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7 ottobre, 2021

Bellezza e Terziario di mercato, un binomio inscindibile

La bellezza dell’Italia è la nostra cultura, sono le nostre capacità, sono i nostri talenti.

L’Italia è  Bellezza, per cultura e arte, monumenti e natura. Cui si legano alimentazione e gusto, turismo e  moda. Inoltre la bellezza è  amica dell’azione virtuosa, del progresso. Evoca modernità e contrasta la dissoluzione. E’ l’opposto del nichilismo che è ormai malattia diffusa del nostro tempo.

Nessun segmento di mercato è più custode e produttore di bellezza di quanto non lo sia il Terziario di mercato.

Per questo noi imprenditori ed imprenditrici del terziario di mercato abbiamo il ‘dovere’ di innovare le nostre imprese per prepararle ad essere produttrici di bellezza e a saperla vendere bene.

I principi etici delle imprese del sistema Confcommercio sono le fondamenta di quel nuovo Umanesimo che portiamo avanti con determinazione, e che mette la persona al centro di qualsiasi sistema di impresa.

Ed è esattamente questo che fanno i negozi sotto casa: mettono al centro dell’economia di un territorio la sua comunità. Attraverso le nostre imprese contribuiamo a mettere in moto le città.

Lo abbiamo scritto al punto 15 dl Manifesto di Terziario Donna Confcommercio: <I nostri “luoghi” diventano “città” con le attività che mettiamo in moto. E le città devono diventare “comunità di senso”>.

Nella nuova economia, quello che ci distinguerà sempre più non sarà la vendita di prodotti, ma la costruzione di significati.

Le variabili che entrano in campo sono molteplici e anche una loro piccola variazione può incidere significativamente, in positivo o in negativo, sull’esperienza complessiva di vendita. È il caso di un soggiorno in albergo o di una cena al ristorante dove l’accoglienza del cliente impatta moltissimo sulla complessiva soddisfazione. Esistono poi servizi in cui l’intangibilità di quanto offerto e l’asimmetria informativa con il cliente rende più complesso far comprendere la qualità della proposta e giustificarne per esempio il prezzo.

Diventa allora fondamentale la capacità di comunicare tutto ciò che si vende in uno con il prodotto, ovvero quel senso di ‘Bellezza’ che rappresenta e che è quello che poi genera valore e che crea una relazione. Bellezza diventa l’essere percepiti come degni di fiducia e saper dare concretezza a quanto offerto; diventa l’essere credibili.

Economia della Bellezza è allora anche il saper instaurare con i clienti un rapporto che si nutra di buone relazioni, di fiducia, di cultura, di saperi, di valori. Per determinare una identità e uno stile. Il nostro fine è concreto. Perché su questo, ne siamo convinti, si vende di più. E si vende meglio. E si costruisce Bellezza.