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3 agosto, 2021

Il bene comune della nostra terra: mettiamoci la faccia.

Sin dall’inizio del mio mandato quale Presidente di Confcommercio Palermo mi sono sempre prodigata per un dialogo costante e fattivo con le Forze dell’Ordine e con la Prefettura, che rappresenta il più alto presidio dello Stato sul territorio. Alle Forze dell’Ordine, in particolare, ho sempre voluto manifestare - a nome di tutta la categoria - apprezzamento e gratitudine per l’incessante lavoro svolto sul territorio a tutela dei cittadini e delle imprese.

Non passano infatti mai inosservate alla nostra attenzione le tantissime operazioni delle Forze dell’Ordine che intervengono ad arginare il già duro lavoro degli imprenditori nel nostro territorio, contro reati quali l’estorsione, la ricettazione, i reati contro il patrimonio e tutti quelli che colpiscono l’economia reale.

Alle notizie di operazioni di contrasto ai fenomeni di criminalità sul territorio, in particolare quelli che colpiscono in particolare l’economia e gli imprenditori, manifesto costantemente l’apprezzamento di tutto il sistema Confcommercio.

Certa che il tangibile impegno nel contrasto alla criminalità organizzata portato quotidianamente avanti dalle Istituzioni, ovvero da magistratura e Forze dell’Ordine, contribuisce ad accrescere il senso di fiducia e di coraggio di imprenditori e commercianti e di quanti hanno il dovere di adoperarsi a favore della legalità.

Credo fermamente che chi è all’apice di un’associazione di categoria debba dare il giusto riconoscimento, sostenere, dare evidenza, alzare l’immagine delle categorie rappresentate di cui si è rappresentanti e portavoce.

E’ questa, a mio avviso, l’essenza del pensiero etico e dell’impegno civico che dobbiamo sostenere per realizzare quel cambiamento culturale necessario. Perché ogni forma di illegalità colpisce la libera sana impresa e ne altera il senso.

Credo che chi assolve il delicato ruolo di rappresentanza di economiche e commerciali, debba ‘metterci la faccia’. Subire, o anche solo tollerare, per paura, per convenienza o ancor peggio per assuefazione, non è solo illegale, ma rende ‘complice’ di chi non vuole un’economia sana.

Al contrario, ogni operazione portata ‘a segno’ costituisce per gli imprenditori perbene una straordinaria iniezione di fiducia e conferma il costante impegno dello Stato a difesa della legalità e dell’economia reale. E fornisce un’ulteriore spinta a ulteriori denunce di vessazioni e coercizioni subite.

Dobbiamo assumerci in prima persona la responsabilità del cambiamento.

E’ scritto chiaramente nel Manifesto del Terziario Donna, che rappresenta la carta di valori personali, di vita e di impresa di noi imprenditori: <Perseguiamo la legalità e i valori della Costituzione con forza, senza se e senza ma. Non offriamo mai spazio a condizionamenti impropri. Respingiamo l’estorsione e ogni violenza. Rispettare e affermare la legalità è cosa importante in sé. Ma significa anche avere rispetto di noi stessi, il piacere di essere liberi, l’orgoglio di essere degni.>

Come diceva Sant’Agostino: Le Parole insegnano, ma gli esempi trascinano!