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5 novembre, 2021

Delegata Confcommercio alla legalità e sicurezza: una nuova pagina nella continuità del mio impegno per la legalità

Punto 12 del Manifesto Terziario Donna Confcommercio sul modello di impresa: <Per noi “fare” significa una cosa sola: fare bene. Dove “bene” significa, pur con i nostri limiti, fare ogni giorno il meglio che possiamo, fare bene e farlo da persone perbene.>

Assumo l'incarico di responsabile nazionale legalitá e sicurezza di Confcommercio Imprese per l’Italia, consapevole della grande responsabilità, da sempre convinta che non ci può essere sviluppo e imprenditoria sana se non sono garantite legalità e sicurezza.

La criminalità e l’illegalità di ogni genere sono diseconomia per le aziende sane, tanto più grave in un momento di grande fragilità come è il momento attuale, in cui il comparto del terziario di mercato è stata flagellato dalla pandemia e deve ora affrontare un’impegnativa stagione di ripresa.

Un compito quindi strategico per tutto il sistema che mette insieme ben 700.000 imprese, la dorsale pulsante dell’economia nazionale, nel momento in cui occorreranno garanzie che le risorse del PNRR non vengano distratte dal sostenere la ripresa dell'economia sana.

Il malaffare e la corruzione, ma anche l’indifferenza, l’inefficienza e l’inerzia, la contraffazione e l’abusivismo, sono mine contro l’economia legale e la libera concorrenza e diventano terreno fertile per la criminalità che tenta di infiltrarsi nella nostra economia diventando una delle principali cause del mancato sviluppo.

Fenomeni come racket, usura ma anche la corruzione hanno ancora una pesante incidenza che minaccia, in questo drammatico momento di emergenza, la vita delle imprese, in molti casi piegate dalla mancanza di liquidità e dalla difficoltà ad accedere al credito e purtroppo sempre più a rischio di pressioni della criminalità.

Confcommercio ha sempre portato avanti con forza la cultura della legalità, operando e realizzandola nei fatti, convinti che non può bastare, da sola, la preziosa attività svolta sul territorio dalla magistratura e dalle forze dell’Ordine. Un’attività incisiva e permanente, quella dello Stato, che ha alimentato quel clima di fiducia indispensabile per contribuire a realizzare quell’inversione di tendenza necessaria e non più rimandabile.

E per questo sin dall’inizio del mio mandato quale Presidente di Confcommercio Palermo mi sono sempre prodigata per un dialogo costante e fattivo con le Forze dell’Ordine e con la Prefettura. Alle Forze dell’Ordine, in particolare, ho sempre voluto manifestare - a nome di tutta la categoria - apprezzamento e gratitudine per l’incessante lavoro svolto sul territorio a tutela dei cittadini e delle imprese ed offerto continua collaborazione. 

Confcommercio, che è la più grande organizzazione di rappresentanza sul territorio nazionale, rappresenta uno spaccato fortemente significativo dell’economia. E proprio da qui deve partire il cambiamento culturale.

Nel nostro sistema, fatto di micro, piccole e medie imprese, la legalità siamo abituati a praticarla, anche nelle azioni di buon vivere quotidiano, con i fatti e non solo a parole, e per questo da sempre riteniamo che sia importante che ognuno faccia la propria parte.

Siamo infatti convinti di quanto sia importante il ruolo di Confcommercio per il rafforzamento di un tessuto economico sano e di un concreto cambiamento culturale che parta proprio dagli attori che dall’illegalità subiscono un danno diretto.

E’ scritto chiaramente nel Manifesto del Terziario Donna, che rappresenta la carta di valori personali, di vita e di impresa di noi imprenditori: <Perseguiamo la legalità e i valori della Costituzione con forza, senza se e senza ma. Non offriamo mai spazio a condizionamenti impropri. Respingiamo l’estorsione e ogni violenza. Rispettare e affermare la legalità è cosa importante in sé. Ma significa anche avere rispetto di noi stessi, il piacere di essere liberi, l’orgoglio di essere degni.>

Sono stati fatti tanti passi avanti, soprattutto dai tempi del barbaro assassinio di Libero Grassi, ma tantissimo c’è ancora da fare, come è evidenziato dall’ultimo report del Centro Studi di Confcommercio sul fenomeno dell’usura, secondo il quale 35.000 piccole aziende del commercio sono a rischio e secondo cui aumenta sensibilmente la percezione del pericolo e dell’insicurezza. E come emerge pure dal Report della DIA di settembre 2021 che lancia l’allarme sulla permeabilità dei fondi PNRR da parte della criminalità organizzata.

La garanzia di legalità in un Paese civile è strettamente legato al diritto di libera impresa e per esercitarlo è indispensabile pretendere non solo sicurezza ma anche standard elevati di efficienza, con tempi rapidi e certi, nei servizi alle imprese da parte della pubblica amministrazione, leggi chiare ed efficaci, una politica del credito più adeguata alle esigenze e una minore pervasività della burocrazia: anche questi sono fattori decisivi per combattere la corruzione e favorire lo sviluppo e le attività imprenditoriali.

Legalità e sviluppo sono un binomio inscindibile, fondamentale in un momento in cui l’economia del Paese si avvia a ripartire dopo anni di crisi ed una emergenza sanitaria, economica e sociale senza precedenti, con la prospettiva di importanti investimenti, a partire dal Pnrr, che dovranno garantire un salto qualitativo e quantitativo delle attività imprenditoriali.

Con queste premesse, che costituiscono già una premessa dei miei immediati impegni di lavoro assumo l’incarico che il Presidente Sangalli mi ha voluto assegnare, guardando forse proprio il mio impegno nel sistema, consapevole dell’importanza ma anche della responsabilità di compiere un percorso che contraddistingue Confcommercio traendo significato pregnante dal punto 12 del Manifesto Terziario Donna.

Per affermare sempre più il nostro modello di impresa “per bene” da imprenditori e imprenditrici, insomma persone che innanzitutto aderiscono ad un sistema di valori irrinunciabili nella vita come in azienda.