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29 giugno, 2022

TRAME, Festival della letteratura: come Confcommercio scegliamo di stare dalla <parte giusta>

Ho partecipato in questi giorni a TRAME, il festival letterario sui temi della legalità, giunto alla sua undicesima edizione. Un’occasione per fare il punto della situazione sulle azioni volte ad incidere sul necessario cambiamento culturale.

Il mio intervento, nella qualità di delegata alla legalità e sicurezza di Confcommercio ha voluto portare lo sguardo di uno dei principali stakeholder di cambiamento del paese.

Confcommercio, la più rilevante e diffusa organizzazione di rappresentanza sul territorio nazionale, esprime infatti uno spaccato significativo dell'economia e della società. Ne siamo consapevoli, e per questo sentiamo la responsabilità di essere protagonisti dei suoi cambiamenti.

E’ ciò che ho voluto esprimere nell’introduzione del Manifesto di Terziario Donna <Se la realtà non ci piace (e non ci piace), abbiamo il dovere di lavorare ed organizzarci per cambiarla>.

Per Confcommercio la cultura della legalità è valore fondante di ogni attività, da esprimere in ogni azione ed in ogni scelta. Senza se e senza ma. Con impegno quotidiano e concreto, stando sul territorio, vicino a chi lavora e produce valore.

Scegliendo sempre di stare dalla ‘parte giusta’. Senza mai voltare la testa davanti alle manifestazioni di non trasparenza, opacità e violazione delle regole.

Nel nostro sistema, fatto di micro, piccole e medie imprese, la legalità siamo abituati a praticarla, nelle azioni di buon vivere quotidiano, con i fatti e non solo a parole, e per questo da sempre riteniamo che sia importante che ognuno faccia la propria parte.

Siamo convinti di quanto sia significativo il ruolo di Confcommercio per il rafforzamento di un tessuto economico sano e di un concreto cambiamento culturale che parta proprio dagli attori che dall’illegalità subiscono un danno diretto.

Bisogna evitare quell’antimafia parolaia e incoerente nelle azioni (che ha danneggiato tanto anche il nostro sistema) e costruire diffusamente le condizioni perché si sviluppino gli anticorpi al malaffare.

Senza legalità e senza sicurezza, non c’è sviluppo e non c’è impresa. Ma serve fare sistema. Il malaffare e la corruzione, ma anche l'indifferenza, l'inefficienza e l'inerzia amministrativa sono ostacoli all'economia legale ed alla libera concorrenza. Diventano terreno fertile per la criminalità che tenta ogni giorno di infiltrarsi nella nostra economia frenando lo sviluppo. Perché non può bastare l’efficace azione che sul territorio svolgono la Magistratura e le Forze dell'ordine.

Perché vi sia veramente cambiamento, deve esserci un’azione collettiva che veda tutti coinvolti. Che costruisca quella necessaria fiducia collettiva, senza la quale non c’è possibilità di realizzare il cambiamento culturale.

Lo diceva Giovanni Falcone: per il contrasto e la lotta alla criminalità organizzata il cambiamento necessario è quello culturale.

Cambiamento di cui vogliamo fortemente far parte e per il quale ci battiamo in prima linea.

Per affermare sempre più il nostro modello di impresa “per bene” da imprenditori e imprenditrici, insomma persone che innanzitutto aderiscono ad un sistema di valori irrinunciabili nella vita come in azienda.

E’ scritto chiaramente nel Manifesto del Terziario Donna, che rappresenta la carta di valori personali, di vita e di impresa di noi imprenditori: <Perseguiamo la legalità e i valori della Costituzione con forza, senza se e senza ma. Non offriamo mai spazio a condizionamenti impropri. Respingiamo l’estorsione e ogni violenza. Rispettare e affermare la legalità è cosa importante in sé. Ma significa anche avere rispetto di noi stessi, il piacere di essere liberi, l’orgoglio di essere degni.>

Ma come diceva Sant’Agostino: sono tempi cattivi dicono gli uomini, vivano bene e i tempi saranno buoni. Noi siamo i tempi. E noi di “tempi buoni” vogliamo essere testimoni e soprattutto costruttori e protagonisti di cambiamento.