
Fare Impresa: al via in Sicilia le misure regionali per l’Imprenditoria femminile e giovanile
Per anni mi sono impegnata su ogni tavolo istituzionale per affermare l’importanza e la necessità di misure specifiche a sostegno dell’Imprenditoria Femminile che nel 2020 portò finalmente al Fondo per l’impresa femminile, l’incentivo nazionale dedicato a sostenere la nascita ed il consolidamento delle imprese guidate da donne. Attraverso questo Fondo nazionale, sono stati finanziati programmi di investimento nei settori dell’industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, servizi, commercio e turismo. Purtroppo è stata una misura spot, finanziata 40 milioni solo una volta. E che non è riuscita a soddisfare tutte le domande presentate; a dimostrazione di quanto fosse una misura necessaria.
Il Fondo nazionale è servito a finanziare programmi di investimento per l’avvio o per lo sviluppo delle imprese femminili di nuova creazione, ma anche per supportare quelle già costituite, con una parte dei contributi a fondo perduto.
La misura nazionale non ha premiato le imprenditrici siciliane nelle graduatorie finali. Per questo come Confcommercio Palermo abbiamo da tempo sollecitato la creazione di un analogo fondo in Sicilia.
Un fondo che prende finalmente il via in questi giorni e che consideriamo soltanto il primo passo di un cammino che continueremo a sostenere perché l’impresa in Sicilia si tinga sempre di più della nota <rosa>.
Il Mezzogiorno è l’area dove è maggiore la presenza femminile nel tessuto imprenditoriale: a fronte di una media nazionale del 22%, al Sud le imprese femminili raggiungono il 23,7% del totale dell’area.
I numeri più ‘dinamici’ al Sud vanno però di pari passo con il più alto tasso di disoccupazione: quello che quindi potrebbe apparire come maggiore dinamismo in verità svela una difficoltà maggiore delle donne a trovare lavoro da dipendente. Ecco che allora sempre più donne decidono di mettersi in gioco e creare un’azienda.
Negli ultimi anni “fare impresa” da parte delle donne si sta trasformando: la scelta imprenditoriale è vista sempre più come un’opportunità a tutti gli effetti di piena affermazione professionale e non solo come semplice auto-impiego.
Sempre più giovani donne scelgono la via dell’impresa: l’imprenditoria femminile è giovane, non solo considerando l’età di chi vi sta alla guida, ma anche l’età dell’impresa stessa. Ed è giovane anche nelle modalità di gestione ed impostazione del business. Più dinamica e recettiva ai trend di mercato.
Malgrado il vivace dinamismo nella nascita, le imprese femminili scontano però ancora una minore capacità di sopravvivenza. A 3 anni dalla loro costituzione, sopravvive infatti solo il 79,3% delle attività guidate da donne, contro l’83,9% di quelle a guida maschile; il 68,1%, dopo 5 anni, contro il 74,3% delle altre.
A fronte del positivo dinamismo serve allora un nuovo approccio verso modelli aziendali più strutturati. Il primo punto concerne la necessità di proteggere il capitale imprenditoriale femminile di più lunga data salvaguardandone la business experience in termini di conoscenza dei mercati esteri, di relazionalità con altre imprese in una logica di filiera e di solidità patrimoniale.
Il secondo riguarda il supporto alle start-up, soprattutto al sud (dove il tasso di mortalità imprenditoriale è più elevato), affinché anche queste possano costituire quel capitale imprenditoriale più ‘anziano’ importante per il processo di costruzione del know-how produttivo e di coesione sociale del territorio.
Il ruolo che attualmente gioca l’imprenditoria femminile nel tessuto produttivo del Paese passa, in una visione prospettica, dalle dimensioni dell’imprenditorialità giovanile, fonte di garanzia per l’affermazione, anche nel domani, di generazioni di nuove donne imprenditrici.
La nascita di imprese guidate da giovani donne contribuisce in modo determinante a rafforzare di nuove competenze e know-how la forza imprenditoriale del Paese, perché, più in generale, donne e giovani sono portatori di prodotti e servizi spesso innovativi tanto nella loro concezione quanto nel loro contenuto tecnologico.
Un’evidenza che suffraga maggiormente l’importanza dell’impegno delle politiche a favore delle donne imprenditrici, perché sostenere le imprese femminili significa sostenere maggiormente anche l’imprenditoria giovanile.
Ed allora è importante che questo straordinario potenziale venga supportato da strumenti dedicati che siano in grado di promuoverne la crescita, ma che si rivelino in grado di garantire le condizioni ottimali per competere sui mercati.
Se non cominciamo a lavorare e investire concretamente sulle donne imprenditrici non avremo allora la capacità come Paese di rimetterci in cammino. Bisogna intervenire prima di ogni cosa sul sostegno economico delle imprese femminili.
E il 2024 si apre con questa bella notizia su cui ci siamo tanto impegnati: il via al Fondo per l’imprenditoria femminile e giovanile in Sicilia. Un primo passo, ma per noi che ci crediamo da sempre, di grande importanza.

