
L'albero dei tutti: perché la lotta alla mafia si combatte insieme
In occasione della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, lo scorso 21 marzo, il Presidente Mattarella ci ha esortato a rendere operosa la memoria e a farne strumento di contrasto all’illegalità: <La mafia può essere vinta. Dipende da noi: tanti luminosi esempi ce lo confermano. Ogni ambito è stato colpito da questo flagello: servitori della Repubblica, donne e uomini che si battevano per migliorare la società, imprenditori e cittadini che hanno respinto il ricatto del crimine, persone semplici finite sotto il tiro degli assassini. I loro nomi sono parte della nostra memoria collettiva, ed è nei loro confronti che si rinnova, anzitutto, l’impegno a combattere le mafie, a partire dalle Istituzioni ai luoghi della vita quotidiana, superando rassegnazione e indifferenza, alleate dei violenti e sopraffattori.>
In questa direzione Confcommercio, proseguendo nell’impegno per il contrasto alla criminalità organizzata e per la promozione di una sempre più robusta e diffusa cultura della legalità, rinnova anche quest’anno il sostegno ad attività che la Fondazione Falcone porta avanti.
Un’attività intensa finalizzata alla valorizzazione e diffusione della cultura della legalità, soprattutto tra le giovani generazioni, intesa a radicare il valore della memoria collettiva e rinforzare l’impegno civile di contrasto a tutte le illegalità.
Quest’anno, in occasione dei quarant’anni dell’inizio del Maxi Processo, l’iniziativa dal valore altamente simbolico riguarda un nuovo progetto itinerante denominato <L’albero dei Tutti>.
Il Progetto è itinerante e prevede l’esposizione, in alcune città del nostro Paese, di una speciale opera d’arte realizzata dallo scultore Gregor Prugger.
Questa opera – simbolo di memoria e speranza – intende mantenere vivo il ricordo delle vittime della mafia, raccontando le loro storie di impegno civile, passione culturale e lotta contro le illegalità.
Non è solo un tributo doveroso alla memoria delle vittime delle mafie, ma rappresenta l’intenzione di una proiezione verso il futuro, un invito alla riflessione e all’azione contro tutte le forme di criminalità, al fine di stimolare la reazione, la sensibilizzazione e l’attivismo del pensiero collettivo, attraverso il linguaggio universale e potente dell’arte.
L’idea alla base del progetto artistico – curato da Alessandro De Lisi e portato avanti per la Fondazione Falcone da Vincenzo Di Fresco, nipote di Giovanni Falcone – parte dalla riflessione che ciò che risultò essere letale per gli equilibri e gli interessi del clan fu lo scambio, quella transazione continua di dati, elementi, fatti e circostanze di potenziali ed effettivi crimini tra i magistrati del gruppo di inchiesta. Le indagini del pool antimafia si alimentarono come un albero che vive di tutti i suoi rami innalzandosi alla luce, e cresce nello sforzo delle radici. E così fecero quegli uomini coraggiosi e fuori dal coro.
Il viaggio del <L’albero dei tutti> partirà giorno 11 aprile da Bolzano. A questa prima tappa, seguiranno altre tappe sul territorio italiano.
Una delle tappe del viaggio toccherà Assisi, che con il suo straordinario valore simbolico, unirà all’impegno civile anche l’anelito di pace.
‘Intorno’ all’opera itinerante saranno organizzati momenti di confronto ed iniziative per sensibilizzare il pubblico ed estendere le forme dell’impegno civile, con un coinvolgimento diretto dei territori.
Confcommercio, nella sua azione di agente di cambiamento culturale oltre che economico, fortemente impegnata a trecentosessanta gradi nel contrasto alle illegalità, ha sposato con entusiasmo questo progetto utile per veicolare i valori della legalità e per affermare il ruolo dello sviluppo economico generato dalle imprese come principale antidoto alle illegalità.
Condividiamo con la Fondazione Falcone che, oltre all’impegno dello Stato, per sconfiggere la mafia occorre il ruolo delle aziende non solo come agente economico ma anche come “indiretto” agente civico di prevenzione e liberazione dei territori.
Non ci potrà mai essere vittoria sulla criminalità organizzata senza un robusto sviluppo economico e senza la presenza di aziende che creano reddito e lavoro.

