Al Governo Draghi chiediamo un deciso cambio di passo. Noi faremo la nostra parte.
Da qualche giorno abbiamo un Governo nuovo. Un Governo di unità e responsabilità, due parole importanti e pregne di significato, a cui voglio aggiungerne una terza: urgenza.
Perché non c’è più un solo istante da perdere. Occorre – e con immediatezza – mettere in atto una strategia ben chiara che legga i dati dell’economia reale e supporti la ripresa del sistema produttivo. Senza se e senza ma. E senza più la carenza di programmazione che ha caratterizzato questi ultimi tempi, in cui noi imprese abbiamo pagato – e carissimo – il costo di decisioni estemporanee.
Questo governo – a forte trazione tecnica – ha principalmente il compito di definire la strategia del NextGenerationEU. Partendo da uno dei nodi cruciali che emerge chiaramente dai dati sulla crisi: l’imprenditoria femminile.
Uno dei primi temi deve riguardare proprio la necessità di riprendere la legislazione a sostegno dell’imprenditoria femminile –come a suo tempo fece la n. 215 del 1992 – e adeguarla a questi tempi nuovi. Va continuato il lavoro appena avviato nel Tavolo MISE sul “Fondo Impresa Femminile” che, con il metodo del confronto partecipato con le associazioni di categoria, deve favorire la creazione di nuove imprese a guida femminile, ma soprattutto fornire alle imprese esistenti la possibilità di resistere alle immani difficoltà del periodo e magari crescere e posizionarsi competitivamente sul mercato.
Quello che serve non è solo lo strumento di finanziamento, ma anche e direi soprattutto, serve affrontare i nodi culturali che sono dietro al fatto che il 22% delle imprese italiane è rosa. E che nel momento di una crisi, sia proprio questa la componente del sistema a perdere la sua vitalità e dimostrare la maggiore fragilità.
Nella collaborazione virtuosa tra Governo ed associazioni, deve essere affrontato con metodo questo tema, realizzando strumenti efficaci che forniscano anche localmente assistenza tecnica e formazione alle imprenditrici.
Il Fondo per l’Imprenditoria Femminile varato nella Legge di Bilancio 2021, pur con una dotazione finanziaria limitata che andrà necessariamente potenziata con le risorse del Recovery Fund, è pensato con l’ambizione di farne un elemento centrale del NextGenerationEU.
Con la consapevolezza che il tema sia non un tema di pari opportunità, ma debba essere tema di politica economica del Paese. Perché in un’economia in cui la crescita è sempre più nei settori tecnologicamente avanzati, se non affrontiamo il ritardo nel rapporto tra donne e impresa, se non aumentiamo la partecipazione femminile al mondo digitale, se non sosteniamo la scalabilità delle imprese rosa, non aiutiamo la crescita del Paese. E neghiamo il diritto costituzionale delle Donne di fare impresa avendo pari opportunità degli uomini.
Questo tema lo ha ben sottolineato la Presidente Ursula von der Leyen, che ha collocato la parità di genere al centro delle priorità della sua Commissione (2019-2024) e tale impegno politico a promuovere un percorso di lungo termine, sia all’interno che all’esterno dell’Unione, si è tradotto nell’UE, nell’inclusione di una prospettiva di genere in tutte le politiche e in tutte le principali iniziative messe in campo. Ha portato a definire l’empowerment del lavoro femminile asset strategico del Recovery Fund.
Adesso chiediamo che l’Italia sia consequenziale, mettendo in atto le azioni necessarie a risolvere la fragilità del lavoro femminile, restituendo quella straordinaria vitalità che aveva portato – ante crisi – le imprese rosa a crescere a velocità maggiore delle imprese maschili.
Oggi non è più tempo di rimandare. A maggior ragione adesso che dobbiamo rimettere in piedi il Paese e che donne, giovani e Sud sono considerati le direttive della ripresa e dello sviluppo anche per tutte le misure da intraprendere.
Sappiamo bene l’importanza del ruolo che abbiamo noi imprenditrici – e ancor più noi “piccole e medie“ imprenditrici.
Come Gruppo Terziario Donna Confcommercio continueremo con determinazione a dare il nostro contributo nel processo di definizione del Recovery Fund, e presenteremo al nuovo Governo alcune misure che riteniamo potrebbero costituire un forte incentivo al fine di porre le basi per un crescita che sia davvero innovativa, sostenibile e paritaria. Alla base di tali misure, l’assunzione della parità di genere come linea strategica con una visione strutturale e sistemica e l’agevolazione del fare impresa femminile, che costituisce oggi un’opportunità a tutti gli effetti di piena affermazione professionale, e non solo un semplice auto-impiego.
Porremo con decisione il tema della centralità dell’imprenditoria femminile per lo sviluppo economico e la stretta correlazione con la crescita economica e l’esistenza di sistemi sostenibili. Nella convinzione che solo un diffuso tessuto imprenditoriale femminile può determinare una maggiore resistenza alle crisi finanziarie delle economie che lo ospitano.
E lo faremo non solo al tavolo costituito al Mise, ma anche verso tutti gli altri sistemi che in maniera incisiva contribuiranno alla costruzione del Recovery Fund, come il neo nato Ministero della Transizione Ecologica ed al Ministero per la Coesione Territoriale.
E’ il Regolamento del NextGenerationUE a porre il tema “impresa femminile” sempre più al centro delle agende delle Istituzioni e credo mai come in questo anno ci sarà richiesto un supplemento di impegno per saper cogliere l’importante opportunità che auspichiamo da tempo e che oggi finalmente sembra avere favorevoli condizioni per realizzarsi, di cambio del modello di sviluppo.
Buon lavoro al Governo Draghi chiamato a fronteggiare con competenza e responsabilità l’emergenza sanitaria, emergenza economica ed emergenza sociale, mettendo in campo le risorse che l’Europa ci mette a disposizione e realizzando le necessarie riforme.
É arrivato il tempo di un deciso cambio di passo. Noi ci siamo.

