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Inaugurata a Crotone la Biblioteca della legalità di Confcommercio

Perché una biblioteca della legalità dentro una sede Confcommercio  è un simbolo così importante? E per di più in un territorio così complesso e vulnerabile come la Calabria?

Perché la Cultura e l’Economia sono il binomio inscindibile per poter compiere – da parte dello Stato, e di tutti noi – un compiuto riscatto dalla criminalità e dalle mafie.

Riscatto che deve essere innanzitutto delle coscienze! Per questo occorre la cultura, che aiuti ciascuno a costruire una adeguata coscienza critica.

E poi occorre l’economia sana e il lavoro perché il riscatto può avvenire solo se rendiamo libere le persone dai bisogni, libere di scegliere.

Per questo l’inaugurazione di una biblioteca che è espressione di cultura  dentro un contenitore come Confcommercio, che è la casa delle imprese che producono economia e lavoro vero, è un messaggio potente.

Ancor di più in Calabria, a Crotone. Ed assume un significato ancora più pregnante se porta il nome del piccolo Dodò Gabriele, il bambino di soli 10 anni rimasto ucciso mentre giocava in un campo di calcetto, per mano della ‘ndrangheta.

Questo impegno in Calabria insieme al ritorno a TRAME, il festival letterario sui temi della legalità, giunto alla sua dodicesima edizione, la seconda da delegata alla legalità e sicurezza di Confcommercio, rappresentano un’occasione preziosa per fare il punto sulle iniziative promosse per contribuire fattivamente al cambiamento culturale.

Per Confcommercio, infatti, la legalità non è un momento, ma esprime il modo di fare impresa, ogni giorno, dentro e fuori le nostre imprese. 

Ne siamo consapevoli che questa sia l’unica strada  e per questo sentiamo la responsabilità di essere protagonisti del cambiamento con azioni concrete.

E di essere presenti nei territori dove il sostegno della Confederazione nella lotta per il contrasto all’illegalità e all’economia sommersa è ancora più importante.

Anche per dare ancora più valore alle azioni ed alle testimonianze fattive di chi opera ogni giorno con fatica, scegliendo sempre di stare dalla parte giusta. Dalla parte dei valori, dell’etica, della legalità praticata.

Con impegno quotidiano e concreto, stando sul territorio, vicino a chi lavora e produce valore.  Senza mai voltare la testa davanti alle manifestazioni di non trasparenza, opacità e violazione delle regole.

Ma sempre rilanciando convinti, come ci ha insegnato Padre Pino Puglisi, che se ognuno fa qualcosa, le cose possono cambiare.

Perseguite insieme, cultura ed economia, servono a garantire lo sviluppo di una coscienza civica collettiva che sappia affrancarsi dalle infiltrazioni della criminalità organizzata e favorire lo sviluppo di un tessuto imprenditoriale finalmente affrancato dai danni dell’illegalità.

Ma solo questo non basta. E la risposta dello Stato non può essere solamente repressiva. La prevenzione passa anche dall’eliminazione delle arretratezze infrastrutturali e di standard amministrativi.

La Calabria, la Sicilia, le regioni del Sud scontano delle difficoltà immani nemmeno immaginabili in altre regioni. A cominciare dai collegamenti fino alle infrastrutture. Dalla pubblica amministrazione allo standard di servizi per imprese e cittadini che lo  Stato dovrebbe garantire pari a tutti.

Anche questa è legalità. 

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