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Slow Shopping: acquistare ciò che merita un racconto

<Compra meno, scegli bene, fallo durare>: con questa iconica frase, più di venti anni fa la stilista britannica Vivienne Westwood lanciò il suo Manifesto di Climate Revolution, per una moda antitesi al fast fashion imperante.

Così è partita la tendenza al consumo consapevole che prende il nome di <Slow shopping>, un modo di comprare più lento e quindi anche più ponderato, in netto contrasto con la fast fashion, caratteristica della società del ‘tutto e subito’, per esprimere invece un acquisto lento che merita un racconto, che merita di essere assaporato, gustato, amato.

L’idea alla base dell’<acquisto lento> è quella di dare importanza ai nostri acquisti, stabilendo una scala di valori etici anche per lo shopping.

Lo slow shopping è un modo sano di acquistare, senza stress, ricercando e acquistando prodotti che meritano la nostra attenzione e la nostra spesa.

A differenza della fast fashion proietta la nostra scelta più a lungo termine, ben oltre il momentaneo istintivo desiderio (che magari frettolosamente soddisfiamo accedendo alla rete, a scapito della qualità e dell’affidabilità del prodotto acquistato), ma facendoci invece optare per una scelta di acquisto consapevole e attento all’etica ed all’ambiente.

Acquisti  attenti anche a non alimentare pratiche di lavoro che sfruttano il lavoro spesso anche minorile.

Comprare in modo consapevole può rivelarsi un’attività creativa, che porta a combinare i capi in diversi outfit, rifuggendo da quegli acquisti che magari usiamo in una sola occasione per poi riporli per sempre nel fondo dei nostri armadi.

Se la logica alla base del fast shopping è quella del consumismo e dello spreco, a basso costo e bassa qualità (e magari non etico riguardo il ricorso alla manodopera), lo slow shopping privilegia la qualità e la durata, tenendo sempre conto del tempo di ogni lavorazione e del lavoro che ci sta dietro, ma anche della volontà di rendere ‘unica’ l’esperienza di acquisto.

E’ uno stile di consumo che implica un cambiamento nella scala di valori e atteggiamenti, sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale e dell’uso delle risorse naturali, sia dello sviluppo economico e del progresso sociale.
L’acquisto lento mette al centro della scelta qualità, affidabilità e sostenibilità, in un processo che crea un legame fiduciario tra produttore, venditore ed acquirente.

E diventa prezioso proprio attraverso il fattore esperienziale che crea quel legame di fiducia tipico dell’acquisto nel negozio ‘sotto casa’.

Investire nella relazione tra venditore ed acquirente significa rendersi conto di cosa c’è davvero dietro la moda a basso costo (tipica di alcune piattaforme di vendita online) e in quell’illusione di risparmio in termini di tempo.

Diventa allora sempre più un valore aggiunto per le aziende <educare> il cliente alla “lentezza” dell’acquisto, a quella filosofia di slow shopping che ci rende liberi di assaporare l’acquisto, di rallentare la frenesia e la bulimia del comprare senza criterio, per riappropriarci della bellezza dei nostri acquisti.

Il capo deve essere scelto per la qualità della sua fattura, per il design, per l’emozione che chi lo vende riesce a suscitare in chi l’acquista.

La stessa esperienza di vendita deve essere completa e piena di significati, un momento di godimento e non un momento di frenesia senza sosta da un negozio all’altro che ci porta a incamerare abiti che dopo poche settimane sono obsoleti e vengono, così, presto sostituiti da altri, di solito quasi identici, che continuano a non appagarci.

Se un capo è realmente bello, e lo è ‘bello’ per l’esperienza che porta in sé, la sua bellezza costituisce il suo valore, anche alla prova del tempo.

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