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22 novembre, 2021

Planet, People, Profit: si impone un nuovo modello di impresa eco-sostenibile che guarda al futuro

Un’impresa eco-sostenibile è una realtà organizzata sul modello delle tre P, illustrato per la prima volta nel 1994 da John Elkington.

Che oggi grazie ad una nuova consapevolezza imprenditoriale in Confcommercio sta diventando una realtà, che sempre più coniuga il livello ambientale ed il livello sociale con quello economico.

Planet’, ‘People’ e ‘Profit’, ovvero Pianeta (livello ambientale), Persone (livello sociale) e Profitto (livello economico): queste sono le fondamenta di un’impresa modellata sul paradigma dello sviluppo sostenibile.

La sostenibilità è dunque l’insieme di tutte quelle politiche aziendali che permettono a un impresa di perseguire una combinazione virtuosa delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile. Grazie alla sostenibilità divengono un unicum con la strategia aziendale, i processi ed i prodotti del business i valori etici che rappresentano il credo aziendale (e dell’imprenditore).

Condurre il proprio business in modo sostenibile significa allora, prima di tutto, gestire in modo efficiente e strategico le risorse a disposizione, che siano naturali, finanziarie, umane o relazionali.

In questo modo si genera valore per l’impresa e si ha la possibilità di contribuire alla crescita, al miglioramento e allo sviluppo socio-economico delle comunità in cui l’azienda opera e degli attori che compongono la sua catena del valore.

L’obiettivo è chiaro: generare valore che vada oltre il bene individuale, e che operi in una prospettiva di lungo periodo.

Perseguire uno sviluppo sostenibile significa infatti creare valore oggi ma pensando anche a creare valore per le generazioni future.

Per fare ciò, l’impresa deve ripensarsi ed adottare pratiche innovative che le permettano di comprendere e dare risposta alla complessità del contesto in cui opera. Deve inoltre saper tessere una relazione strutturata e costante con i propri stakeholder, orientando il percorso di crescita lungo una direttrice che coniuga crescita economica, sviluppo sociale e salvaguardia del patrimonio naturale.

Per riuscirci, è fondamentale che adotti un approccio sistemico, inclusivo e trasparente, che sviluppi un forte orientamento all’innovazione e migliori la sua capacità di misurare le decisioni di business analizzando tutti gli impatti (economici e non) che esse determinano, nel breve, nel medio e nel lungo periodo.

L’economia sostenibile mette allora insieme quelle che sono le visioni che come Confcommercio portiamo avanti da tempo, l’economia del bene-essere e l’economia della felicità, ma soprattutto realizza quel modello di nuovo umanesimo che è alla base del nostro modello di impresa. Un’impresa non orientata soltanto al profitto, ma protesa al benessere e al miglioramento della qualità della vita. Un’impresa che sa di essere elemento centrale nella rigenerazione delle città e nel perseguimento delle direttrici di sviluppo contenute nell’Agenda globale per lo sviluppo sostenibile 2030 delle Nazioni Unite.

Un’impresa eco-sostenibile è allora un’impresa che sa di essere protagonista del cambiamento.

Il Rapporto Brutland che per primo lanci l’idea dello sviluppo sostenibile lo indica d’altronde non quale idea ‘statica’ ma proprio quale intenzione di un cambiamento permanente che metta in relazione i bisogni di crescita con le esigenze di trasformazione puntando ad affermare un nuovo umanesimo che metta al centro la tutela dei bisogni di tutti gli individui: «Lo sviluppo sostenibile, lungi dall'essere una definitiva condizione di armonia, è piuttosto un processo di cambiamento tale per cui lo sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l'orientamento dello sviluppo tecnologico e i cambiamenti istituzionali siano resi coerenti con i bisogni futuri oltre che con gli attuali»