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Rosa Genoni: la donna che inventò la moda made in italy

Pochi sanno che dietro la nascita della moda made in Italy c’è una donna: Rosa Genoni, la stilista che a fine ‘800, attingendo dal valore della sartorialità artigianale, ha affrancato la moda dal dominio francese portato alla ribalta internazionale lo stile italiano.

Rosa Genoni fu una vera pioniera del design della moda italiana, dando vita a fine ‘800 a quella che fu una trasformazione radicale del settore, coniugando con visione innovativa, formazione, comunicazione, ricerca, processi, impresa, comunicazione e didattica.

Rosa Genoni era nata in Valtellina nel 1867, ma si trasferì giovanissima a Milano per iniziare il suo apprendistato nella sartoria artigianale della zia.

La giovanissima Rosa aveva grandi doti e così in breve tempo le fu affidata la direzione artistica di un atelier con oltre 200 lavoratrici.

Fu un’esperienza che la segnò fortemente e caratterizzò tutta la sua vita.

Rosa alternò il lavoro in sartoria, dove si occupò un po’ di tutto – dal disegno di moda all’organizzazione delle prime esposizioni – ad una fervente attività di impegno sociale lanciando diverse iniziative intese a valorizzare il ruolo ed il lavoro creativo delle donne.

Successivamente viaggiò per l’Europa, recandosi prima a Parigi e Nizza, e quindi a Bruxelles e Londra. Ebbe così modo di confrontarsi con le più affermate esperienze europee nel settore della moda e sviluppare un patrimonio di conoscenze che poi metterà a frutto.

Rientrata in Italia, Rosa lancia il suo ambizioso progetto: affrancare la moda italiana dalla sudditanza dalla moda francese, valorizzando quell’identità culturale e produttiva tipicamente italiana.

L’ispirazione di Rosa Genoni puntava a valorizzare la tradizione nazionale per proporre un nuovo punto di vista che desse vita ad una profonda trasformazione del settore, puntando proprio a realizzare lo <stile della moda italiana>.

Rosa Genoni ebbe per prima l’intuizione – per quei tempi eccezionalmente innovativa – di valorizzare il lavoro cooperativo delle addette alle Industrie Femminili Italiane, iniziando a lanciare quella che poi divenne la prima scuola di design della moda italiana.

Rosa aveva ben studiato i processi produttivi sia in Italia sia all’estero ed aveva intuito l’importanza della formazione e della didattica, anche attraverso la sua esperienza di direttrice della sezione Sartoria della Scuola della Società Umanitaria di Milano. Qui si formarono diverse generazioni di ‘sarte superiori’ – come amava definirle lei – ovvero donne capaci di lavorare con ingegno sul modello base ma andando oltre il ruolo di mera copista esecutrice, ovvero tracciando un tratto identitario originale.

Per Rosa Genoni, la moda non si riduceva al semplice prodotto, ma doveva ‘avere un’anima’, ed essere espressione del processo innovativo di realizzazione, portare nel capo di moda un nuovo modo di fare e di pensare che fosse <distintivo> dell’Italia. Esprimere, attraverso la moda, quel <Sense of Italy> di cui oggi tanto si parla.

La figura di Rosa Genoni – che ho conosciuto da poco leggendo una sua biografia – è quanto mai attuale e di grande ispirazione per me che ho da sempre orientato il mio lavoro alla valorizzazione dell’identità ed alla creazione di un prodotto che va ben oltre il manufatto, ma che soprattutto <racconta una storia>. In un’azienda a quasi totale capitale umano femminile.

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