che quotidianamente fanno l’ordinario in modo straordinario. C'è una “straordinarietà” nell'essere ordinarie. Quelle che, come direbbe Santa Caterina da Siena, fanno l’ordinario in modo straordinario. “Ordinario” e “Straordinario”, due parole che sembrano non avere niente in comune. Due mondi diversi in fondo. Uno comune, uno fuori dal comune. Eppure noi siamo così. Perché in noi c’è uno Straordinario Ordinario e un Ordinario Straordinario. C’è una vita qualunque, ordinaria, vissuta a casa, dietro ai nostri figli, ad aprire ogni giorno i nostri negozi, le nostre aziende, i nostri bar e ristoranti, i nostri studi professionali, i nostri alberghi, attività da portare avanti con mille affanni, vita vissuta a rendere con le nostre attività anche la città più bella e il futuro migliore. L’ordinario che si può affrontare in maniera eroica, straordinaria, mettendo dentro tutto quello che si ha, tutto l’Amore che c’è, senza risparmi. La capacità di rimanere nell’Ordinario a volte ha proprio dello Straordinario, perché è la vita nella sua semplice unicità a richiedere compiti di eroismo quotidiano. Facendo anche “ordinariamente” il proprio dovere. Non è quello che fai ad essere semplicemente ordinario o straordinario, ma come lo fai a renderlo tale.
 
E a questo punto consentitemi un pensiero speciale a tutti coloro, ordinari e straordinari, che mi hanno supportato in questi anni con le loro attività. Un grazie di cuore ai collaboratori di Confcommercio ma anche ai professionisti esterni. Ringrazio tutti, chi c’è adesso e anche chi c’era prima. E poi chi mi ha supportata nella segreteria prima e adesso. Un pensiero speciale alla nostra preziosa Enrica Cimaglia, mi mancherà oltre che la sua bravura anche il suo saper fare tutto con il sorriso. La sua efficienza delicata e gentile. Credo che oltre la preparazione il segreto della sua efficienza sia di mettere amore in ciò che fa, e si vede!
 
Un grazie riconoscente al Presidente Sangalli, a colui che anche senza saperlo ha esercitato un’attività di mentoring costante. Più di tante parole e ringraziamenti formali parlano le immagini. Queste sono le nostre foto che ci ritraggono insieme in questi anni. Le foto durante il mandato con accanto il Presidente a esprimere vicinanza, sostegno, lealtà. L’affetto e l’amicizia sono doni preziosi, patrimonio umano inestimabile di questa esperienza straordinaria.
 
E prima di salutarci una riflessione che riprendo dalle parole di Paulo Coelho che forse spiega ancora meglio perché questo non è per me un saluto mesto ma gioioso. “Nel corso della propria esistenza ogni essere umano può adottare due atteggiamenti: Costruire o Piantare. I costruttori possono dilungarsi per anni nei loro compiti, ma arriva un giorno in cui terminano la propria opera. A quel punto si fermano, e il loro spazio risulta limitato dalle pareti che hanno eretto. Quando la costruzione è finita la vita perde di significato. Poi ci sono quelli che piantano: talvolta soffrono per le tempeste e le stagioni, e raramente riposano. Ma al contrario di un edificio, il giardino non smette mai di svilupparsi. Esso richiede l’attenzione continua del giardiniere ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere una grande avventura.
I giardinieri sapranno sempre riconoscersi l’un l’altro.” (Tratto da “Brida” di Paulo Coelho)
 
Un abbraccio fortissimo alle amiche del Consiglio nazionale. Con loro ho condiviso non solo un’importante fase nella storia dell’associazione. Ma un percorso di vita. Ci hanno unito visioni, valori, etica e impegno civile. Grazie di cuore per esserci state e per avermi accompagnato in questo meraviglioso itinerario. Grazie di cuore per la vostra gratitudine alle volte manifestata anche con un messaggio che scaldava il cuore e mi ripagava dell’impegno. Grazie di cuore a chi è stata protagonista di supporto anche silenziosa e dietro le quinte ma efficace. Ho ricordi sindacali salienti ma anche ricordi di complicità costruttiva. Grazie a voi ho sperimentato non solo la differenza tra un gruppo e una squadra, ma l’Isola felice anzi l’arcipelago felice, fatto di intelligenze e di sensibilità, di persone connesse dai propri valori, arcipelago fatto di amicizia solida, leale, come lo è quella tra le persone che condividono gli stessi valori familiari, aziendali, soprattutto umani.
 
Per questo noi andiamo oltre il saper fare squadra. La parola chiave della nostra forza è sorellanza, che significa unione forte di intenti comuni, di intesa, di solidarietà, la capacità di darsi sostegno per portare avanti il cambiamento.
 
Grazie di cuore a tutte e a ciascuna di voi, sono stata fortunata a ritrovarmi queste belle persone… forse il cognome che porto mi ha aiutata…lassù qualcuno mi ama… Avanti donne, il Paese ha bisogno della nostra testa, delle nostre braccia, delle nostre gambe, ma soprattutto del nostro cuore! Adesso il vostro applauso più sentito non fatelo a me, facciamolo a noi!
 
Ognuna di noi è un pezzo di storia di questo straordinario gruppo, del protagonismo diffuso perché vedete Goethe diceva “l’occhio vede ciò che la mente conosce”. Ad una ad una chiamerò qua accanto a me le mie Vice Presidenti e tutte le mie Consigliere perché questo applauso possiate tributarlo a ciascuna di loro e così a ciascuna di voi per quello che sapete fare nelle vostre aziende e nei vostri territori.
 
Alle mie straordinarie compagne di viaggio, ricercatrici di senso, va la dedica del Manifesto: < A voi che mettete al centro i vostri valori, a voi che sperate in una società più prospera e più giusta, a voi portatrici sane di cambiamento, a voi che desiderate essere protagoniste del vostro futuro>.
 
E ricordatevi che come diceva Steve Jobs “Le persone che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo sono coloro che lo cambiano davvero!!!!”