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23 marzo, 2022

Il Manifesto del Terziario Donna patrimonio e guida di Confcommercio

<L’economia ha bisogno di nuovi modelli. Che mettano al centro prosperità, qualità della vita, convivenza tra diversi, emozioni e felicità, Produzione e scambio devono avere il respiro dell’etica. Cerchiamo il benessere. Ma non c’è benessere senza “Bene Essere”>.

Il Manifesto del Terziario Donna Confcommercio è qualcosa di cui vado particolarmente fiera. Lo utilizzo come “biglietto da visita” quando vado a convegni e incontri istituzionali in rappresentanza di Confcommercio.

Perché per me non è solo uno strumento di comunicazione ma anche di rappresentanza. Racconta a chi incontro chi siamo e cosa rappresentiamo ma anche cosa desideriamo come sviluppo: un progresso economico ma anche sociale.

Per chi è abituato ad una gestione del potere ‘muscolare’ può sembrare una banalità. E invece è l’espressione della rappresentanza che interpreta il “sentire” della base.

Con questo documento, insieme alla straordinaria squadra di Donne con cui ho condiviso i miei 10 anni di guida del Terziario Donna Confcommercio, si è fatto molto di più di quanto non si comunichi in incontri, convegni e riunioni.

Il Manifesto rappresenta la Carta dei valori di vita e d’impresa, che noi imprese di Confcommercio riteniamo basilari, come il rispetto degli altri e delle regole, investire sulla bellezza, valorizzare il talento e il merito, lasciarsi guidare dall’etica.

Valori che vanno rimessi al centro in un momento in cui l’Italia sembra aver smarrito molti riferimenti credibili, autorevoli e imprescindibili.

Il Manifesto ci invita a lavorare per il bene collettivo, a ricercare il bene Essere, riconvertendo i nostri sistemi di impresa verso quel nuovo umanesimo a cui ci sprona Papa Francesco, ma che poi è insito nelle nostre imprese che mettono la persona al centro e si basano su senso di socialità e di comunità.

Lo abbiamo espresso con chiarezza al punto 14 del nostro Manifesto: <Cambiamo cultura e modi. Non solo guardando dentro noi stessi. Ma fuori. Ci può essere impresa migliore in una società migliore. Società ed economia devono progredire insieme, l’una integrandosi con l’altra>.

Il metodo che abbiamo proposto è quello della democrazia paritaria che riconduce la presenza delle donne non solo ad una questione etica, di civiltà, di merito e di legittimità ma anche di opportunità economica, visto la correlazione esistente tra prodotto interno lordo e lavoro femminile.

E purtroppo invece l’Italia è ancora tra i Paesi europei quello che usa al minimo il potenziale di sviluppo legato al lavoro femminile. Nessun Paese avrebbe da guadagnare più del nostro puntando su quella differenza di genere che dovrebbe rappresentare una risorsa per la società, se decidesse di valorizzare concretamente le donne.

La ripresa economica del Paese dipende anche da questo, da quanto sarà capace di garantire un adeguato sostegno a quel capitale dormiente del Paese che sono le donne. Per farlo serve investire su adeguate politiche familiari e di welfare. Ma non basta.

Serve una vera e propria rivoluzione culturale che proponga un solido modello di condivisione degli impegni tra uomo e donna in famiglia. E rilanci il lavoro femminile, soprattutto quello imprenditoriale e autonomo delle donne che decidono di avviare un’iniziativa economica.

Sulla donna gravano ancora totalmente o quasi, oltre ai lavori domestici, gli impegni cosiddetti di cura, ovvero della conduzione della crescita dei figli e di assistenza degli anziani.

Ed allora ripartiamo da Condivisione e Partecipazione.

E da una cultura di impresa progressista, attenta non solo ai problemi legati alle categorie o al mercato o all’economia, ma anche a temi più ampi, che attengono alla democrazia, perché anche da questo dipende il futuro dell’economia e del Paese.

Questo in Confcommercio è da tempo un principio assunto largamente, e con la guida illuminata del Presidente Sangalli abbiamo al nostro interno realizzato questo principio, aumentando la rappresentanza negli organi.

Oggi da vice presidente di Confcommercio ritengo l’incarico assunto da qualche mese alla legalità e alla sicurezza in piena continuità di significato con quei valori e quelle intenzioni che abbiamo segnato nel Manifesto nato nell’ambito della mia Presidenza del Terziario Donna ma patrimonio della Confederazione.