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22 luglio, 2022

Il fresco profumo di libertà

La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

 Con questa frase Paolo Borsellino - di cui ricorre in questi giorni il trentesimo anniversario dalla sua morte, rimasta ancora privata di una verità sui fatti – ha voluto sottolineare che la lotta alla criminalità organizzata necessita prima di tutto di un cambiamento culturale che riguardi la società tutta. 

La lotta alla mafia deve essere un movimento culturale che necessita di un’educazione alla legalità che parta sin dalla scuola, ma che diventi guida per ogni comportamento quotidiano. Soprattutto per chi ha ruoli di indirizzo e di governo.

Solo il cambiamento culturale collettivo permetterà di sentire <la bellezza del fresco profumo della libertà>. 

Per noi imprenditori la libertà è il valore fondante delle nostre scelte: ovvero è  la libertà di impresa.

Il ‘fresco profumo della libertà’ di impresa si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

E’ infatti proprio in tutte le zone grigie che si annida la perfida complicità e la connivenza dei singoli davanti alle quali ci opponiamo  con fermezza.

Legalità e sicurezza sono le garanzie per esercitare il nostro diritto alla libertà di impresa.

Quest’anno sono 30 anni dalle stragi di mafia che certamente hanno segnato un prima e un dopo nelle coscienze di tutti noi ed avviato un nuovo percorso di consapevolezza. 

Ma lo sappiamo la distanza tra la retorica e il fare quotidiano talvolta è grande.

E’ con questa convinzione che a trent’anni di distanza assume un significato pregnante fare memoria attiva degli esempi di vita che ci hanno lasciato le vittime della violenza criminale, che trovano nell’esempio coraggioso di Falcone e Borsellino il loro punto di riferimento più alto di chi con l’impegno e il sacrificio della propria vita ha segnato un punto di non ritorno per contrastare i sistemi criminali.

E insieme a loro vogliamo ricordare tutte quelle imprenditrici e quegli imprenditori che ogni giorno fanno il proprio dovere in silenzio, senza proclami, trasformando il loro agire quotidiano in atti di eroismo silenzioso con il quale dimostrano che un altro futuro è possibile. Un futuro in cui Confcommercio sarà in prima linea nell’essere parte di quel movimento culturale a cui Paolo Borsellino ci ha incitato ad aderire tutti.