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27 luglio, 2022

La crisi di governo danneggia l’impresa

Per noi imprenditori, si profila un’estate all’insegna dell’incertezza.

Nella stagione che avrebbe dovuto coincidere con l’atteso aumento vacanziero dei consumi, sono invece cresciuti i timori sull’incertezza del nostro Paese. Condizione che di certo non agevola le propensioni al consumo e all’investimento. Ed anzi accelera gli effetti inflazionistici della crisi geopolitica.

Allo scenario internazionale fosco, caratterizzato negativamente dal conflitto tra Russia e Ucraina e dal conseguente vertiginoso aumento del costo della materia prima e dalla contrazione della capacità di consumo per effetto dell’inflazione, si aggiunge adesso anche la repentina chiusura della legislatura.

Che ci porterà a settembre a nuove elezioni. Lasciando però nel frattempo – e nel periodo cruciale per noi imprenditori che veniamo da anni di crisi a causa della pandemia covid-19 – in assenza di risposte.

Senza riforme, senza un governo con cui confrontarci per programmare i necessari aiuti alle imprese, senza un governo che si possa prendere carico di tutte le urgenze del momento, con il timore di non rispettare come Paese le scadenze imposte dall’UE

Con i mercati delle materie prime a registrare significative turbolenze, l’economia italiana che pure ha mostrato grande vivacità nella prima parte dell’anno ha infatti iniziato ad evidenziare segnali di rallentamento. A giugno la fiducia delle famiglie si è collocata al minimo da novembre 2020. E non si profila nulla di buono per questi caldi mesi estivi.

Ciò porta inesorabilmente ad una progressiva riduzione del Pil in termini congiunturali, che rischia di vanificare tutti gli sforzi che come classe imprenditoriale abbiamo compiuto con grande senso di responsabilità in questi ultimi anni per contribuire alla ripresa e far ripartire l’economia.

Eppure malgrado questo, la politica ha deciso di fermarsi anticipatamente rispetto la naturale scadenza di legislatura, e rimandare le risposte alle nostre domande al prossimo governo. Che verosimilmente non potrà essere operativo se non a novembre.

Quattro mesi di assenza, almeno. Nel momento più caldo. Un tempo inconcepibile per noi imprenditori.

Nessun apicale di un’impresa potrebbe permettersi di abbandonare il campo e lasciare in sospeso l’azienda per 3 mesi. Chi ha responsabilità di impresa non smette nemmeno in vacanza di pianificare, organizzare, prevenire, progettare. Ed a maggior ragione in un momento delicato e grave come questo.

E così la parte responsabile e produttiva continueremo a fare, a  costruire anche in questi mesi in cui il Paese tornerà alle urne per dare una nuova guida all’Italia.

Non entriamo nel dibattito politico, che avrà le sue ragioni ed i suoi torti, ma chiediamo solo di ‘fare presto’.

Noi resteremo come abbiamo sempre fatto ad essere presenti, ancora più responsabili, ancora più solerti, ancora più incisivi. E a richiedere di programmare insieme le azioni che servono per far ripartire il Paese. E di non far  perdere le eccezionali risorse del PNRR.

Le azioni urgenti che avremmo voluto già in questo caldo luglio in previsione di un autunno che sarà certamente segnato dagli effetti di una grave crisi economica e sociale, che per  gli effetti dell’inflazione tutti gli indicatori mostrano come certa.

Resteremo nelle nostre aziende, a fare come sempre il nostro lavoro, per le nostre famiglie, per i nostri collaboratori  e per il nostro Paese. Ma alla politica tutta chiediamo tempestività e senso di responsabilità.