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Dall’accesso al credito delle imprese locali siciliane al microcredito nazionale

L’8 ottobre è stato siglato l’accordo con Fin.Promo.Ter., il Confidi di riferimento della Confcommercio nazionale, che potrà garantire alle imprese associate a Confcommercio Palermo un accesso al credito in tempi rapidi e  con tassi d’interesse molto vantaggiosi.

Questo risultato è stato raggiunto grazie ad un impegno che parte da lontano: il percorso intrapreso un anno fa, da me in qualità di presidente insieme all’amministratore delegato del Confidi Fideo, Salvatore Randazzo, si è concluso con un grande risultato. L’obiettivo perseguito è quello di offrire un contributo importante alla crescita e allo sviluppo delle imprese, che avranno molta più facilità e soprattutto tempestività nell’accesso al credito grazie alla forza strutturale di un Confidi di livello nazionale come Fin.Promo.Ter. I due fattori, della facilità e della tempestività sono fondamentali per un territorio come quello siciliano, che ha urgente bisogno di investire e crescere.

I vantaggi di questo accordo sono molteplici. Infatti in primis dà continuità alla professionalità e al know how di un Confidi territoriale. In più rappresenta anche un case study, che potrà ispirare analoghe iniziative su altri territori che la Confederazione nazionale sta avviando. Questo strumento creditizio è da una parte adeguato alle nuove normative vigenti e dall’altra un accesso al credito a costi contenuti: è la risposta concreta che aspettavano gli associati, fondamentale in una contingenza come quella odierna caratterizzata da grande fragilità imprenditoriale.

Vale la pena di ricordare che a livello nazionale una novità è che, in base alla legge di Bilancio 2019 Fondo di Garanzia PMI, il fondo è stato ulteriormente finanziato. Il fondo di Garanzia è uno strumento istituito con la legge n. 662/96 (art. 2, comma 100, lettera a) ed è operativo già dl 2000 con la finalità di consentire l’accesso ai finanziamenti per le piccole e medie imprese tramite la concessione di una garanzia pubblica sul denaro concesso dalle Banche[1].

Secondo le ultime rilevazioni, circa il 99% delle imprese ha avuto accesso al finanziamento con la copertura del Fondo Centrale in assenza della presentazione di garanzie reali. Questo meccanismo quindi ancora presenta luci e ombre.

In realtà ci sono delle regole fondamentali per garantire il corretto funzionamento e sono parte integrante del buon funzionamento del fondo: le piccole e medie imprese che possono accedere al microcredito sono quelle economicamente e finanziariamente sane. È necessario quindi che, dopo una richiesta di accesso al microcredito, venga accertata la possibilità di far fronte agli impegni finanziari derivati dalle operazioni per i quali è richiesto il Fondo.

Inoltre i beneficiari devono operare in alcuni specifici settori ISTAT: agricoltura, caccia, silvicoltura; pesca, piscicoltura e servizi connessi; estrazione di minerali; attività manifatturiere; produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e acqua; costruzione; commercio all’ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli, motocicli r di beni personali e per la casa; alberghi e ristoranti; trasporti, magazzinaggio e comunicazione; attività immobiliari, noleggio, informatica, ricerca, altre attività professionali ed imprenditoriali; istruzione; sanità e altri servizi sociali; altri servizi pubblici, sociali e personali.

Per capire in estrema sintesi in cosa consistono tecnicamente i finanziamenti agevolati, bisogna spiegare i tre tipi di concessioni che possono essere effettuati ai soggetti Beneficiari ritenuti idonei:

  • La garanzia diretta dello Stato: è concessa dal Fondo su base percentuale rispetto all’ammontare delle operazioni ammesse.
  • La controgaranzia: è concessa in misura non superiore al 90% dell’importo garantito dai soggetti richiedenti, a patto che le garanzie non superino alcuni percentuali relative all’ammontare di ciascuna operazione.
  • La cogaranzia: è la garanzia prestata dal Fondo direttamente a favore dei soggetti finanziatori e congiuntamente ai confidi o agli altri fondi di garanzia.

Questa rapida rassegna non può non concludersi che con una importante riflessione. Al di là dei rigidi meccanismi finanziari e della necessità di precise regole nella gestione del microcredito, il cuore della questione rimane l’uomo e il lavoro. E oggi, nello smarrimento del mercato globale, è fondamentali la creazione di istituti di tutela e più in generale di reti di aiuto per le piccole e medie imprese italiane.

Forse è proprio con questo spirito che l’Ente Nazionale per il Microcredito organizza un evento dedicato al valore della microfinanza quale strumento di sviluppo, di inclusione sociale e finanziario per la lotta alla povertà. Il convegno “Economia della persona verso Assisi 2020” si svolgerà il 19 Ottobre ad Assisi[2]. Segno che anche nella finanza la componente spirituale sta diventando sempre più importante per riscoprire il ruolo centrale dell’uomo e dei suoi bisogni.

Patrizia Di Dio

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