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8 agosto, 2022

Turismo: bene crescita ma serve maggiore attenzione al settore

L’estate significa turismo, filiera che alimenta non soltanto il comparto turistico ma tutti i settori ad esso collegati. E che viene da anni durissimi in cui ha dovuto fare i conti con una netta regressione.

Dopo due anni di pandemia, torna finalmente a crescere il turismo. Sono stimati in oltre 30 milioni gli intaliani in vacanza al mare e per le strade delle nostre città d'arte ed è visibile l'altissima presenza di turisti stranieri.

I numeri sin qui registrati e quelli attesi per agosto e settembre (e si spera anche ottobre) fanno ben sperare l'industria italiana del turismo che, se non raggiungerà i livelli dell’estate 2019, potrebbe andarci comunque molto vicino.

L’Osservatorio Turismo di Confcommercio, realizzato in collaborazione con Swg, ha stimato oltre 27 milioni di italiani in partenza solo nel periodo tra luglio e settembre, per l’88% verso destinazioni nazionali, principalmente al mare (il 44%) e in montagna (15%), ma con un buon recupero anche delle città d’arte che, sommate ai piccoli borghi, raggiungono il 21% delle preferenze.

L’estate 2022 conferma quindi le prospettive di un ritorno alla normalità un po’ in tutte le destinazioni. Le presenze dall’estero saranno il 25% in più rispetto allo scorso anno: un ottimo recupero (sebbene ancora sotto i livelli del 2019) a vantaggio soprattutto delle città d’arte, che da Pasqua in poi hanno registrato incrementi significativi, e di alcune località balneari e montane di maggiore pregio.

A inizio stagione la previsione era di chiudere l’estate con una crescita del 15% sugli arrivi tra giugno e settembre, ma è probabile che questo obiettivo sarà superato, anche se non si raggiungeranno i livelli di tre anni fa.

Le attese sono buone anche per agosto e settembre: fino a due settimane fa il 60% delle camere per agosto era già prenotato a livello nazionale (contro il 33% dello scorso anno), con punte del 72% per le località di mare.

Certo, la situazione non è brillante ovunque. Le destinazioni che lavorano molto con gli stranieri e le città d’arte stanno registrando ottimi risultati. Di contro, le mete che ospitano soprattutto italiani stanno procedendo a corrente alternata, perché risente del problema dell’inflazione, che sta spingendo alcune persone a ridurre il periodo di vacanza o il budget di spesa.

Agosto si apre comunque sotto ottimi auspici per il turismo italiano, che registra per il mese clou dell’estate prenotazioni molto vicine al tutto esaurito per la maggior parte delle destinazioni. La spinta sembrerebbe dunque arrivare proprio da quel turismo internazionale che negli ultimi due anni era in gran parte mancato. A beneficiarne, come accennato, sono soprattutto le città d’arte.

In crescita anche il trasporto aereo che in scali come Palermo ha raggiunto i livelli pre-pandemia. Ma in generale le prenotazioni aeree dall’estero verso l’Italia si rivelano migliori dei nostri principali competitor, Spagna e Grecia, con un aumento del 146,7% rispetto al 2021. Per il mese di agosto si prevede un incremento del +119,1% rispetto al 2021, mentre per settembre del +191,2%».

Ma è sempre la vacanza al mare che si conferma stella incontrastata dell’estate italiana. Già in primavera il comparto balneare ha avuto un ottimo andamento; maggio e giugno hanno confermato questa tendenza, con aumenti del 26,2% per il fatturato e del 33,3% per le presenze rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E tutti gli indicatori di agosto e settembre portano segno positivo.

Eppure non sono tutte luci.

Nella prima settimana di luglio la paura ed i timori legati alla ripresa del Covid-19 ha portato a una serie di disdette, quantificabili tra il 4% ed il 6% delle prenotazioni, ma anche a uno stallo sulle prenotazioni last minute e su quelle per agosto.

Se le prospettive per il turismo italiano sono buone, è pur vero che serve un recupero completo e questo è ancora da raggiungere.

Di turismo nelle agende politiche si parla ancora troppo poco e non comprendendo tutti i settori ad esso collegati, come la ristorazione e l’abbigliamento.

Il cambiamento profondo della domanda turistica rende poi quanto mai urgente oggi quello che era già importante prima: un mercato più trasparente per non lasciare facile campo all’abusivismo.

C’è ad esempio bisogno di identificare in modo uniforme le attività imprenditoriali.

Gli imprenditori chiedono regole, regole giuste, regole che premiano il mercato e non il ‘più furbo’ di turno.

Il commercio chiede regole certe che mettano tutti in sana competizione. Bisogna allora che la politica premi i risultati di questo ritorno alla crescita del turismo, frutto del lavoro appassionato dei tanti operatori, e offra le misure necessarie a consolidare questi risultati e a dare una risposta certa ed efficace per valorizzare il lavoro di tante famiglie, tanti imprenditori, tra cui tante donne e tanti giovani, che chiedono soltanto giuste regole e un giusto indennizzo.