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Il Made in italy alla prova dei mercati esteri

E’ indubbio il valore internazionale del made in Italy ed il suo effetto traino per la crescita del commercio internazionale. Un valore che però deve essere sostenuto da adeguate politiche di sostegno alle imprese.

L’Italia è infatti tra i primi 10 esportatori mondiali e, considerando non solo il valore assoluto delle esportazioni, ma anche il loro peso in rapporto al PIL, ha una ‘vocazione estera’ da primato, inferiore solo alla Germania.

Il 75% dell’export nazionale è composto da moda, macchinari, autoveicoli, agroalimentare, chimica e farmaceutica.

I comparti del Made in Italy che hanno la maggiore quota di mercato mondiale sono Vini e Bevande (9,4%), Tessile/Abbigliamento (6,1%), Mobili (6,0%), Macchinari (5,4%), Gioielli (5,0%).

Un discorso a parte lo meritano certamente il commercio, il turismo e i servizi, ormai il cuore di tutte le economie avanzate e in forte crescita anche nei paesi in via di sviluppo.

Se pensiamo all’export italiano di servizi, un ruolo primario lo assume il turismo, che è indiscutibilmente uno dei principali punti di forza e di riconoscibilità internazionale del nostro Paese.

Gli elementi immateriali dello stile di vita italiano, della qualità della vita e delle relazioni, dell’empatia (elemento imprescindibile di ogni servizio) e dell’accoglienza sono universalmente apprezzati essere un valore aggiunto ed un marchio di qualità e creatività dei prodotti.

Il turismo è un eccezionale veicolo di branding del Made in Italy, perché una buona parte degli oltre 80 milioni di turisti stranieri che ogni anno entrano in Italia sceglie il nostro Paese anche per lo shopping, e i turisti durante il loro soggiorno entrano in contatto con la qualità dei nostri prodotti e dei nostri servizi.

Ma il branding valoriale agisce anche al contrario: comprare prodotti italiani all’estero o entrare in contatto con avamposti italiani tipicamente turistici come alberghi, ristoranti, villaggi, vettori di trasporto, organizzatori di fiere e di eventi facilita il contatto tra pubblico internazionale e prodotti, servizi e attività italiane, stimolando il desiderio di visitare il nostro Paese.

Deve essere una scelta strategica quella di promuovere l’Italia come sede dei più importanti congressi ed eventi mondiali. 

Momenti capaci non solo di vitalizzare la destinazione nei giorni dell’evento, ma che costituiscono – quando sono ben organizzati – un traino eccezionale per il territorio e per tutte le imprese, in special modo quelle che investono nel made in italy e nel prodotto identitario.

Ma non sempre, purtroppo, siamo capaci di difendere questi avamposti di valore del prodotto italiano, soprattutto in confronto a quanto fatto da paesi nostri competitor.

E’ quindi quanto mai necessario in questo scenario rafforzare l’attività di promozione all’estero e promuovere una strategia forte che tuteli il coraggio delle imprese a portare nel mondo il valore e la qualità del made in italy.

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