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La mia rielezione a guida di Confcommercio Palermo :

Nel 2015, mi fu affidato un mandato con un unico condiviso fine: Rinnovamento.

Nei cinque anni che ho alle spalle, credo di aver mostrato che questo obiettivo è stato conseguito, senza mai risparmiarsi. Abbiamo riorganizzato e riqualificato le nostre strutture. Abbiamo aumentato l’incidenza nelle istituzioni e nella politica.

E su queste basi, parte in continuità il nuovo mandato. Il primo mandato è stato difatti fondato sulle ragioni del  cambiamento, il secondo deve essere quello che finalizza il cambiamento.
A chi, in queste settimane, mi ha chiesto se volessi impegnarmi solo sul piano nazionale, ho  risposto:  il mio impegno è stato, è, e sarà Palermo. La mia vicepresidenza nazionale rinforza ConfCommercio Palermo: servirà per rappresentare con ancora maggiore autorevolezza le necessità e le peculiarità del sistema di imprese di un territorio fondamentale per la ripartenza dell’Italia.

Nell’ultima riunione di giunta, ciascuno mi ha rinnovato la sua fiducia per un nuovo mandato. Ho risposto: ci sono. Oggi dico CI SIAMO. A tutta la squadra rinnovata ho ricordato che ognuno di noi ha intrapreso un percorso di servizio che non è un privilegio ma un’assunzione convinta di responsabilità.

Il presidente tiene la luce accesa anche la notte tardi. Non è un interruttore che si accende e spegne. E’  una fiaccola. Dell’impegno, della passione, della speranza di poter costruire giorno per giorno il futuro che arriva, è questo il bello, un giorno alla volta.

Omero diceva “è leggero il compito quando ci si divide la fatica”. Tutti possono  dare un contributo per tutto,  per i vari livelli dell’organizzazione, per i punti del programma che voglio frutto di un’elaborazione comune e condivisa.

Solo con il concorso attivo di tutti  potremo superare questa crisi senza precedenti, ottenendo l’ascolto della politica. E le risposte ai temi che poniamo. La democrazia si afferma infatti con l’assegnazione del ruolo fondamentale dei corpi intermedi, con una pluralità di soggetti che operano e si muovono, che uniscono le imprese, gli individui alle istituzioni, grazie a soggetti operosi che lanciano idee e visioni. Noi vogliamo esserci per  mettere in campo progetti di crescita. Un protagonismo affermato non  per rituale sterile  di vittimismo o per atteggiamenti rivendicativi ma per  contributo di idee, conoscenze, visioni.

Viviamo un’epoca nuova. I confini di un tempo sono stravolti. La pandemia ha accentuato questo stravolgimento. Ha imposto una dimensione ampia dei modelli digitali. Dobbiamo tutti affinare competenze in questo campo. Non chiuderci nel vittimismo che non  porta a nulla. Dobbiamo saper volare in nuove dimensioni. Ma non ci possono essere ali senza solide radici nella nostra  identità  consolidata, nella socialità   che pratichiamo, nei valori economici e di vita che sentiamo.  Dovremo gestire  trasformazioni radicali, integrando fisico e online. Non per conservare con nostalgia un mondo “tradizionale”. Ma per salvare le nostre città dalla desertificazione  progressiva in cui precipiterebbero senza i negozi, per impedire diventino luoghi indistinti e spenti.

Proprio in questi mesi abbiamo capito quanto siano per noi preziosi  gesti rituali e semplici come prendere un caffè, fare shopping, andare a cena con amici. Dovremo  indicare soluzioni alla crisi delle aziende. Per sostenerle  con strumenti concreti, con servizi materiali di accesso al credito, di formazione  digitale.

Dobbiamo preparare e prepararci al mondo che cambia e non aspetta nè torna indietro.
Servono nuova cultura e nuovi modi. Dobbiamo stare dalla parte del giusto e fare cose utili ed urgenti.

Siamo un’ organizzazione grande, diffusa nel territorio. Non possiamo limitarci alla rappresentanza degli interessi e all’azione di parte. La società cambia. L’economia si innova. Dobbiamo stare dentro il cambiamento e l’innovazione.

Dobbiamo saper cogliere il senso storico della nuova Europa, utilizzare per il progresso risorse mai così abbondanti  come quelle del Recovery Fund. Da questa crisi, tremenda e funesta può nascere un mondo nuovo. Dobbiamo renderlo possibile.

Occorre Fare.  Fare bene e farlo da persone perbene. Questo il mio impegno di sempre, oggi rinnovato da un’elezione, lasciatemelo dire, che mi rende orgogliosa e mi fa sentire parte di una comunità unita nei valori di impresa.

Grazie di cuore a tutto il sistema Confcommercio Palermo !

 

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