256 Vida Superadmin Articoli
22 settembre, 2021

Ripartire da Green Economy e digitale

Siamo indietro. L’Agenda 2030 sullo Sviluppo sostenibile chiede un impegno concreto verso le nuove economie (green economy e blu economy) al fine di avere “un miglioramento del benessere umano e dell’equità sociale, riducendo al contempo in modo significativo i rischi ambientali ed i deficit ecologici”.

E lo stesso monito, a dare priorità alla transizione digitale ed ecologica, ci arriva dall’Europa che mette questi temi al centro del Piano di Ripresa e Resilienza.

Ma nessuna transizione è possibile, se non si formano le competenze necessarie ad affrontarla. Tra le cose che più di tutte servono alla ripresa economica delle aziende, vi è quindi bisogno di formare competenze innovative a sostegno delle nuove economie. Dalla rigenerazione urbana, all’economia circolare, alla nuova agricoltura sostenibile, al green new deal per la mobilità: le aziende che vogliono essere competitive devono spostare il loro core business verso i nuovi paradigmi economici.

E’ per prima l’OCSE a sottolineare l’urgenza di investire in competenze green e digitali, al fine di rispondere alla domanda di nuove o emergenti attività economiche e riscontrare i cambiamenti strutturali dei sistemi economici, resi ancora più urgenti dagli effetti della pandemia.

E noi imprese del Terziario di mercato possiamo e vogliamo essere un traino. Vogliamo affermare un modello che rigeneri la creazione di valori non solo economici ma anche sociali e ambientali.

Siamo infatti convinti da sempre che siano proprio le piccole imprese che possano guidare le rivoluzioni green e digitale costruendo un nuovo modo di fare impresa, che esalta la bellezza dell’Italia e costruisce un futuro davvero sostenibile per le nuove generazioni.

La nostra cultura d’impresa ha da sempre al centro la persona. E guarda al futuro. È il nostro punto fermo. Non concepiamo uno sviluppo di fatturati e profitti che non sia anche equo ed etico.

La pandemia ha fortemente impattato sui sistemi economici. E per costruire una ripresa ‘solida’ necessita di cambiare i modelli di mercato.

Come abbiamo affermato al punto 10 del Manifesto Terziario Donne <L’Economia ha bisogno di nuovi modelli. Che abbiano al centro prosperità, qualità della vita, convivenza tra diversi, emozioni e felicità. Produzione e scambio devono avere il sapore dell’etica. Cerchiamo il benessere. Ma non c’è benessere senza “Bene Essere”>.

Questo sarà il nostro impegno: innovare per costruire un futuro in cui il Bene Essere e l’equità sociale siano i valori distintivi delle nostre imprese. Coniugare produttività e benessere per ridare slancio e opportunità di crescita qualitativa all’economia italiana.