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19 giugno, 2022

Davanti alle sfide della geopolitica non ci tiriamo indietro, anzi rispondiamo con senso di responsabilità

Pensavamo fosse una parola che non appartenesse alla nostra generazione,  eppure da qualche mese anche noi imprenditori italiani dobbiamo fare i conti con il tema della ‘guerra’.

Con il richiamo alla guerra ha iniziato i lavori dell’Assemblea confederale del 2022 il Presidente Sangalli, sottolineando una tragica, dolorosa, consapevolezza: che dobbiamo – purtroppo – fare i conti con un nuovo drammatico virus, la guerra nel continente europeo. Un virus che va contrastato oggi con la stessa determinazione e caparbietà con la quale abbiamo vinto contro la pandemia.

Il vaccino contro la guerra esiste: sono i valori europeisti e democratici che da sempre ci contraddistinguono.  

<Abbiamo valori, cultura, legami e risorse per risolvere i problemi della situazione attuale. Abbiamo valori per superare le incognite delle crisi multiple planetarie. Abbiamo valori per guardare con speranza e con fiducia al futuro e per sanare le devastazioni – materiali e ideali – della guerra.>

Così il Presidente Sangalli ci ha invitato tutti ad affrontare con la solita responsabilità la crisi odierna e trasformare le preoccupazioni in azioni e l’incertezza in rafforzato senso di comunità.

L’Italia anche nel momento più buio ha reagito con impegno e responsabilità, cogliendo insperati successi. Le imprese hanno consentito una reazione vitale e robusta che ha superato ogni previsione: nel 2021, malgrado tutto, il PIL è cresciuto del 6,6%.

Dopo la pandemia, che ha già inferto colpi micidiali al sistema produttivo, è arrivata la guerra in Ucraina, ed alla crisi economica si sono aggiunte le conseguenze della crisi geo-politica, e tra queste le più insidiose la crisi energetica e la crisi dei consumi. 

Tra le tante conseguenze drammatiche per l’economia, si sono acuiti i problemi pregressi, tanto sul fronte delle quotazioni internazionali degli input energetici e delle altre materie prime, quanto sul versante dell’agibilità delle catene di fornitura globali. Nodi che rilanciano l’esigenza di un’azione coordinata sull’import strategico.

Per il 2022 la crescita reale del PIL è stimata intorno al 2,5%: una dinamica compressa da un’inflazione ipotizzata per quest’anno in media attorno al 6,5%.

La ripresa dei consumi sarà invece più lenta: solo a fine 2023 si ritornerà ai livelli pre-pandemia. E sempre se si risolveranno le tensioni che impattano sul quadro geopolitico ed influenzano il mercato delle materie prime ma anche i consumi a causa di una brusca frenata sulla fiducia.

Come Confederazione abbiamo una grande responsabilità: arginare la crisi economica e sociale e promuovere l’azione positiva. Siamo consapevoli del ruolo che esercitiamo ma anche della garanzia a cui siamo chiamati nell’essere da pungolo continuo alle Istituzioni.

Confcommercio c’è: lo abbiamo sempre provato e continuiamo a farlo con maggiore determinazione. Perché siamo consapevoli del momento eccezionale che richiede a noi organi della rappresentanza ancora maggiore impegno e senso di responsabilità.

L’Italia di oggi è, infatti, un Paese molto diverso da quello che abbiamo lasciato nel 2019. È un Paese per molti aspetti più povero, più fragile, più diviso dai divari tra territori, tra generazioni, tra generi, tra ceti sociali. 

Ma è anche un Paese che ha dimostrato di avere risorse materiali e morali eccezionali, persino insperate. E il nervo vitale di questa Italia sono proprio le imprese e i tantissimi imprenditori che nella crisi stanno riscoprendo nuova forza e nuova vitalità.

Abbiamo resistito, ci siamo trasformati, ed oggi ci stiamo re-inventando, affrontando sfide nuove decisive come quella della transizione digitale e della transizione ecologica. Senza mai perdere la capacità di interpretare lo spirito autentico dei valori in cui ci rivediamo e che danno senso e valore al nostro impegno.

Come ‘inciso’ al punto 16 del Manifesto di TerziarioDonna, attuale oggi più che mai: <Accettiamo la sfida dei mercati globali. Siamo deboli per competere sui prezzi ma possiamo combattere con altre armi. Mettendo al centro la Persona e le sue emozioni, i suoi gusti ed i suoi sensi, Valorizzando attitudini, premiando i talenti. Contribuendo con le nostre imprese migliorare società ed ambiente>.