Impresa di famiglia: una scelta di responsabilità
Il mio impegno, la mia formazione di cultura di impresa parte dalla mia storia di imprenditrice e di imprenditrice di un’azienda familiare. Da lì promana anche la mia storia di impegno nell’associazionismo, che oggi è rinforzata dall’incarico di vicepresidente nazionale di Confcommercio. E si intreccia fortemente con essa.
La storia di una donna che è sempre vissuta dentro i valori di vita e di impresa. Tramandati di generazione in generazione, nell’azienda di famiglia, che io considero da sempre la mia casa-azienda.
Quello che più di tutti viene tramandato tra una generazione e l’altra nella mia famiglia è infatti la responsabilità a fare dell’azienda un’ideale di vita. A fare azienda con gli stessi valori con cui siamo stati cresciuti e con cui affrontiamo il nostro percorso di vita.
L’azienda, di cui oggi sono Amministratrice Delegata, nasce alla fine degli anni ‘60 come attività lanciata da mio padre nel settore dell’abbigliamento, per poi vedere entrare in attività anche mia madre. Nasce, quindi, quando io muovevo i primi passi nella vita e sedevo nei banchi dell’asilo. Questo mi ha fatto vivere, sin da piccolissima, il senso di impegno e di dedizione che mio padre e mia madre avevano per il lavoro, per l’azienda, che consideravano il prolungamento naturale della famiglia che stavano formando.
Io entro in azienda a lavorare dopo la maturità classica, continuando a studiare per conseguire comunque la laurea, ma imparando direttamente sul campo da mio padre il mestiere dell’imprenditore. Cercando da subito una mia strada per dare anche il mio tocco di innovazione all’azienda di famiglia.
All’inizio degli anni ‘90, creo il marchio il marchio “La Vie En Rose” e insieme a mia sorella Stefania la nostra prima collezione di prêt-à-porter femminile con marchio registrato sia in Italia che in Europa. Il successo della collezione ci spinge ad espanderci, dando vita all’apertura di punti vendita diretti ed in franchising. Oggi il marchio “La Vie En Rose” viene distribuito anche in punti vendita multibrand, non solo in Italia. E rappresenta, lo dico con orgoglio, un pezzo di quel brand che porta in giro nel mondo l’immagine del made in italy come sinonimo di qualità e creatività.
Per noi la qualità e la cura del dettaglio sono infatti stile distintivo: i prodotti “La Vie En Rose” sono tutti realizzati in laboratori artigianali italiani e per il loro design, gusto e qualità rappresentano il Made in Italy espressione di eccellenza riconosciuta da tutto il mondo.
La mission che ha guidato in questi anni lo sviluppo del gruppo “La Vie En Rose” è costituita da valori positivi di fiducia all’interno dell’azienda: lavoro di squadra, sinergie ed alte competenze del team. Una squadra di lavoro, di cui ogni componente, è parte del successo, ma anche responsabilizzato a diffondere l’eccellenza della qualità italiana.
Oggi in azienda, oltre me e mia sorella Stefania, lavorano mio fratello Alessandro ma anche mia nipote Giorgia, la figlia di mio fratello Antonio. Ognuno, con la propria competenza, dà il suo apporto fondamentale, in quel fil rouge di valori che ha sempre tenuto inscindibilmente legati famiglia e azienda.
Il nostro principio ispiratore è la voglia di intraprendere e portare avanti iniziative e modelli positivi. Per noi infatti Impresa vuol dire fare insieme, ovvero costruire, realizzare valore e trarre valore dal lavoro di squadra. Ogni nuova meta, ogni nuovo accordo commerciale, ogni lancio di una nuova collezione, li viviamo con entusiasmo ma anche con la responsabilità di contribuire a fare del made in italy un valore vincente. Per noi come per tutte le imprese italiane di qualità. Per questo, l’impegno è rivolto sempre a trasmettere il nostro know-how e la nostra filosofia a tutti coloro che lavorano con noi. Ma anche, e qui si interseca il mio lavoro di imprenditrice ed il mio impegno in ruoli apicali dell’associazionismo, a lavorare quotidianamente per realizzare l’eccellenza aziendale e promuovere la qualità italiana oltre i nostri confini. E per sviluppare valori di impresa ed essere impresa di valore.
Perché come sostengo da sempre, e porto avanti anche in Confcommercio, “un’impresa senza valori non ha valore”

